Ogni mattina alle 8:00, due mazzette fanno il giro delle ossa. E lei resiste. Con ironia.

AVETE DOLORI? RIDETE UN PO’: LA STORIA (VERA!) DI
TITO, PERICLE E MIA MOGLIE
Un racconto divertente nato per far sorridere mia moglie tra un dolore e l’altro — perché l’amore cura, ma l’ironia è un ottimo antidolorifico.
Redazione Inchiostronero
L’ironia è un analgesico naturale. Questa è la storia (tra il vero e l’inventato) di due energumeni che ogni mattina fanno il giro del corpo di mia moglie con mazzette e precisione chirurgica. Ridere fa bene. Provare per credere.
Tutto è cominciato perché volevo scrivere un piccolo racconto spiritoso per mia moglie, che ogni mattina si sveglia con dolori nuovi, come se il suo corpo fosse diventato una mappa ferroviaria misteriosa.
Invece di farmi prendere dalla rabbia o dalla frustrazione, ho deciso di inventare una storia che la facesse ridere. E ridendo, magari, farla stare un pizzico meglio.
Così sono nati Tito e Pericle, due operai del dolore mattutino, che ogni giorno fanno il giro delle sue articolazioni con precisione comica.
Questa è la sua settimana. Ma forse anche la vostra. E se leggendo le viene da sorridere — o vi viene da sorridere — allora ho raggiunto il mio scopo.
Settimana Dolorosa S.p.A.
Un racconto giornaliero dei due fedeli operai del disagio muscolo-scheletrico: Tito ‘o Tosto e Pericle ‘o Precisione.
Lunedì – Il risveglio della giustizia (articolare)
Lunedì è il giorno del giudizio. Tito si presenta con la sua mazzetta nuova, ancora col cartellino attaccato.
“Allora, da dove cominciamo oggi, Perì?”
“E che domande, Tito: ginocchio destro, è tradizione!”
Tre colpi secchi, stile muratore di San Gennaro. E giusto per non far torti a nessuno, arriva anche il sinistro.
“Simmetria, Tito. Pure il corpo tiene ‘e sue regole.”
Lei nel frattempo prova a stirare la gamba, ma il ginocchio scricchiola come una porta del ‘700. Sospira. E comincia la giornata.
Martedì – Il gomito si ribella
Alle 7:00 in punto, Pericle sbarca direttamente sull’omero.
“Signora, oggi facciamo ‘o gomito, così almeno non può manco sciacquare ‘e tazze.”
Tito lo guarda e ride:
“Facimm’ pure l’altro, così si sente come nuova!”
Risultato: due gomiti bloccati e caffè bevuto col cannuccino.
Lei guarda la tazzina, poi guarda loro, invisibili ma presenti, e borbotta: “Almeno mi portassero il cornetto.”
Mercoledì – La mano dell’artista
Oggi i due hanno portato anche gli strumenti di precisione: mazzetta a punta per i metacarpi.
“Signò, oggi ci dedichiamo all’artigianato. Lavoro fino, da orologiai.”
Colpiscono con grazia chirurgica, tipo pizzaiolo che fa roteare la pasta in aria.
Risultato: la mano fa le bolle senza sapone.
Lei prova ad afferrare il cellulare, ma parte Siri da sola e chiama il fisioterapista.
Giovedì – A tutta caviglia
Tito scende e grida: “Perì, oggi scassiamo ‘e sospensioni!”
Attaccano le caviglie come se fossero bulloni arrugginiti da svitare.
“Aspetta, Perì, famme usare ‘a mazzetta col manico lungo, quella ‘e precisione!”
La camminata finale sembra quella di Pulcinella in pensione.
Lei li guarda con l’aria di chi voleva solo allungare la gamba. Invece si ritrova a partecipare a un restauro medievale.
Venerdì – Il calcagno nuovo
Novità della settimana! “Tito, guarda che abbiamo il bonus piedi oggi!”
“Perfetto, ce mancava solo ‘o calcagno. È comme ‘a guarnizione del motorino: se rompe, nun cammini cchiù.”
Due colpi secchi e via.
La signora si siede e giura amore eterno alla ciabatta ortopedica.
Sabato – La schiena in prima classe
I due arrivano vestiti eleganti, camicia fuori dai pantaloni:
“Oggi si lavora in grande stile.”
“Tito, dammi ‘o livello a bolla. La schiena va colpita dritta, come ‘e travi ‘e cemento armato.”
Dieci minuti e sembra che abbiano fatto una ristrutturazione a secco.
Lei si allunga piano. C’è un rumore tipo Lego che si incastrano. Ma sta ancora in piedi. Più o meno.
Domenica – Il riposo (del guerriero?)
Silenzio. Niente Tito. Niente Pericle.
Solo un biglietto sotto il cuscino:
“Signò, oggi è domenica. Ci riposiamo pure noi. Ma nun si preoccupasse: domani simmo ‘ccà, precisi, come ‘o caffè d’ ‘e otto.
Con affetto, Tito e Pericle.”
Chiusura personale:

Questo racconto l’ho scritto per mia moglie, ma alla fine parla anche un po’ di me.
Di come, a volte, l’unica cosa che possiamo fare per chi amiamo è esserci. Con una carezza, un sorriso e — perché no — una risata fatta bene.
Lei combatte ogni mattina con Tito e Pericle, ma ha ancora la forza di sorridere.
E io, ogni volta che la vedo zoppicare col sorriso, penso che non c’è nulla di più bello al mondo.
Se avete anche voi una moglie, un marito, un amico o una mamma che affronta ogni giorno dolori e ci scherza sopra… regalategli questo racconto.
E, se potete, state lì con loro. Anche senza mazzetta.

Lo sapevi? Ridere è un antidolorifico naturale
Quando ridiamo, non stiamo solo reagendo a qualcosa di divertente: stiamo facendo un vero e proprio trattamento di benessere, gratuito e senza controindicazioni.
Ecco cosa succede nel corpo durante una buona risata:
Più endorfine, meno dolore
La risata stimola il rilascio di endorfine, sostanze chimiche che attenuano il dolore e migliorano l’umore. È il nostro “morfina system” interno.
Meno stress, più respiro
Ridere riduce i livelli di cortisolo, l’ormone dello stress. Il respiro si fa più profondo, i muscoli si rilassano, il cuore rallenta. Proprio come dopo una seduta di meditazione… ma molto più divertente.
Un cuore più felice
La risata migliora la circolazione e può abbassare la pressione sanguigna, aiutando il cuore a lavorare meglio.
Più difese immunitarie
Ridere rafforza il sistema immunitario. Chi ride di più tende ad ammalarsi di meno e recuperare più in fretta.
Effetto collaterale: buonumore contagioso
Ridere con qualcuno crea connessione, empatia, fiducia. È un linguaggio universale che unisce più di mille parole.
