Medio Oriente, escalation tra guerra ed energia

«Acqua, fuochino, fuoco»

Dagli Houthi al Pentagono, l’escalation rivela costi crescenti, fragilità strategiche e nuove incertezze globali.

Il Simplicissimus

L’articolo ricostruisce gli ultimi sviluppi della crisi mediorientale: dagli attacchi degli Houthi alle infrastrutture petrolifere saudite ai dubbi sulle reali perdite militari statunitensi, fino ai limiti imposti dalla scarsità di missili e dal monopolio cinese delle terre rare. Un’escalation che sembra seguire la progressione del celebre gioco infantile: dall’apparente calma al «fuochino», fino al «fuoco» di un conflitto sempre più esteso e difficile da controllare. (N.R.)


Le notizie di oggi sono parecchie e importanti. Vanno dall’offensiva degli Houthi che hanno colpito installazioni petrolifere in Arabia Saudita chiudendo i rubinetti dell’oleodotto che porta al Mar Rosso al sospetto che il Pentagono stia nascondendo le reali perdite americane come dimostrerebbe l’arrivo di 15o medici militari al Centro medico regionale di Landstuhl, in Germania dove nei giorni scorsi decine e decine di aerei hanno trasportato feriti e corpi dal Medio Oriente e in particolare dalla Giordania dove si sono contrate le basi a stelle e strisce. Alcuni attribuiscono a questo la sospensione degli attacchi militari americani sull’Iran i cui costi umani e politici si stanno rivelando di gran lunga più onerosi dei risultati quasi nulli dei raid aerei, mentre altri analisti pensano che sia la scarsità di missili di attacco e di difesa a consigliare una tregua.  Fra l’altro ognuno di questi vettori contiene molti chili di terre rare che la Cina monopolista nel settore sta contingentando: dunque la produzione non può significativamente aumentare, anzi potrebbe tendere quasi a zero una volta esaurite le scorte rimaste.

La lotta per i nuovi ideali

Insomma la situazione di Trump non è nobile come quella di Don Chisciotte e nemmeno realistica come quella di Sancho Panza cui fisicamente rassomiglia: raccoglie i difetti dell’uno e dell’altro senza che questo si traduca in una qualche virtù. Ad ogni modo la notizia del giorno, quella che supera tutte per stupidità e ignominia, viene, manco a dirlo dall’Europa e precisamente dalla Spagna dove i giganteschi roghi forestali non possono essere efficacemente spenti perché la flotta di elicotteri antincendio non può levarsi in volo. La ragione consiste nel fatto che si tratta di velivoli ad ala rotante Ka-32 11BC fabbricati in Russia e perciò l’assistenza e i ricambi sono vietati dalle sanzioni contro Mosca volute da Bruxelles, ma che sempre e in ogni caso si rivelano letali per chi le ha concepite. Così il miglior elicottero antincendio al mondo di cui la Spagna possiede decine di esemplari, mancano della certificazione annuale e non può essere usato a causa delle follie della Commissione europea. Certo arrivano velivoli “autorizzati” da altri Paesi come la Francia, ad esempio, (non dal Portogallo che possiede gli stessi mezzi russi) ma si tratta di elicotteri con molto meno portata e capacità, visto che sono dotati di un solo rotore e sono comunque “adattamenti” di mezzi civili e non progettati specificamente per lo spegnimento di incendi come quelli russi.

L’idiozia di tutto questo è assolutamente palese e testimonia del disastro al quale stiamo andando incontro in mano a gentaglia stupida e corrotta. Di certo la certificazione di idiozia non manca a Bruxelles.

Redazione

 

 

 

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