L’Italia che non sta bene: il silenzio della mente

Mario Ortolani. La nave dei pazzi

AUMENTANO I DISTURBI MENTALI DEGLI ITALIANI

Sedici milioni di italiani convivono con ansia, depressione o disturbi psichici. Un’emergenza invisibile che cresce con l’isolamento e la solitudine sociale.

di Enrico Toselli

I dati diffusi da Unicusano in occasione della Giornata mondiale della salute mentale rivelano un quadro allarmante: milioni di italiani soffrono di disturbi psicologici o neurologici, con un incremento evidente tra i giovani. Le conseguenze del lockdown, la disgregazione dei legami sociali e la pressione di un sistema sempre più competitivo stanno minando l’equilibrio emotivo del Paese. Una crisi silenziosa, ma profonda, che interroga la nostra idea di salute e di comunità. (Nota Redazionale)


In Italia sono oltre 3,5 milioni le persone che vivono con disturbi psichiatrici e 2,5 milioni quelle affette da malattie neurologiche. Ma considerando chi ha problemi di ansia e depressione si supera -secondo la ricerca di Unicusano in occasione della Giornata mondiale della salute mentale – la soglia dei 16 milioni di abitanti e il trend è in costante crescita. E le difficoltà aumentano tra i giovani. Tra le cause di questo disastro nazionale figura l’isolamento e, non a caso, un aumento consistente è stato registrato dopo gli arresti domiciliari di massa imposti con il Covid.

maschera pazzia

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Pesano, poi, le difficoltà economiche, il lavoro povero, l’eccessivo utilizzo delle tecnologie.

Per ciò che riguarda ansia e depressione, l’Italia ha il primato europeo di incremento dei soggetti colpiti da questi fenomeni. Ma, naturalmente, non si fa assolutamente nulla per affrontare le cause e si preferisce puntare sulla cura invece che sulla prevenzione.

D’altronde è conveniente, per le case farmaceutiche, rifilare pillole a tutti, a spese del servizio sanitario. Evitando al governo di dover intervenire sul fronte delle tecnologie che ormai pervadono la vita quotidiana degli italiani. Meno sportelli e più Spid per tutti, più password, più mail certificate. E meno rapporti sociali in presenza, penalizzati anche da trasporti pubblici disastrosi.

 

 

 

 

 

 

Quanto agli effetti del lavoro povero, inutile far notare alle aziende che un lavoratore sottopagato e con difficoltà mentali non garantisce una grande qualità della prestazione lavorativa.

Ma gli effetti sono negativi sull’intera vita sociale. E le pillole della felicità diventano sempre meno efficaci.

Redazione Electo
Enrico Toselli

 

 

 

 

 

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