A Piedi Nudi nel Parco (film) è una brillantissima commedia americana del 1967 interpretata da Robert Redford e Jane Fonda

A PIEDI NUDI NEL PARCO

 

 A Piedi Nudi nel Parco con Robert Redford e Jane Fonda

A Piedi Nudi nel Parco (film) è una brillantissima commedia americana del 1967 interpretata da Robert Redford e Jane Fonda. Il film ha la regia di Gene Sax ed è tratto da un’opera teatrale del drammaturgo statunitense Neil Simon.

La sceneggiatura, brillante e divertentissima, coinvolge fin dalle primissime battute e i due protagonisti, all’epoca entrambi sulla trentina, sono veramente in gran forma!

La nostra storia è ambientata d’inverno, a febbraio, nella New York di fine anni Sessanta. Niente decorazioni e lucine purtroppo ma abbiamo neve, atmosfera e attori bravissimi (oltre che belli).

La coppia di neo sposi Paul Bratter (Robert Redford) e Corie (Jane Fonda), dopo aver trascorso sei giorni di infuocata luna di miele chiusi in una stanza dell’hotel Plaza, si trasferisce nella sua prima casa, un piccolo e spoglio appartamento al quinto piano di un vecchio palazzo senza ascensore del Greenwich Village.

La scomoda sistemazione e una serata a quattro, in compagnia dell’eccentrico e strambo vicino abusivo Victor Velasco (Charles Boyer) e di Ethel (Mildred Natwick), la benpensante madre di Corie, mettono a dura prova la loro vita matrimoniale e, in particolare, fanno emergere le loro differenze caratteriali: Paul è serio, contegnoso, prudente, Corie è vitale, appassionata, romantica; tanto l’uno è prevedibile e convenzionale quanto l’altra è imprevedibile e spudorata.

Corie allora decide, dopo una scenata, di mettere fine al matrimonio, non all’altezza delle sue elevate aspettative ideali, e caccia dal letto coniugale Paul, che finisce su una panchina di Washington Square Park, a ubriacarsi e camminare a piedi nudi nel parco, proprio in quella che lei gli aveva indicato come espressione della desiderata spontaneità. Ma quando vede come si è ridotto, Corie capisce di amarlo così come l’ha conosciuto e sposato, un uomo stabile e fidato, e di non volerlo affatto cambiare; questo avviene anche grazie all’intervento della propria assennata madre, la quale le spiega che in un rapporto di coppia a volte è necessario “sacrificare” qualcosa per la felicità dell’altro. I giovani Paul e Corie si riconciliano e anche i maturi Victor ed Ethel, altrettanto diversi, sembrano aver scoperto una speciale sintonia.

 

La Vita Secondo Victor Velasco (Charles Boyer) e Core (Jane Fonda)

La Vita Secondo Victor Velasco

Vivere in alto, all’ultimo piano di un palazzo, ad esempio all’ottavo, comporta una serie di privilegi: avere una visione d’insieme della città, sentirsi liberi di sfiorare i confini con lo sguardo, coltivare la divina sensazione di non appartenere a nessuno un attimo prima di scendere in strada tra la gente…

“…una volta al mese io cerco sempre di rendere nervosa una bella ragazza, tanto per impedire al mio ego di avvilirsi…” “…i vecchi sporcaccioni riescono a farla franca molto meglio…” “…agli albori di una nuova amicizia!” (Victor Velasco, citazioni dal film “A piedi nudi nel parco”)

Chi è Victor Velasco? Un filosofo epicureo? Un flâneur newyorkese? Un “uomo di mondo”? L’ultimo dei bohémien? Un aristocratico senza soldi? Un gentiluomo d’altri tempi? Un imboscato? Un romantico buongustaio? Un signore attempato che ha paura di invecchiare? Uno spiantato che approfitta del prossimo e in cambio dona la propria energia vitale? Un esistenzialista assetato di esperienze? Un single che è sempre in buona compagnia?… Tutte queste definizioni unite insieme? Già, forse le cose stanno proprio così: Victor Velasco è tutto questo in un’unica persona! Quindi è un essere inesistente, un ideale umano, un personaggio troppo variegato e intrigante per sopravvivere in questo mondo, fuori dalla pellicola. Soprattutto non è uno di quelli che sta a guardare mentre gli altri fanno, ma è uno che fa anche se gli altri stanno a guardare!

