Attorno a Banksy si nasconde da sempre un alone di mistero. E’ stato in grado di far avvicinare il grande pubblico al mondo dell’arte contemporanea grazie all’immediatezza del messaggio presente. 

    Banksy è uno dei più famosi street-artist del mondo. Egli è nato come writer ma poi ha adottato la tecnica degli stencil (è una maschera normografi che permette di riprodurre le stesse forme, simboli o lettere in serie. Wikipedia), per le sue opere, comparse sui muri di molte grandi città del mondo. Banksy è in realtà uno pseudonimo e la sua vera identità non è mai stata rivelata. Tempo fa la Queen Mary University di Londra diffuse la notizia che il vero nome di Banksy fosse Robin Gunningham. Il nome venne rivelato dopo una serie di ricerche basate essenzialmente su informazioni provenienti da internet. La BBC, però, affermò che gli avvocati dell’artista contestarono duramente questa notizia. Pertanto l’identità rimane tutt’oggi avvolta dal mistero.

   Banksy è nato probabilmente nel 1974, a Bristol. Appartiene ad una famiglia piccolo-borghese o della classe operaia. Ha vissuto la sua adolescenza in un quartiere non degradato ma al limite della periferia. Secondo alcuni studi pubblicati sul Mail on Sunday nel 2008, Banksy ha frequentato fino all’adolescenza una scuola privata e non si è mai iscritto all’Accademia delle Belle Arti. Ha iniziato a dipingere a Barton Hill, un centro giovanile che si trovava nella periferia di Bristol e dove si riunivano i writers, avvicinandosi così al mondo della street art.

Bristol divenne quindi la tela sulla quale l’artista fece apparire i primi lavori, prima di trasferirsi a Londra intorno al 2000. La città natale è stata quindi fondamentale per la sua formazione iniziale. Si firmava a quei tempi con pseudonimi diversi, come Tes e Kato, e lavorava con delle crew (gruppi di writers). 

   Col passare del tempo egli capì che non era quella la sua strada: decise quindi di continuare la sua carriera artistica da solo e di dedicarsi pienamente agli stencil. Fu, ed è ancora, aspramente criticato dai writers con l’accusa di essere diventato troppo commerciale. Tuttavia Banksy cercò sempre un dialogo con il mondo dei writers. Nel 1998, infatti, organizzò a Bristol un grande raduno di writers, chiamato Wall on Fire, insieme con Inkie, altro artista molto famoso nel campo.

Tra le ultime trovate dell’artista bisogna certamente ricordare l’apertura di un parco divertimenti, Dismaland. Creato nei pressi di Londra nell’estate del 2015, è stato però chiuso nel settembre dello stesso anno.

   Anche in Italia sono presenti le sue opere. A Napoli è ancora visibile la Madonna con la pistola presso Piazza dei Girolamini, nel centro storico.

Nella primavera del 2016 è stata organizzata dalla fondazione Terzo Pilastro, una mostra dedicata all’artista a Palazzo Cipolla a Roma. Il titolo della mostra è Guerra, Capitalismo e Libertà, e ha riscosso un grande successo di pubblico.

Sicuramente, l’anonimato di Banksy ha contribuito alla creazione del mito legato alla sua immagine.

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