Altro che sottomissione! L’Occidente è crollato sotto il peso dell’islam.

Non è il titolo di un giornale che leggerete domani. 

Il 18 luglio, in libreria, arriverà il romanzo francese “Guerriglia”, best seller in Francia, scritto da Laurent Obertone e pubblicato da SignsBooks (distribuito nelle librerie Mondadori).

Oriana Fallaci la chiamava «Eurabia», mentre Michel Houllebecq sul tema ci ha scritto il romanzo Sottomissione.

Uno spettro si aggira per l’Europa: è l’Islam. Insomma, tra i mondi catastrofici immaginati dalla letteratura, la distopia più verosimile è la sottomissione dell’Occidente all’estremismo islamico, perché ce l’abbiamo sempre di più sotto gli occhi.

In una Francia vicina e oscura, un sopralluogo della polizia in un quartiere multietnico di periferia si trasforma in una tragedia: un poliziotto, caduto in un’imboscata, perde il controllo e incomincia a sparare alla cieca. La periferia s’incendia e tutto il Paese si ritrova improvvisamente catapultato in una situazione di equilibri precari. Le fiamme appiccate dagli immigrati si propagano di città in città e la Repubblica, alla fine, esplode. Scoppia così una guerra civile tra gli immigrati musulmani e la popolazione francese.

Bombe, sgozzamenti, agguati, una carneficina a venire che a noi non sembra così lontana: siamo abituati ad assistere a decapitazioni su Youtube, attentati di ogni tipo nelle nostre città (ormai temiamo perfino i furgoni, trasformati in armi da guerra), e soprattutto siamo rassegnati alla nostra totale impreparazione.

Forze dell’ordine, autorità, giornalisti, cittadini, tutti vengono travolti dalla mareggiata del caos degli immigrati e dei terroristi. Le reti dell’energia elettrica e idrica vengono interrotte quasi immediatamente; in mancanza di approvvigionamenti, di ordine pubblico, di mezzi di comunicazione, di trasporti e di soccorsi, l’ondata si allarga anche alla campagna; la società va in frantumi e le città sono preda di atti di violenza cieca, saccheggi e incendi inarrestabili. I terroristi innescano azioni ad ampio raggio via terra, mare e cielo. I cittadini, privati di tutto e abbandonati a loro stessi, si preparano così ad affrontare la carneficina, ad affrontare la guerriglia. 

La Francia, dalle periferie parigine al resto del Paese, contemporaneamente, sarà sconvolta dalle rivolte dalla popolazione immigrata (di prima e seconda generazione) Il governo, incapace di reagire, si preoccupa solo di sfornare un discorso non offensivo per nessuno. L’Europa come il Titanic, mentre affonda si balla intorno all’orchestrina, perché «l’Uomo sociale è, tra gli esseri viventi, il meno adatto ad avere sentore dei propri problemi».

Di fronte all’orrore e al caos, si reagisce con mille distinzioni, invocazioni al dialogo, dichiarazioni di sensi di colpa: sembra di assistere a un talk show italiano, in un certo senso è consolatorio, non siamo gli unici ciechi.

L’emendamento di ogni linguaggio reputato offensivo verso altre razze o culture o sottoculture, fino al paradosso. È infatti reato, per esempio, offendere i migranti, nel libro chiamati «itineranti», pena «una multa da 75mila euro, una pena di tre anni di prigione, una fase di de-radicalizzazione politica, e la pubblicazione dei dati personali sulla bacheca della vergogna». È il politically correct come responsabile dell’impotenza di fronte al nemico, accusa Obertone. «Colui che alzava la voce, che metteva dei buoni sentimenti nelle frasi metteva a tacere tutti. Abolire le razze, le frontiere, le nazioni, l’esclusione, le differenze». 

Il romanzo che appassiona come un thriller di Ken Follett, esiste addirittura un’istituzione preposta del buon-vivere-con-tutti, ma si può vivere bene con chi ti vuole tagliare la testa perché non ti sottoponi a una sua legge divina?

l’Occidente si è reso intellettualmente conto, da almeno un ventennio, dello scontro di civiltà in atto; da quell’altra lo nega, puntando all’integrazione di qualsiasi cosa, senza rendersi conto del terreno perso ogni giorno proprio in termini di valori. È tutto un gran parlare e spaccare il capello in quattro pur di non vedere la realtà, che non è sempre democratica, soprattutto quando la democrazia viene imposta come valore a popoli culturalmente lontani da noi e dalla nostra idea di convivenza liberale, diventata molle e invertebrata. È più facile essere invasi che invadere: si vedano i risultati della dottrina Bush sull’esportazione della democrazia.

Ma quali sono i valori dell’Occidente? I valori liberali e della tolleranza ci stanno portando all’autodistruzione, i valori religiosi hanno un difetto (a parte quello di essere religiosi): da noi nessuno li segue, tranne quando gli fa comodo (altrimenti chiunque si prenderebbe almeno cinque migranti a casa, cristianamente). E comunque difficile immaginare un dialogo sensato tra promesse di paradisi contrapposte, un ragionamento logico tra metafisiche celesti. È un po’ quello che mi lascia basito negli Stati Uniti, a guardare le cose con un minimo di distacco: come si può giurare di dire la verità con la mano su un libro dove si cammina sull’acqua, si partorisce vergini e si moltiplicano i pesci per magia? Un assassino potrebbe difendersi dicendo che il colpevole è un angelo senza essere rinchiuso alla neuro? 

Eppure resterebbero molti valori a cui aggrapparsi, da amare e da armare: l’Illuminismo, il credere nella scienza e nella verità sperimentale, il capitalismo, la rivoluzione tecnologica (perfino gli Imam usano internet), i principi dell’individualismo e del liberalismo (di John Stuart Mill, non di Rousseau). Ma l’Occidente, purtroppo, ha relativizzato anche questi.

Gli eventi descritti tra le pagine di GUERRIGLIA sono basati sul lavoro di studio, di investigazione e di previsione dei servizi di sicurezza francesi.

Dopo due anni di lavoro a contatto con gli agenti dei servizi e con gli esperti del terrore e delle catastrofi, Laurent Obertone firma un romanzo d’impatto, iper-realistico, capace di immergere il lettore nel clima angosciante, parossistico dell’inevitabile guerra civile.

Guerriglia. Il giorno in cui tutto si incendiò

di Laurent Obertone

Editore: Signs Publishing

Traduttore: Lattanzi C.

Data di Pubblicazione: novembre 2017

Pagine: 432

Formato: brossura

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