Charles Boyer nel 1955. Nel 1943 ottiene l’Oscar onorario.

Chi o cos’è, dunque, Victor Velasco? È l’esistenza che riprende quota prepotentemente; è camminare lungo il cornicione di un palazzo per rientrare in casa; è l’arte di arrangiarsi ed essere felici; è non preoccuparsi di restare in piena notte senza mezzi pubblici perché tanto c’è già una nuova esperienza che ci aiuterà a occupare il tempo in attesa del mattino; è possedere un pezzettino di mondo dentro di sé e donarlo agli altri con gioia, senza farlo pesare; è non dire mai “basta!” oppure “per oggi sto bene così!” o altre frasi tipiche di chi ha paura di vivere fino in fondo; è sperimentare per sentirsi parte integrante del mondo e non come osservatori asettici dall’alto di un castello fortificato… Victor Velasco è un buongustaio che preferirebbe morire piuttosto che prendere pillole contro l’ulcera e rinunciare a certe esotiche prelibatezze gastronomiche; è un uomo di “cultura” non nel senso libresco del termine ma esperienziale. Essere Victor Velasco significa “provare tutto almeno una volta”; significa diversità e integrazione; significa autoinvitarsi a cena senza farsi troppi problemi o portare un gruppo di amici in un fumoso ristorante albanese senza licenza (“I quattro venti”) per gustare piatti provenienti dagli antipodi del gusto ordinario; significa sfidare il freddo e le convenzioni e cantare “Shama Shama” (canzone popolare albanese) a New York tra una zuppa di fagioli greci e una bottiglia di ouzo con cui allentare i freni inibitori… “Andare a piedi nudi nel parco non è sensato, ma è divertente!” – dice la giovane sposina. Vivere senza compromessi, perché vivere è un’esperienza meravigliosa.

Darsi totalmente! Questo significa essere Victor Velasco, essere simili o tentare di essere simili a Victor Velasco. E sì, perché non è facile diventare come Victor Velasco: non dall’oggi al domani. Ci vuole allenamento; occorrono anni. E poi bisogna almeno una volta nella vita sentire il desiderio di essere Victor Velasco: altrimenti inganniamo noi stessi solo per fare colpo sugli altri, calandoci in personaggi che non ci appartengono interiormente.

E Charles Boyer, l’attore che interpretò il personaggio di Victor Velasco nel film del ’67, ebbe modo di assaggiare realmente (e non per copione) il gusto che tormenta… il sapore della morte. Esattamente come avrebbe fatto l’immaginario Velasco, anche Boyer non scende a compromessi con la non-vita: nel 1978, due giorni dopo la morte della moglie e con alle spalle l’oscuro suicidio del suo unico figlio (avvenuto nel ’65: due anni prima di interpretare la parte dello “spensierato” Velasco), Boyer decide di togliersi la vita con una overdose di barbiturici il 26 agosto 1978.

Dal teatro al cinema: Robert Redford in A piedi nudi nel parco

Per Robert Redford, all’inizio della carriera cinematografica, quello del giovane marito Paul Bratter è uno dei primissimi ruoli da protagonista, anche se in tv è già stato candidato a un Emmy per The Voice of Charlie Point e ha vinto un Golden Globe per miglior attore emergente per Lo strano mondo di Daisy Clover. L’attore viene chiamato da Saks dopo aver interpretato il personaggio con grandissimo successo a teatro e inizialmente è sorpreso e quasi restio all’idea di riprendere il ruolo. Tradizione vuole infatti che difficilmente gli interpreti teatrali diventino protagonisti anche della versione cinematografica, ma alla fine accetta. Con Jane Fonda condivide l’amicizia e il fatto di avere debuttato entrambi nello stesso film, la commedia con Anthony Perkins In punta di piedi, del 1960. Nel 1966 hanno già interpretato insieme La caccia di Arthur Penn. Già all’epoca l’attore amava l’abbigliamento country e nelle pause si spogliava del formale abito di scena per indossare cappello e stivali da cowboy. A piedi nudi nel parco fu il suo primo grande successo commerciale, a cui seguì il western con Paul Newman Butch Cassidy.

