Gli Ordini hanno tradito tutti i principi deontologici di precauzione e di metodologia in riferimento ai sedicenti vaccini

 

ABOLIRE GLI ORDINI PROFESSIONALI AL SERVIZIO DEL POTERE


L’appello che Filippo Anelli, presidente della Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici, fa a sostegno a Mario Draghi e al suo lugubre governo, e specificamente al fallimentare ministro della Salute Roberto Speranza, è semplicemente vergognoso.

Al netto delle demagogiche suggestioni sull’unità nazionale e delle ingannevoli valutazioni sulla pandemia, sulla riforma sanitaria e su altre amene menzogne che l’apparato politico ha diffuso in questi due anni, la presa di posizione di un ordine professionale su questioni politiche lo pone aldilà e contro la sua stessa natura e competenza. Ma tutto ciò ha un senso.
Il “vile affarista” e i suoi complici hanno usufruito della sceneggiata pandemica per accelerare il processo di ingegneria sociale studiato strategicamente in altre sedi e da altri personaggi. Come ampiamente documentato, certe scelte insensate e socialmente vessatorie non sarebbero passate se imposte dalla rude decisione politica, per cui il potere governativo ha cooptato degli esperti confacenti alle pratiche stabilite predeterminatamente e ha delegato alla scienza compiacente il compito di far passare da sanitarie risoluzioni di carattere politico.
Ecco spiegato, ad esempio, il silenzio clinico sui rischi e benefici di un farmaco genico sperimentale spacciato come vaccino. La propensione dei medici ad evitare la segnalazione degli effetti collaterali, dando poca attendibilità alle denunce dei pazienti. La sudditanza della categoria alle prescrizioni contraddittorie e distorte presenti nei decreti ministeriali.
Andrea Zhok, professore di Filosofia morale all’Università di Milano, ha inquadrato perfettamente dubbi che erano aleggiati da tempo nei sanitari non omologati, per cui sospesi, radiati e silenziati.
Non sarà che la pressione vaccinale, e la refrattarietà alle cure domiciliari con i “farmaci riconvertiti”, è stata dovuta dal fatto che farmaci con brevetti scaduti non erano economicamente convenienti alle case farmaceutiche?
Non sarà che con i miliardi spesi per questa sperimentazione di massa si stornava denaro da interventi strutturali – ospedali, assunzioni di personale, acquisto di attrezzature, spese di aggiornamento – giustificando la catastrofica situazione sanitaria, tra accordi con i privati, delega alle cooperative, dequalificazione del personale?

Dubbi leciti, ma purtroppo consolidati dalle realtà che gli Ordini evitano accuratamente di mettere in evidenza, ponendosi in una posizione di correità con le istituzioni di potere. Perché accettare l’indicazione di “tachipirina e vigile attesa” è già quello che in altri contesti sarebbe definito come “concorso esterno” in operazioni di dubbia eticità e scientificità.
Per questi ed altri motivi è necessaria una chiamata alle armi di tutti – tanti – sanitari liberi e non compromessi con il sistema.

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Gli Ordini – come precisa il citato Zhok, che condivido e sottoscrivo – hanno tradito tutti i principi deontologici di precauzione e di metodologia in riferimento ai sedicenti vaccini. Si sono dimostrati il braccio sanitario di una operazione terroristica prettamente politica. Hanno acconsentito a tattiche di emergenza per legittimare arbitri e vessazioni. I continui appelli alla scienza sono stati una copertura per “una operazione essenzialmente antidemocratica”.
Quindi, pretendere lo scioglimento degli Ordini è una richiesta di democrazia, in quanto non più rappresentanti di una funzione professionale, ma apparato di supporto al potere politico.

Adriano Segatori

 

 

 

 

Fonte: ElectoMagazine del 17 luglio 2022

 

 

 

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