Artista eclettico, anticonformista e apprezzato dai collezionisti di tutto il mondo, Antonio Bueno curava le sue opere con perfezione maniacale. Spagnolo di nascita, ma italiano per scelta, nel nostro paese ha potuto esprimere ed elaborare la sua personalissima forma di pittura che si è contraddistinta per i forti momenti di ribellione al conformismo dilagante negli anni del dopoguerra.

Antonio Bueno nasce il 21 luglio 1918, dallo scrittore e giornalista Javier Bueno allora corrispondente del quotidiano “ABC” di Madrid e di Hannah Rosjanska. Trascorsa l’infanzia in Spagna si trasferisce nel 1935 a Ginevra con la famiglia dove si iscrive all’Accademia, abita nella Maison de Verre di Le Corbusier; si iscrive alle gioventù comuniste.

Dopo aver frequentato il liceo, all’Accademia di Belle Arti. Esordisce nel 1938 a Parigi esponendo al Salon des Jeunes delle illustrazioni per Le voyage au bout de la nuit L.F.Cine.

Nel gennaio del 1941 viene in Italia insieme al fratello Xavier e stringe rapporti di amicizia con i Maestri Annigoni e de Chirico (che nelle sue memorie lo annovera tra i dieci maggiori pittori da lui conosciuti). Si interessa alle alle tecniche dei primitivi fiamminghi e dei surrealisti. Ritorna da solo in Svizzera, al momento dell’entrata in guerra dell’Italia, per definire la sua posizione di militare di leva con il consolato spagnolo di Ginevra.

Dopo avere ottenuto l’esonero dal servizio militare e un nuovo passaporto dalle autorità spagnole, lascia la Svizzera e torna a Firenze dove fa amicizia con Annigoni e altri antifascisti.

Dal 1940 -1941, nascono le prime mostre a Milano (Galleria Manzoni e Galleria Ranzini ) e a Firenze ( Galleria Botti ) insieme al fratello Xavier. Realizza delle pitture molto finite con prevalenza di nature morte e ritratti. Più tardi lavora a Firenze nell’ambito della rivista d’arte astratta “Numero” di cui diventa segretario di redazione; esperienze di pittura geometrica seguite da un primo tentativo neofigurativo tendente a recuperare talune componenti della scuola metafisica italiana. Una nuova amicizia con Edoardo Sanguineti e con Albert Camus.

Presentato da Sanguineti, tiene una mostra personale alla Galleria La Bussola di Torino nel 1956. Nello stesso anno espone alla Biennale di Venezia con composizioni di pipe di gesso, gusci d’uovo e gomitoli di spago che la critica definisce neometafisiche. 

Nel 1958 compie un viaggio di studio negli Stati Uniti, tenendovi alcune mostre. Al ritorno chiede la cittadinanza italiana, ma la sua domanda viene respinta dal Ministero degli Interni.

Nel 1959 ha termine il periodo metafisico detto delle “pipe di gesso”. Due anni dopo fa parte a Firenze dell’equipe di Quadrante. Espone nuovamente a Parigi e alla Strozzina di Firenze, dove propone, con Loffredo e Angelo Moretti, la prima mostra in Italia di Nuova Figurazione.

Nel 1972 è professore all’ Università Intemazionale dell’Arte di Firenze. È del 1973, la seconda mostra personale a New York, presentato da C.L. Ragghianti, dove ottiene un notevole successo.

Negli anni si susseguiranno un’infinità di mostre organizzate nelle più importanti città italiane.

Le ultime esposizioni che lo vedono ancora in vita sono organizzate a Firenze a Palazzo Vecchio nella Sala d’Arme, dal titolo “I Pittori Moderni della Realtà” e a Venezia dove è invitato e partecipa alla 41° Biennale di Venezia, presentato in catalogo da Giorgio Di Genova, propone un’ampia rassegna di “D’après” che diventeranno i dipinti fra i più importanti della sua carriera

Muore a Fiesole il 26 settembre 1984 dopo una breve malattia.

Aveva 66 anni.

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