Qui Paul Bratter (Robert Redford) e Corie (Jane Fonda) nel loro piccolo appartamento al Greenwich Village.

Qui Ethel Banks (Mildred Natwick) madre di Corie con Paul Bratter. “Mi sento come se fossi morta e andata in cielo. Solo che ho dovuto arrampicarmi ci”. Dialogo tra Ehtel e Paul Bratter.

L’altra metà della coppia: Jane Fonda

A piedi nudi nel parco resta uno dei film e dei ruoli preferiti da Jane Fonda, tanto che l’attrice si è spesso scherzosamente rammaricata del fatto che Neil Simon (scomparso nel 2018) non avesse scritto un sequel cinematografico per far ritrovare al pubblico i personaggi qualche decennio dopo. Negli anni immediatamente successivi a questo film, la pasionaria Jane è lanciatissima: è la protagonista

Neil Simon nel 1966 (Wikipedia)

di Barbarella di Roger Vadim, della serie dell’Ispettore Klute con Donald Sutherland e diventa uno dei volti (e dei corpi) più popolari del cinema americano. Quando è uscito il loro ultimo film insieme, Le nostre anime, di notte, del 2017, Jane Fonda – che ha lavorato con Redford anche in Il cavaliere elettrico – ha dichiarato di essersi innamorata di lui ogni singola volta che ci ha recitato e l’attore ha confessato di non essersene mai accorto: che distratti, questi uomini!

Situazioni divertenti e dialoghi di una comicità irresistibile fanno il resto.

Non solo A piedi nudi nel parco: Neil Simon, genio della commedia americana

Neil Simon è anche autore della sceneggiatura di A piedi nudi nel parco. La pièce teatrale è ispirata alle prime settimane del primo matrimonio del commediografo con Joan Bairn. Simon dette anche un seguito teatrale alla storia, “Chapter 2”, ispirato al suo secondo matrimonio con l’attrice Marsha Mason. Evidentemente con le due successive mogli non ha avuto problemi, visto che si è fermato a due pièce sull’argomento. L’amore di Neil Simon per il teatro e il cinema si deve alla miseria: era lì che, cresciuto a New York durante la Grande Depressione in una famiglia che non andava d’accordo, si rifugiava per evadere dalla realtà. Nella sua lunga carriera è stato candidato a quattro premi Oscar, a 4 Emmy, a 13 Tony (ne ha vinti 3, di cui uno Speciale), a tre Golden Globe (ne ha vinto uno per The Golden Girl) e a 12 Writers Awards, che ha vinto per La strana coppiaUn provinciale a New York I ragazzi irresistibili oltre al premio alla carriera. Tra i suoi indimenticabili successi ricordiamo anche Il prigioniero della seconda stradaIl rompicuoriInvito a cena con delittoGoodbye, amore mio! e California Suite.

A Piedi Nudi nel parco ha ricevuto diverse nomination per vari premi:

  • Miglior Performance comica per Jane Fonda
  • Miglior Performance comica per Robert Redford
  • Migliore Sceneggiatura per una Commedia
  • Migliore Commedia
  • Migliore Attrice non Protagonista a Mildred Natwick
  • Migliore Attrice Straniera a Jane Fonda (premio Bafta)

È una di quelle classiche commedie anni Sessanta in cui tutto si gioca sul carisma e la bravura degli attori oltre che, ovviamente, sul ritmo incalzante di battute azzeccateinfilate sapientemente una dopo l’altra.

Eccovi un assaggio delle scene più gustose.

A PIEDI NUDI NEL PARCO ALL’HOTEL PLAZA

 

SCENA CON IL TECNICO DEI TELEFONI 

    A PIEDI NUDI NEL PARCO SCENA FINALE 

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