Inflazione senza controllo. Invasione di clandestini senza controllo. Ordine pubblico nelle periferie urbane senza controllo

ANCHE SE TUTTI, NOI NO! E MIO ITALIA SCENDE IN PIAZZA

PER DIFENDERE LE PMI DELL’CCOGLIENZA


Inflazione senza controllo. Invasione di clandestini senza controllo. Ordine pubblico nelle periferie urbane senza controllo. Il governo dell’ammucchiata e l’oppofinzione, però, hanno questioni più importanti da affrontare. Come regalare altri soldi dei contribuenti italiani per la guerra di Biden e Zelensky. Magari togliendoli da quelli destinati al superbonus per le abitazioni degli italiani. E poi devono pensare a controllare chi non utilizza il Pos per un caffè. Devono far digerire la rinuncia alla carne e alla pasta, da sostituire con vermi, alghe e cavallette (purché di importazione).

Ma, soprattutto, devono pensare alle candidature per le prossime elezioni politiche.

Il gregge, d’altronde, resta tranquillo. Paga, si impoverisce e bela piano. Per non disturbare Sua Mediocrità e gli atlantisti dei vari partiti. Tutti più poveri: ce lo chiede Zelensky, ce lo impone Biden. Al freddo e al buio, con mascherina e venticinquesima dose di vaccino. Ce lo chiedono Speranza e gli esperti in crisi di astinenza televisiva.

C’è chi, però, dice No! Etiamsi omnes, ego non… Anche se tutti, io no.

Ferdinando Parisella, ad esempio, segretario nazionale di Mio Italia, l’associazione delle piccole imprese del settore accoglienza (ristoranti, bar, b&b, horeca, turismo…) che oggi protestano a Roma davanti alla sede del ministero dell’Economia.

Scrive Parisella:

“Sì, oggi siamo di nuovo in piazza, in strada meglio. Urleremo il nostro sdegno davanti al palazzone del Ministero Economia e Finanza. Non possiamo non farlo. Siamo soli, ma risoluti nel rompere il silenzio mortale delle parti politiche e sindacali. Ed è proprio qui la stranezza. Nessuno urla, eccetto i tassisti, nessuno più contesta. Dicevo, la stranezza. Deve farlo una associazione di piccole imprese. Ma vi rendete conto? E lo fa per difendere l’impresa e i suoi lavoratoti. Quei lavoratori sono famiglie italiane, ormai sottomesse e devastate dall’aumento vertiginoso dei prezzi di ogni cosa. Mentre i signori ventimila al mese, giocano sulla loro e nostra pelle, pensando a cazzate tipo ius scholae. Ecco che almeno qualcuno urli. Lo facciamo noi da oltre due anni. Lo faremo ancora oggi. E lo facciamo affiancando alla protesta la proposta.
Siamo gente del FARE. Ecco perché rifiutano il confronto. Siamo gente consapevole che DEVE salvare la sua piccola impresa per cercare di impoverire meno la nostra Italia. E lo facciamo per sottolineare ancora che ci difenderemo con forza all’attacco della cultura del cibo, da parte delle piattaforme digitali globaliste favorite prima da Conte, ora dal liquidatore Draghi. Noi oggi alle 10 in via venti settembre ci siamo. E tu? Rimani ancora a guardare dal divano, per poi lamentarti al bar?”

Ferdinando Parisella, inflazione, Mio Italia, ristorazione, turismo

 

 

 

Fonte: ElectoMagazine del 14 luglio 2022

 

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