Agosto è il mese del vuoto

AGOSTO


Ci stiamo, ormai, inoltrando in Agosto. Momento culminante dell’estate, nell’immaginario collettivo. Le città che si svuotano – anche se non più come un tempo – le spiagge affollate. Gli alberghi pieni. Benché tre anni di panico pandemico abbiano cambiato molte cose. E così i rincari di bollette ed altro, dovuti alle politiche del Genio Economico giunto come un Messia per liquidare ciò che ancora restava del sistema Italia…

Comunque, è Agosto. E in questi giorni cadeva l’antica festa celtica di Lughnasadh. Esattamente quaranta giorni dal Solstizio. Festa della luce e del fuoco. Che, però, già segnava il suo declino. Anche perché Lúg è un Dio oscuro. Più simile a Odino che ad Heilios. È il Sole, certo, ma il Sole che discende verso la Tenebra. Il regno degli uomini. E, Soprattutto, quello dei morti.
Forse è per questo che, nell’apparente gioia di vivere sfrenata dei vacanzieri, in questo mese si insinua un… senso di morte. Come le foglie sul ramo. Non più verdi. Gialle, rosse… quasi secche, ormai. D’annunzio esprime perfettamente questa sensazione ne “I madrigali dell’estate”, l’Agosto di Alcyone. “Afa dolcigna di morte”.

Nella belletta

    Nella belletta i giunchi hanno l’odore
       delle persiche mézze e delle rose
       passe, del miele guasto e della morte.
            Or tutta la palude è come un fiore
     lutulento che il sol d’agosto cuoce,
       con non so che dolcigna afa di morte.
            Ammutisce la rana, se m’appresso.
       Le bolle d’aria salgono in silenzio.

Gabriele D’Annunzio (Laudi, Alcyone, Madrigali dell’estate)

Ed è proprio questo senso di morte incombente che rende, paradossalmente, sfrenata la voglia di vivere. Sfrenata e, a ben vedere, ottusa. Sembra quasi che tutti vogliano divertirsi per forza. Che debbano, soprattutto, mostrare agli altri quanto loro si divertono. Quanto sono attivi, allegri… vivi.
I locali sulla spiaggia affollati. Donne e uomini di ogni età che danzano seminudi e, per lo più, in stato di alterazione mentale. Scene da lasciare perplesso un guerriero Maori, stirpe famosa per la sua, selvaggia, danza di guerra.
E, paradossalmente, molti di questi fauni e baccanti da tre soldi, indossano disciplinati la mascherina quando salgono su un bus o su un treno. E continuano a portarla anche mentre fanno la spesa al Supermercato.
Ma qui il virus è dimenticato. E, purtroppo, vengono completamente dimenticate cose più serie. Ed importanti. Ma lì si prova una strana, e contorta, bramosia di vita. E tutti fanno tutto, e dicono di tutto, senza pensare.
Poi, il giorno dopo, magari cade un governo….

Agosto è il mese del vuoto. La vacanza altro non è che un senso crescente di vuoto. Di assenza. Che tentiamo di riempire di carabattole. Suoni, rumori, luci.
Vacanza. Tanto in Agosto non accade, né può accadere nulla che vi sia una guerra in Ucraina, che stiano per accendersi altri fuochi in Kosovo, Bosnia, Moldova… Che la tensione nel Mar della Cina sia stata portata, artatamente, al calor bianco… non conta. Non ce ne accorgiamo quasi. È Agosto. E in Agosto non può accadere alcunché di, davvero, importante…

Bombardamenti atomici di Hiroshima e Nagasaki. Perdite civili: 90 000 – 166 000 vittime a Hiroshima 6-9 agosto 1945. 60 000 – 80 000 vittime a Nagasaki. Sono seguite altre vittime ammalatesi negli anni per varie patologie tumorali.

E in Agosto scoppiano guerre, vengono tentati colpi di Stato. Bombardate città… Distrutti paesi… Hiroshima è un esempio. Un ricordo sempre più sbiadito. Ed era proprio il 6 Agosto di tanti, ma non tantissimi, anni fa.

Marylin Monroe

Ma non conta. Perché è Agosto. Mese leggero, anzi, vuoto. Mese della moglie in vacanza. L’immagine di Marilyn Monroe con le gonne sollevate dal vento artificiale…
Mese di “Agosto, moglie mia non ti conosco”, il più folle, frenetico, surreale romanzo di Achille Campanile.
Surreale, come questi giorni. Caldi, afosi. Tutto, persino la frenesia di divertirsi, appare rallentato. Sospeso astratto dalla realtà.

Ma le foglie sul ramo, come dicevo, sono ormai quasi secche. Hanno già una bellezza autunnale.
Presto cambierà il tempo. E cominceranno i temporali che portano alla fine di questa, torpida, estate…

Mi risuona in testa un motivetto. Vecchio, molto vecchio…
“È arrivata la tempesta /è arrivato il temporale / chi sta bene e chi sta male /e chi sta come gli par…”
Renatino… Renato Rascel d’annata. Però sembra scritta oggi. In questo afoso, statico Agosto…

Andrea Marcigliano

 

 

 

 

 

Fonte: ElectoMagazine del 7 Agosto 2022

 

 

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