I manifesti di Federico Seneca, come pagine di storia, hanno descritto l’economia italiana e il suo percorso dalla fine della prima guerra mondiale alla seconda e al successivo risanamento economico, scandendo i progressi della nostra industria e pubblicizzando le novità sul mercato di una società modesta, non ancora convertita ad un consumismo di massa.

Federico Seneca è stato uno dei grandi maestri della grafica pubblicitaria non solo italiana ma europea. Nato a Fano nel 1891, studia disegno al Regio Istituto di Belle Arti di Urbino fino al 1911. Inizia poi ad insegnare alle Scuole Normali di Fano e a lavorare come cartellonista. Durante la prima guerra mondiale viene arruolato negli alpini e successivamente diventa pilota, volando anche sugli idrovolanti. In questo periodo incontra e conosce Gabriele D’Annunzio, oltre che piloti come Baracca, De Pinedo, Fontana, con cui è iniziata la condivisione dell’esperienza di aviatore durante il primo conflitto mondiale e una lunga amicizia durata per tutta la vita. All’inizio degli anni Venti del Novecento Seneca inizia la sua grande, proficua e duratura collaborazione con l’azienda Perugina, di cui diventa responsabile dell’ufficio pubblicità per dodici anni, anche quando la stessa si unisce, nel 1925, alla Buitoni. Nel 1929 riceve premio della Mostra Internazionale del Manifesto, a Monaco di Baviera. Il rapporto del grafico con la Perugina si interrompe nel 1933 e segna il suo spostamento da Perugia a Milano dove, avendo aperto un proprio studio di pubblicità, collabora con diverse ditte come pubblicitario. In questi anni Seneca raggiunge il culmine della sua carriera, lavorando per i più importanti nomi delle aziende italiane (Rayon, Cinzano, Talmone, Stipel,..). Inizia poi una nuova avventura nel 1936, fondando un’azienda nel settore plastico che purtroppo non avrà fortuna e Seneca tornerà quindi, dopo quindici anni, alla sua grande carriera di grafico nel dopoguerra, collaborando con grandi aziende come BBB di Monza, l’Agip, ENI, Cinzano e Ramazzotti, dove esercita come consulente pubblicitario dal 1950 al 1957-58.

Si trasferisce poi nel 1969 con la famiglia a Casnate con Bernate, in provincia di Como dove morirà nel 1976.

Aveva 85 anni.

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