Nel corso del giorno e della notte, nel nostro linguaggio, nei gesti o nei sogni, che ce ne accorgiamo o no, ognuno di noi usa i simboli. Essi danno volto ai desideri, stimolano certe imprese, modellano un comportamento, avviano successi o fallimenti.

 

La bilancia. 

 

  • «È un tempio la Natura, dove a volte parole
  • escono confuse da viventi pilastri
  • e che l’uomo attraversa tra foreste di simboli
  • che gli lanciano occhiate familiari»

(Charles Baudelaire, da «Corrispondenze», Les Fleurs du Mal)

 

 

 

 

Al vedere la serpe pendergli dalla mano, gli abitanti (βάρβαροι) dicevano fra loro: «Certamente costui è un assassino, perché, sebbene scampato dal mare, la dea della Giustizia (δίκη) non lo ha lasciato vivere”

Atti degli apostoli 

 

La bilancia è un noto simbolo della giustizia; è associato alla giustizia, della misura, della prudenza, dell’equilibrio, perché serve a soppesare gli atti. Associata alla spada, la bilancia rappresenta la Giustizia accompagnata dalla Verità, rappresentando in tal modo il metro della colpa e della punizione. Sul piano sociale indica gli emblemi della funzione amministrativa e di quella militare, prerogative del potere regale, attribuiti in India della casta degli Kshatriya. Anche per questo in Cina la bilancia, associata ad un tornio da vasaio, è uno degli attributi del Ministro. 

In ogni Tradizione è presente questo simbolo archetipico. Nell’antica Grecia la bilancia è un simbolo della legge universale di giustizia, ordine, equilibrio e misura rappresentata da Temi che governa il mondo secondo tale legge. Nell’Iliade Zeus si serve di bilance d’oro per pesare il destino degli uomini. La bilancia è quindi per i Greci anche uno dei simboli del destino: «Ma quando il sole ebbe percorso la metà del cielo, ecco che allora Zeus padre tendeva la bilancia d’oro e vi posava sopra due destini di morte dolorosa: uno era dei Troiani domatori di cavalli, l’altro degli Achei rivestiti di bronzo. Poi la tirava in su prendendola giusto nel mezzo: s’inclinava il giorno fatale degli Achei… Il dio allora tuonava forte dall’Ida e mandò un bagliore fiammeggiante tra le schiere degli Achei» (Iliade 8, 69.77).

Le Tre Moire, particolare dal Trionfo della Morte, arazzo fiammingo, 1520 ca.

Nella mitologia greca, vi erano le tre sorelle Moire. La più anziana delle tre, non era una grande dea, ma certamente superiore delle tre sorelle – Moire personificavano il destino – colui che non si può evitare, – Àtropo (in greco: Ἄτροπος, cioè in nessun modo, l’immutabile, l’inevitabile) – rappresenta il destino finale della morte d’ogni individuo poiché a lei era assegnato il compito di recidere, con lucide cesoie, il filo che ne rappresentava la vita, decretandone il momento della morte.

In alcune tradizioni, la bilancia è associata alla tomba della giustizia delle anime.

Gli antichi egizi invece aveva Osiride con “Libro dei Morti” il dio che sottoponeva l’anima del defunto trapassato al giudizio attraverso la pesatura, detta psicostasia (dal gr.

L’anima viene accompagnata da Anubi al tribunale celeste per la pesa.

psykhostasía, comp. di psykhḗ ‘anima’ e stásis ‘pesatura’)Il suo cuore veniva posto dal dio Anubi su un piatto della bilancia, mentre nell’altro una statuetta di Maat, dea della verità e della giustizia, il cui simbolo è la penna; se esso era leggero come una piuma, allora l’anima era meritevole di entrare nel regno di Osiride, altrimenti veniva direttamente data in pasto al coccodrillo Ammit.

La bilancia come simbolo del Giudizio è un’estensione della Giustizia divina. Nell’iconografia cristiana la bilancia è tenuta da San

L’arcangelo Michele schiaccia Satana, Guido Reni, 1636.

