Ritratti, stanze scure e sovraccariche di oggetti, paesaggi aperti e luminosi. William Merritt Chase rappresenta la via americana all’impressionismo.

Forse l’ultimo grande pittore figurativo prima della scomposizione delle forme e della materia. Chase nacque il 1 novembre 1849 a Nineveh, cittadina dell’Indiana. Figlio di un commerciante che nel 1861 si trasferì con la famiglia a Indianapolis, William dimostrò un precoce interesse per l’arte e fece i primi disegni da autodidatta. Dopo un breve periodo in Marina, gli insegnanti di Chase, lo spinsero a trasferirsi a New York per migliorare la sua formazione artistica.
Ma per un rovescio di fortuna, nel 1870, la famiglia Chase fu costretta a lasciare New York per St. Louis nel Missouri e William, ventunenne, per contribuire a sostenere la famiglia espose i suoi lavori. Subito il talento di Chase suscita l’interesse di ricchi collezionisti che gli propongono un viaggio in Europa di due anni perché il giovane pittore li assista nell’acquisto di quadri di pittori europei per le loro collezioni.

In Europa Chase frequenta l’Accademia di Belle Arti di Monaco di Baviera, che in quel periodo era preferita alle scuole di Parigi dagli artisti americani, dove studia in modo particolare i suoi pittori preferiti Diego Velázquez e Frans Hals.
A Monaco Chase conosce Alice Gerson che sposa nel 1886. Il loro matrimonio genera ben otto figli, costringendolo così a un periodo di grande produzione artistica durante la quale due sue figlie maggiori fanno le modelle per lui.
Al ritorno in America, William Chase è un artista completo che usa con pari maestria i colori ad olio, l’acquarello, il pastello e l’incisione dipingendo disinvoltamente figure umane, paesaggi, nature morte e soprattutto ritratti per cui diventa noto, avendo l’occasione di lavorare per i personaggi più importanti del suo tempo.
Chase, si fa notare, oltre che per il suo talento, per lo sfarzo che ostenta nel vestire, per i suoi modi raffinati e per il suo studio decorato come un’estensione della propria arte.
Riempie così lo studio con mobili sontuosi, oggetti decorativi, uccelli impagliati, tappeti orientali, strumenti musicali ed esotici, trasformandolo nel punto d’incontro per la sofisticata gente del mondo dell’arte e alla moda di New York City, dove per dieci anni è Presidente della Society of American Artists.
Pur rispettato e stimato artista, nonché padre modello, fu costretto a chiudere lo studio-salotto di New York e venderne il contenuto all’asta, per far fronte alle esigenze della vita dispendiosa.
La creatività del pittore, nei suoi ultimi anni, è andata via via scemando, mentre la nuova arte moderna prende piede in America. I suoi quadri vedono sempre in evidenza le persone rispetto al paesaggio che li circonda, rilassate su una panchina del parco, stese in spiaggia o sdraiati nell’erba in estate a Shinnecock.
Morì il 25 ottobre 1916 nella sua residenza di New York, dove ha dipinto e insegnato fino a poco prima di morire nella calda Carmel in California dove oggi le sue opere sono esposte nei Musei più importanti negli Stati Uniti e sono molto quotate.
Aveva 67 anni.

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