Oggi è il secondo anniversario dell’operazione militare speciale della Russia in Ucraina

730 GIORNI CHE HANNO CAMBIATO IL MONDO


Oggi è il secondo anniversario dell’operazione militare speciale della Russia in Ucraina, iniziata il 24 febbraio 2022, quando Putin ordinò l’intervento delle forze russe per due motivi: proteggere la popolazione russofona della regione del Donbass che resisteva da otto anni dell’aggressione appoggiata anzi suggerita dalla Nato e in secondo luogo, denazificare il regime che le potenze occidentali avevano illegalmente instaurato con un colpo di stato a Kiev nel 2014. Si è trattato di un fatto storico perché per la prima volta dal dopoguerra un grande Paese si è opposto militarmente all’arroganza occidentale, ma di fatto espressa dagli Usa, ponendo dei paletti a ciò che l’egemone riteneva suo di diritto e facendo fiorire la multipolarità del mondo che fino ad allora era in qualche modo compressa dalle minacce e dalle manovre dell’impero dell’impero.

Lo “scandalo” se si può usare questa parola per esprimere i sentimenti occidentali una volta delusa l’arroganza di cui sono portatori insani, è stato enorme, peraltro rafforzato dal fatto che le sanzioni non siano riuscite a piegare la Russia, mostrando come l’occidente viva dentro un’economia di carta senza rendersi ben conto di questa sua condizione. La vittoria militare ha poi fatto il resto mostrando che l’invincibilità della Nato è solo un mito, una cattiva favola raccontata ai bambini cattivi, ma che non si può più usare con gli adulti. Infatti, la politica e l’informazione occidentali non stanno reagendo facendo un’analisi seria della situazione, ma semplicemente tentando di negare i fatti e soffocare le voci che non si arrendono al silenzio. I servizi inglesi con tutta probabilità hanno ammazzato Navalny per oscurare l’intervista a Putin e per far passare in secondo piano anche la vicenda di Assange che parla chiaro riguardo alla presunta libertà che si avrebbe in occidente.

Del resto, gli Usa e il suo presidente in finta pelle non hanno che da rimproverare se stessi per come sono andate le cose: un mese dopo l’intervento russo in Ucraina, era stato negoziato un accordo diplomatico per porre fine al conflitto attraverso la mediazione della Turchia. Ma questo accordo di pace è stato sabotato nell’aprile 2022 dagli Stati Uniti e dalla Gran Bretagna (Boris Johnson su incarico dell’amministrazione Biden è corso a Kiev a ordinare a Zelensky di chiudere la porta in faccia Mosca) (1)perché l’egemone voleva una guerra in piena regola che pensava di vincere. Quasi due anni dopo, il bilancio delle vittime militari ucraine è salito a 500.000, il regime di Kiev è quasi defunto, un Paese è stato distrutto. Ma questo conflitto epocale ha un significato che va ben oltre il disastro dell’Ucraina perché è diventata evidente al mondo intero la natura criminale dell’asse occidentale guidato dagli Stati Uniti: le potenze della Nato hanno alimentato un inutile e perdente massacro e sono anche viste dal mondo come complici del genocidio a Gaza con il loro sfrenato sostegno al regime sionista israeliano anche se questo massacra civili palestinesi, tra cui donne e bambini, a centinaia ogni giorno negli ultimi cinque mesi. Il bilancio delle vittime è di quasi 30.000, ma si tratta di una cifra ufficiale che potrebbe essere lontana per difetto, dalla realtà. In poche parole, il vero volto delle “democrazie” occidentali e del loro cosiddetto “ordine globale basato su regole” viene pienamente rivelato come una forma di fascismo.

Per decenni, dopo la sconfitta della Germania nazista nel 1945, le potenze occidentali, che avevano segretamente favorito Mussolini e sponsorizzato l’ascesa di Hitler per farne un’arma contro l’Unione sovietica, l’ossessione che alla fine li distruggerà, hanno proiettato un’immagine di virtuose paladine della democrazia e della pace, quando invece il loro potere grondava sangue. Dopo il conflitto spartiacque in Ucraina – e grazie alla forza d’animo e alla risolutezza russa – la farsa occidentale è ora smascherata. L’asse dell’imperialismo occidentale guidato dagli Stati Uniti si trova finalmente ad affrontare una nemesi, il giorno della resa dei conti.

L’emergente ordine mondiale multipolare guidato da Russia, Cina e Sud del mondo – ovvero la maggioranza del mondo – sta spingendo il vecchio e arrogante ordine occidentale nell’oblio storico. Gli Stati Uniti e la sua schiera di partner canaglia nella Nato devono fare i conti con un ordine mondiale multipolare in cui il loro diktat unilaterale non è più sostenibile, legalmente, politicamente, moralmente e unica cosa alla quale questi squali sono sensibili, militarmente. Sono stati 739 giorni che hanno cambiato il mondo.

Redazione

 

 

 

Approfondimenti del Blog

«UCRAINA: COME GLI USA HANNO SABOTATO LA PACE»

(1)

Carica ulteriori articoli correlati
Carica altro Redazione Inchiostronero
Carica altro DIBATTITI

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Controllate anche

«L’ALCHIMIA DEL FEGATO: UN VIAGGIO TRA MATERIA E SPIRITO»

Il significato simbolico del fegato nell'antica storia di Prometeo …