Michele, l’arcangelo del Giudizio. Egli ha il compito, quando giunge l’autunno, di recidere con la sua spada ogni legame, separando il frutto dall’albero, l’anima dell’uomo dal suo corpo. Numerosi autori biblici accostano le nozioni di bene e di male a quella di bilancia. Così Giobbe 31, 6-7: «mi pesi Dio con bilance di giustizia e conoscerà la mia integrità».

Il bene indica ciò che è equilibrato all’esterno e all’interno. Nel pensiero ebraico i demoni sembra essere senza potere nei confronti di ciò che è equilibrato. Nella Cabala si dice che prima della creazione «la bilancia si trovava nel più antico dei giorni». Dunque prima della manifestazione dell’atto che provocò la creazione, l’Indefinito si era sdoppiato nella propria mente: da questo fatto nacquero divisioni successive fino a quelle della cellula. Con i suoi piatti, la bilancia rappresenta questo sdoppiamento. 

Anche nel Corano si fa riferimento a queste iconografie: “E quel giorno l’unico peso sarà la Verità, e quei che avranno le bilance pesanti quelli saranno i fortunati, e quelli che avranno le bilance leggere, quelli saranno coloro che avranno perduto se stessi, per essere stati ingiusti contro i nostri Segni”. (Corano, VII, 8-9).

Nel libro tibetano del “Bardo Thodol” sulle bilance al di là del mondo sono inserite pietre bianche e nere. Il testo descrive le esperienze che l’anima cosciente vive dopo la morte, o meglio nell’intervallo di tempo che, secondo la cultura buddhista, sta fra la morte e la rinascita. Questo intervallo si chiama, in tibetano, bardo. Il libro include anche capitoli riguardanti i simboli di morte, i rituali da intraprendere quando la morte si avvicina, o quando ormai è avvenuta.

In Persia l’angelo Rashnu, che si trova accanto a Mitra, pesa gli spiriti sul ponte del destino; un vaso greco rappresenta. le anime di Achille e di Patroclo.

La bilancia è anche un emblema di Saturno-Cronos, il tempo. Dipende dal fatto che il tempo è esso stesso un giudice? O perché regola l’equivalenza tra il giorno e la notte? O perché misura la vita degli uomini?

Bilancia come segno zodiacale.

La Bilancia (23 settembre-22 ottobre). Settimo segno dello zodiaco, collegata al simbolismo del numero 7, segno dell’equilibrio sul piano cosmico e psichico, la Bilancia riguarda la legalità e la giustizia, sociali e interiori. Designa l’equilibrio tra il mondo solare e la manifestazione planetaria o tra l’io spirituale (il selbst (se stesso) della psicologia junghiana) e l’io esterno. Indica l’equilibrio tra il buono e il cattivo, poiché tende da una parte verso lo Scorpione (mondo dei desideri) e dall’altra verso la Vergine(sublimazione). Simbolo di eterna armonia di comunicazione della coscienza e dello spirito con l’inconscio e la materia. Rappresenta l’equità universale e lo spirito di giustizia, l’armonia sociale e personale. 

Quando entra in questo segno il Sole è a metà dell’anno astronomico. il suo passaggio dall’emisfero nord a quello sud è il punto d’equilibrio tra l’edificio costruito e le forze che lo condurranno in rovina, tra i giorni e le notti. Lo si rappresenta con una bilancia, col suo ago e i piatti. Questo giusto mezzo intorno al quale tutto oscilla è la testimonianza di un equilibrio tra il crepuscolo dell’autunno esterno e l’aurora della primavera interiore. 

L’equilibrio, di cui la bilancia è simbolo, indica un ritorno all’unità, cioè alla non manifestazione, perché tutto ciò che è manifestato è sottoposto al dualismo e alle opposizioni. L’equilibrio  costituito dai due piatti, l’uno di fronte all’altro, indica quindi un al di là dei conflitti, che son propri del tempo-spazio, della materia. 

 

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