È andata male al folle criminale della Casa Bianca…

BIDEN DELUSO: NIENTE GUERRA SUL

FRONTE ORIENTALE

ma i suoi burattinai han vinto la battaglia

È andata male al folle criminale della Casa Bianca: la guerra non ci sarà. Anche se il petomane che ha scandalizzato la corte inglese ha tentato sino all’ultimo di scatenare il conflitto con continue provocazioni riprese, come da copione, dai servili media europei. Italiani soprattutto. Perché quando si tratta di essere servi, i media italiani sono sempre in prima fila. Mentre Mosca, terminate le esercitazioni, iniziava a ritirare le truppe – esattamente come si era impegnata a fare – i Tg italiani ed i quotidiani insistevano sul rischio di guerra: “Perché lo ha detto Biden”.

L’unico che poteva essere giustificato nelle sue dichiarazioni false era il ministro degli Esteri ucraino. Che, per mascherare la totale mancanza di un ruolo di Kiev in tutta la vicenda, si vantava di aver costretto Putin al ritiro.

Ma se nessuno ha vinto la guerra, occorre capire chi può vincere la pace. Certo non il folle petomane di Washington. Ennesima figura di palta. Ma ai suoi burattinai poco importa. Perché loro, i burattinai, la loro battaglia l’hanno vinta. Forse non la guerra, ma la battaglia sì. Con le loro menzogne hanno provocato danni colossali all’economia europea. Inflazione alle stelle (non basta addomesticare i dati ufficiali per nascondere il dato di realtà), prezzi altissimi per gas e petrolio, minor competitività delle imprese europee. E con prezzi così alti, anche shale gas (gas da argille) e shale oil sono tornati ad essere una notevole fonte di guadagno.

Stato della valutazione della distribuzione di giacimenti di shale gas nel mondo al 2011 W/p.d.

È andata bene anche sul fronte opposto. Forse qualcuno, non ancora rimbambito dall’esaltazione per Sua Divinità Mario Draghi, ricorderà i gravi problemi economici a cui stava andando incontro la Russia quando il prezzo del petrolio era pari ad un terzo – e anche meno – rispetto alle valutazioni attuali. Grazie alla follia criminale di Biden, il Cremlino è tornato a riempire i forzieri con il denaro incassato per il metano e per il petrolio. Ma anche per il grano. Ovviamente ne hanno approfittato anche tutti gli altri Paesi esportatori di idrocarburi. E la Cina ha vinto, senza neppure giocare, perché il petomane di Washington ha indebolito la concorrenza della manifattura del Vecchio Continente.

La posizione di un giacimento di gas da argilla rispetto agli altri tipi di giacimenti W/p.d.

Mentre l’Europa si è decisamente impoverita. Nel silenzio dei media di regime ma anche di tutti i partiti atlantisti, compresa l’oppofinzione. Prima bisognava fare sacrifici per la salute, ora bisogna farli per far contenti Biden ed i suoi burattinai.

Dunque, è chiaro che la battaglia l’hanno vinta tutti, tranne l’Europa. Per la guerra l’analisi è più complessa. È vero che la Germania ha escluso che l’ingresso dell’Ucraina nella Nato sia per ora in agenda. Ma quel “per ora” significa poco e nulla. Inoltre, il Cremlino sconta la sua totale incapacità a livello di soft power. L’Ucraina è un Paese fratello della Russia. La stessa Russia nasce a Kiev, prima che a Mosca. E non bastano le stragi provocate da Stalin in epoca sovietica per giustificare il divorzio tra i due Paesi. Sia perché Stalin era georgiano e non russo, sia perché le stesse stragi le ha provocate anche in Russia. È vero che la rivoluzione “colorata” è stata organizzata dai burattinai statunitensi, ma Mosca non è stata in grado di contrastarla a livello sociale, di controinformazione, di condizionamento dell’opinione pubblica.

Indubbiamente il folle petomane ha di fatto spinto la Russia tra le braccia della Cina. Un errore? Non necessariamente. Perché più Mosca si allontana dall’Europa e più gli Usa ci guadagnano. Perché in questo modo indeboliscono ulteriormente l’Europa ed obbligano Mosca ad un ruolo subalterno, e per nulla gradito, nei confronti di Pechino. La Cina esce certo rafforzata. Ma anche gli Stati Uniti che si ritrovano con l’Europa ridotta a cagnolino scodinzolante ad ogni fischio di Wall Street.

Augusto Grandi

 

 

Fonte: ElectoMagazine

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