«La vita mi piace, mi piace talmente che potrei campare in eterno».

Will Varner (Orson Wells) in Una lunga estate calda di Martin Ritt.

Chiosando il film sarà così che verrà ricordata la nostra estate: lunga e calda.

“Ice cream” la tela pop del 1964 dell’artista belga Evelyne Axell, ritrae una giovane donna dai capelli rosso fuoco in visibilio mentre lecca un cono di gelato. L’immagine sono una pausa di puro godimento, oltreché alla sensazione di refrigerio, unisce il piacere del gusto morbido, cremoso, fruttato che quel cono dispensa. Essa potrebbero diventare il manifesto di questa estate bollente, se non fosse stata censurata l’anno scorso da Facebook.

Il motivo per cui l’immagine è stata rimossa dai social network? «Troppa carne in mostra e contenuti suggestivi», la spiegazione a Memlo Park, quartier generale di Facebook in California.

La replica del Philadelphia Art Museum, dove l’opera e conservata, non si è fatta attendere: «L’artista ha voluto rappresentare una donna fiduciosa in se stessa che cerca la proprio gratificazione personale anche godendosi un dessert. Le opere provocatorie di Axell, oltre a sfidare le convenzioni, esprimono lo spirito gioioso tipico della rivoluzione sessuale degli anni Sessanta». Ancora una volta niente appare più inadeguato della censura «applicata» all’arte. 

 Ma chi era la Axell?

Nata il 16 agosto 1935 a Namur in Belgio, Evelyn Axell Devaux all’età di due anni fu dichiarata “La più bella bambina di Namur”. Non è la solita affermazione banale e scontata che si fanno ai bambini. Da adulta, la sua bellezza, continua ad essere una caratteristica determinante della sua vita. 

Nel 1954 si iscrive alla scuola drammatica di recitazione, da lì inizia rapidamente la sua carriera di attrice. Anche il marito Jean Antoine, regista belga, sposato 1956, specializzato in documentari d’arte per la televisione, la incoraggia nella sua professione.

Nel 1963, diretta dal marito e scritto a quattro mani, interpreta il film provocatorio Le Crocodile en peluche. Dopo aver interpretato altri film che riscossero il favore del pubblico, decise di abbandonare la carriera di attrice. 

Nel 1964 spinta dal fuoco dell’arte, si immerge nella pittura. Come suo mentore e maestro, “ingaggia” René Magritte, un amico di famiglia di Antoine. Così mentre Axell frequentava il suo atelier e ne imparava le tecniche, il marito Antoine girava una serie di documentari sulla Pop Art e il Nouveau Realisme. Ispirata dai pittori Peter Phillips, Pauline Boty, Allen Jones incontrati a Londra durante le riprese del marito, affermò così il proprio stile pittorico, diventando uno dei primi artisti belgi capaci di sperimentare questo nuova forma d’arte. 

Se da una parte il collezionisti erano interessati alla sua nuova tecnica, le gallerie rifiutarono di esporre i suoi dipinti. Fu da quel momento che cominciò ad usare il nome androgino di “Axell” in modo professionale, nella speranza di essere presa sul serio come artista nonostante il suo sesso, la giovinezza e la bellezza, per non parlare della natura sessuale esplicita del suo lavoro.

Fu all’inizio del 1967 che si realizzò la sua prima mostra personale presso il Palais des Beaux-Arts di Bruxelles. L’anno seguente i suoi dipinti Erotomobiles vinsero una menzione d’onore al Premio Giovani Pittori. Più tardi sperimentò la tecnica di dipingere su plastica e poi su plexiglas. Questa sua nuova tecnica le valse il riconoscimento dell’artista permettendole, per la prima volta, una mostra personale  alla Galleria Contour di Bruxelles nell’autunno del 1967. 

Nel 1970 il suo autoritratto The Painter  fece molto scalpore tra i critici e il pubblico. Si trattava di un dipinto in cui una donna si dipinge nuda come artista. Da quel momento la Axell continuò a fare dipinti sempre più erotici 

Nel 1973 decise di divorziare dal marito e trasferirsi in America Centrale dove, con l’aiuto dello zio Jean Devaux, da alcuni anni aveva trovato una bellissima casa in Guatemala. 

Ma la sua vita e la carriera venne tragicamente stroncata in un drammatico incidente stradale al di fuori di Gent, in Belgio, la mattina del 10 settembre 1972.   

Aveva 37 anni. 

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