Tu chiamale, se vuoi, coincidenze

AGNELLI/ELKANN: LA FINE DI UNA FAMIGLIA DANNOSA


Tu chiamale, se vuoi, coincidenze. Mentre a Torino si svolgono i funerali di Vittorio Emanuele di Savoia, la magistratura prova a fare giustizia nelle vicende di quella che si era sempre autoconsiderata la nuova famiglia reale torinese: quella degli Agnelli/Elkann. La vicenda è davvero squallida. Perfettamente in linea, d’altronde, con l’immagine offerta dai protagonisti nel corso dei decenni.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ma, ancora più squallido, è stato il comportamento di media e opinione pubblica che hanno osannato chi distruggeva la città ed il territorio circostante in nome della creazione di posti di lavoro poco pagati. Case popolari orribili al posto delle case popolari dei decenni precedenti, rispettose di stili architettonici e ambiente. Inquinamento, svuotamento delle montagne e delle colline del Piemonte, immigrazione selvaggia senza infrastrutture per accoglierla. E, dopo, licenziamenti di massa, cassa integrazione per tutti. Con tanto, tantissimo denaro pubblico.

Quello utilizzato per costruire nuove fabbriche al Sud, “aggiuntive e non sostitutive di quelle esistenti al Nord”, mentivano i vertici della Fiat mentre chiudevano le fabbriche a Torino, a Chivasso. Buttando fuori i lavoratori che avevano fatto arrivare. E poi la crisi, con altre chiusure, altri esuberi. Altre fabbriche chiuse.

Ma tutti i servitori chini davanti al padrone. Ciechi e muti davanti ai vizi privati ostentati pubblicamente. Con i vezzi di Gioanin Lamiera (l’Avvocato senza esserlo mai diventato) che diventavano moda per chi si vantava di imitarlo. Perdonato sempre, per le scelte fallimentari, per il suicidio del figlio legato all’indifferenza paterna, per aver frenato ogni tentativo di indipendenza della città.

Ma anche per i tesori nascosti all’estero, alla base delle liti giudiziarie tra gli eredi. Con lo scontro tra Margherita, figlia di Gioanin Lamiera, ed i tre primi figli che Margherita aveva avuto da Alain Elkann. Mentre gli altri figli non interessavano alla nonna né agli altri famigliari.

Soldi, sempre soldi, solo soldi. Anche se, forse, a Torino anche chi si scappellava di fronte a Gioanin Lamiera comincia a rendersi conto dei disastri. Meglio tardi che mai? O forse troppo tardi. Perché Mirafiori è destinato ad un futuro di stabilimento-pattumiera e poco più. Perché agli Elkann, di Torino, importa meno di nulla. Ed alla fine, anche credendo ad un’opera di pulizia da parte dei magistrati, le beghe di una famiglia di questo tipo non riguardano più né Torino né l’Italia.

Gli aspiranti sudditi dovranno trovarsi qualche nuovo padrone.

Giovanni Agnelli visto da Interlenghi

 

Andrea Marcigliano
Enrico Toselli

 

 

 

 

 

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