Roy Fox Lichtenstein nasce a New York il 27 ottobre 1923 da una famiglia come tante. Ha cominciato a disegnare e a dipingere per gioco, ritraendo spesso i musicisti jazz che amava ascoltare nei teatri di Harlem.

È considerato uno dei maggiori rappresentanti della pop art(1) americana. Formatosi all’Art students league e alla Ohio state university, lavorò come disegnatore pubblicitario e insegnò in istituti universitari.

Nel 1945, dopo la guerra, alla quale aveva partecipato attivamente in Europa, si trasferì a Parigi.
In questo periodo ha dipinto opere prevalentemente geometriche, ispirate al cubismo che aveva sempre ammirato.
Nel 1956, Lichtenstein realizzò una vignetta umoristica quasi per gioco, che riproduceva una banconota da dieci dollari della stessa forma rettangolare di quella vera, come se fosse un falso. Era un segnale indicatore che gli mostrava come sarebbe stata la sua arte futura. 

Nella ricerca di un linguaggio visivo di estrema semplicità e chiarezza, partì dall’osservazione del mondo della pubblicità e del fumetto. In seguito giunse alla personale rielaborazione di temi e modi che spaziano dal cubismo all’espressionismo, al realismo, con riferimenti a volte precisi ad altri artisti. La negazione di uno spazio illusionistico, così come nei dipinti, fu ricercata e raggiunta anche nelle sculture: dalle ceramiche e dagli smalti su acciaio degli anni Sessanta alle silhouettes di oggetti banali (lampada sul tavolo, teiera, ecc.) in bronzo dipinto che presentano, accanto a un magistrale senso della forma, un estremo virtuosismo tecnico. Le sue opere sono esposte al Tate Gallery di Londra, al Museum of modern art di New York. Nel 1995 gli venne assegnato il Kyoto Prize.
Morì a New York il 29 settembre 1997.
Aveva 74 anni

(1) La pop art è una corrente artistica della seconda metà del XX secolo che deriva dalla parola inglese “popular art”, ovvero arte popolare (con un’accezione del termine diversa dall’uso comune). Si interessa della forma e della rappresentazione della realtà.

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