I radical chic delusi dal proletariato imborghesito hanno cercato nuova linfa nel Corano.
Oriana Fallaci.

“Rambla”, una parola di origine araba, ricorda il passato arabo della Spagna. Infatti la parola “rambla” deriva da ramlah, che stava a indicare il granello di sabbia o un terreno sabbioso. Per estensione il vocabolo è passato a descrivere il letto naturale di un fiume, creato da piogge abbondanti ma asciutto d’estate. In Catalogna, invece, è il nome utilizzato per i vialoni ampi e alberati. Le “ramblas”, appunto, zona turistica per eccellenza, sulla quale si affacciano mercati, ristoranti e negozi. Nei mesi estivi la ressa non conosce soste, né di giorno né di notte.
Nel 2004, Oriana Fallaci nella «Forza della ragione» scrisse: «A Madrid il processo di islamizzazione procede spedito»

Il libro mostrava lo spirito di resa degli europei di fronte all’avanzata dell’islam. Forse perché otto secoli di giogo mussulmano si digeriscono male e troppi spagnoli il Corano ce l’hanno ancora nel sangue, la Spagna è il paese europeo nel quale il processo di islamizzazione avviene con maggiore spontaneità. Quella Spagna dove da Barcellona a Madrid, da San Sebastian a Valladolid, da Alicante a Jerez de la Frontera, trovi i terroristi meglio addestrati del continente. E dove da Malaga a Gibilterra, da Cadice a Siviglia, da Cordova a Granada, i nababbi marocchini e i reali sauditi e gli emiri del Golfo hanno comprato le terre più belle della regione. Qui finanziano la propaganda e il proselitismo, premiano con seimila dollari a testa le convertite che partoriscono un maschio, regalano mille dollari alle ragazze e alle bambine che portano lo hijab. Quella Spagna dove quasi tutti gli spagnoli credono ancora al mito dell’Età d’Oro dell’Andalusia, e all’Andalusia moresca guardano come a un Paradiso Perduto. Evento reso possibile dall’Atto d’Intesa che nel 1992 il socialista Felipe González firmò per garantire ai mussulmani di Spagna il pieno riconoscimento giuridico. Tutto ciò si materializzò grazie ai miliardi versati dalla Libia, dalla Malesia, dall’Arabia Saudita, dal Brunei, e dallo scandalosamente ricco sultano di Sharjah il cui figlio aprì la cerimonia dicendo: «Sono qui con l’emozione di chi torna nella propria patria». Sicché i convertiti spagnoli (nella sola Granada sono duemila) risposero con le parole: «Stiamo ritrovando le nostre radici». Furono spagnoli dell’Estrema Sinistra che delusi dall’imborghesimento del proletariato e quindi smaniosi di darsi ad altre mistiche ebbrezze avevan scoperto il Dio del Corano cioè erano passati da Karl Marx a Maometto. E senza che la Chiesa cattolica si allarmasse. Crocifissi sloggiati, Madonne rovesciate, frattaglie d’agnello buttate nelle acquasantiere. Niente turbò le coscienze cattoliche. Se esiste al mondo una cosa più sgomentevole della Festa del Sacrificio, questa è proprio la Settimana Santa di Siviglia. Le sue campane a morto, le sue lugubri processioni. Le sue macabre Vie Crucis, i suoi nazarenos che si flagellano. I suoi incappucciati che avanzano rullando il tamburo Gridando «Viva l’Andalusia mussulmana, abbasso Torquemada, Allah vincerà». I neofratelli in Maometto si gettarono sugli ex fratelli in Cristo, e giù botte. Risultato, dovettero sloggiare anche da Siviglia. Si trasferirono a Granada dove si installarono nello storico quartiere di Albaicin, ed eccoci al punto. Perché, malgrado l’ingenuo anticlericalismo esploso durante il corteo della Settimana Santa, non si trattava di tipi ingenui. A Granada avrebbero creato una realtà simile a quella che in quegli anni fagocitava Beirut e che ora sta fagocitando tante città francesi, inglesi, tedesche, italiane, olandesi, svedesi, danesi. Ergo, oggi il quartiere di Albaicin è in ogni senso uno Stato dentro lo Stato. Un feudo islamico che vive con le sue leggi, le sue istituzioni. Il suo ospedale, il suo cimitero. Il suo mattatoio, il suo giornale «La Hora del Islam». Le sue case editrici, le sue biblioteche, le sue scuole. (Scuole che insegnano esclusivamente a memorizzare il Corano). I suoi negozi, i suoi mercati. Le sue botteghe artigiane, le sue banche. E perfino la sua valuta, visto che lì si compra e si vende con le monete d’oro e d’argento coniate sul modello dei dirham in uso al tempo di Boabdil signore dell’antica Granada.
Ora l’interrogativo nel quale lacerarsi, tormentarsi è chiedersi: com’è stato possibile arrivare a tutto questo?

La Forza della ragione” Oriana Fallaci Rizzoli 2004

Immagine: 521 anni fa: il 2 gennaio 1492 si conclude la Reconquista. Granada, l’ultima roccaforte moresca in Spagna, si arrende.

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2 Commenti

  1. Roberto

    19 agosto 2017 a 17:05

    Grande Fallaci, bravo ricordarla nei sui illuminati e sue futuristiche previsioni oggi di dominio giornaliero, che si leggessero tutti i suoi scritti, continua Riky……..

    rispondere

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