Ogni giorno che passa la truffa climatica si arricchisce di un qualche nuovo capitolo

BASTA CON LA TRUFFA CLIMATICA: VOGLIAMO “RESPIRARE”


Ogni giorno che passa la truffa climatica si arricchisce di un qualche nuovo capitolo, di qualche serioso e assurdo impegno sempre più rassomigliante a una qualche gag da avanspettacolo, tanto è volgare e scoperta la presa in giro. Per esempio – cito l’ultima irresistibile stronzata nata durante le giornate della Cop 28, secondo la quale l’influenza della respirazione umana sul clima non è da sottovalutare. Così un gruppo di ricercatori britannici, magari di quelli che si scrivevano mail per trovare il modo più adatto ad infinocchiare la gente sul clima. Ecco cosa ci dice ora la gaia scienza del Wef, che le persone respirano troppo e così facendo alimentano il riscaldamento globale che peraltro non esiste. Sono fondamentalmente d’accordo: la gentaglia che si piega a dire queste stronzate non dovrebbe respirare. In realtà queste tesi stravaganti  non sono del tutto nuove perché chi ha il coraggio di dire queste fesserie è avvantaggiato nella carriera accademica: nel 2017, alcuni ricercatori  hanno dichiarato che un bambino sarebbe più dannoso di 20 BMW e i media hanno presentato lo studio definendo i bambini “assassini del clima”.  Tutto questo fa parte di quella teoria maltusiana secondo cui l’apocalisse climatica si può evitare solo diminuendo la popolazione umana.

È evidente che in tutto questo la scienza o anche il semplice rigore non c’entrano nulla e che siamo di fronte a una setta millenaristica la cui esistenza è dovuta soltanto al denaro e all’influenza di chi vuole arricchirsi a dismisura con la favola climatica e farne la base per una sorta di tirannia diffusa. Per accorgersi finalmente che le cose stanno esattamente così non c’è nemmeno bisogno di ricerche grottesche o di non ricerche quando si tratta di mettere in pericolo il dogma, basta vedere cosa sta dietro la Cop 28 ossia il 28° incontro sul clima che fino ad ora non ha portato da nessuna parte. Questi incontri sono iniziati con il (famigerato) Summit della Terra del 1992 a Rio de Janeiro, di fatto costruito sul rapporto del Club di Roma “Limiti dello sviluppo(1) che rimane il modello per gran parte dell’Agenda 2030 delle Nazioni Unite(2) e del Grande Reset. Si tratta di teorie degli anni ’60 che avrebbero già dovuto portare al disastro almeno tre volte in questi decenni, ma da questa radice che in realtà era nata per arginare l’eccesso di produzione nel mondo capitalistico è lentamente surfetato un progetto totalmente reazionario orientato non alla risoluzione dei problemi reali dell’ambiente, ma esclusivamente a proporre soluzioni impossibili a problemi inesistenti. Ecco per capire tutto basta vedere chi è stato il presidente del Cop 28 che si è svolto nei giorni scorsi ad Abu Dabi: si tratta il Sultano Al Jaber degli Emirati Arabi Uniti il quale e anche amministratore delegato della Compagnia petrolifera nazionale di Abu Dhabi (ADNOC), ovvero la dodicesima più grande compagnia petrolifera al mondo per produzione. Nel 2021, la società aveva una capacità di produzione di petrolio superiore a 4 milioni di barili al giorno, con l’intenzione di aumentare fino a 5 milioni di barili al giorno entro il 2030.

Non solo poco prima che cominciasse la conferenza che ha come scopo quella di abbattere la produzione di energia da fonti fossili Al Jaber ha annunciato l’aggiudicazione di contratti per un enorme progetto di produzione di gas naturale. La società investirà nei giacimenti di gas offshore Hail e Ghasha al largo delle coste degli Emirati con contratti che valgono quasi 17 miliardi di dollari e che vedono – piccola nota. anche una joint venture con due società italiane. Il piano è quello di produrre quasi 42,5 milioni di metri cubi di gas entro il 2030 e questo progetto con una spettacolare faccia tosta viene definito come il primo al mondo climaticamente neutro. È davvero un assurdo, ma la neutralità climatica è un semplice slogan che è stato iniettato sotto la pelle della gente comune, che deve soltanto ripeterlo e ascoltarlo senza avere alcun pensiero. Ma vogliamo davvero credere che ci sia qualcosa di serio in una conferenza dedicata all’abbattimento della Co2 e dunque dei combustibili fossili, ospitata e presieduta da uno dei maggiori produttori mondiali degli stessi. Ma andate al diavolo e ci vadano pure quelli che sono cos’ stupidi da credere in queste cose.

Redazione

 

 

Approfondimenti del Blog

I limiti dello sviluppo: un’analisi del rapporto al Club di Roma

(1)

 

 

 

 

 

«NON AVRAI NULLA E SARAI (IN)FELICE?»

(2)

 

 

 

 

 

 

La fonte: https://www.meteoweb.eu/2019/10/clima-50-anni-previsioni-apocalittiche-errate/1321284/

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