Disinformazione di guerra e crisi sistemica

BINARIO TRISTE E SOLITARIO DELLA PROPAGANDA
Il racconto del finto attacco al treno per Kiev smaschera il volto disperato della propaganda occidentale, mentre l’offensiva ucraina crolla tra silenzi e menzogne
Il Simplicissimus
In questo pezzo di taglio polemico e analitico, si esplora l’ultima fake news confezionata dai media occidentali: il presunto attacco russo a un treno passeggeri diretto a Kiev. Tra immagini manipolate e retoriche belliche, il testo denuncia l’uso della propaganda per mascherare le gravi difficoltà militari dell’Ucraina, dall’assedio a Kupyansk al fallimento dell’offensiva promessa da Zelensky. Attraverso un linguaggio tagliente e un’analisi degli sviluppi tattici sul campo, l’autore mette in luce la crisi strutturale della narrativa atlantista e la discesa in un conflitto sempre più disperato e distorto nei suoi racconti. (Nota Redazionale)
Disperati e quindi più bugiardi e più stupidi che mai. La notizia del treno passeggeri per Kiev che sarebbe stato colpito da uno o più droni russi è una invenzione dall’inizio alla fine, l’ennesima balla che cerca di coprire le notizie sempre più inquietanti che vengono dall’Ucraina. In questo caso, sia la caduta di Kupyansk, sia il totale fallimento di quella offensiva che Zelensky avrebbe promesso a Trump nel suo ultimo incontro, a dimostrazione che l’Ucraina ce la può fare e che dunque l’invio dei Tomahawk può essere giustificato. Il tutto si è risolto con l’attacco suicida di alcuni reparti che sono stati decimati senza cambiare di una virgola la situazione. Il tono stesso con cui questa menzogna viene diffusa sa di fabbricato e di ridicolo: quando Il Telegraph parla di questo evento fa chiaramente ricorso a stilemi di propaganda bellica ben conosciuta e così parla di droni “selvaggi” russi. Evidentemente un drone è selvaggio quando è russo, ma gentile quando è della Nato.
Nella foto in apertura si vede benissimo il treno merci in fiamme sullo sfondo e quello passeggeri intatto in primo piano, mentre da tutte le altre foto diffuse dalla propaganda ucraina si vedono solo immagini da cui non si riesce a desumere nulla. Del resto, da circa un mese a questa parte, le forze russe si sono dedicate alla demolizione dei nodi logistici attraverso cui passano le armi per l’Ucraina e questo sta mettendo in grave difficoltà tutto l’apparato bellico dell’Alleanza Atlantica, tanto che lo stesso Zelenskyi adesso invoca in maniera grottesca “un cessate il fuoco unilaterale nei cieli”. Evidentemente mentre si attende che la prima neve ricopra la terra, il duce di Kiev non se la fa mancare mai. Oltre a questo, più di diecimila soldati ucraini sono intrappolati nelle varie sacche che i russi hanno creato attorno alle roccaforti o ai centri di resistenza. Se vi si aggiunge il fatto che viene demolita pezzo per pezzo la rete di distribuzione elettrica che trasporta l’energia ormai prodotta soprattutto in Polonia e Romania, con qualche marginale apporto dei baltici e vengono distrutte sistematicamente le fabbriche che le aziende occidentali hanno creato nel territorio controllato dal regime ucraino, si può ben capire che la situazione sta precipitando, senza che gli occidentali riescano a fare granché se non opporsi con le narrazioni perché ancora più armi siano concesse agli ucronazisti.
Ma ciò che è davvero verminoso e insopportabile nell’atteggiamento occidentale è che si è pronti a denunciare le vittime civili vere, presunte e soprattutto false, mentre la strategia proposta per proseguire la guerra è proprio quella di logorare la Russia infliggendo ad essa perdite civili sul proprio territorio. Lasciamo stare il migliaio di morti fatto nel fallito tentativo di creare una enclave a Kursk, che ha portato al massacro della popolazione di interi villaggi russi, cosa di cui ovviamente la stampa occidentale, così ligia al padrone che paga e così noncurante della verità e persino della verosimiglianza, non ha parlato, ma non si può allo stesso tempo indignarsi per le vittime civili e poi proporre una strategia bellica che è basata proprio sul fare vittime civili per indebolire Mosca e Putin. Chi accetta questo o addirittura lo accoglie con entusiasmo sarebbe meglio che si legasse a una macina da asino al collo e si gettasse a mare, come dice Gesù secondo il vangelo di Marco. Oddio, quante redazioni di giornali e di Tg rimarrebbero sguarnite o addirittura deserte. Ma approfittare non solo dei piccoli, ma anche delle persone più vulnerabili e inermi che non riescono a scorgere le più evidenti contraddizioni, è il peccato più grave. Ed è quello che segna più profondamente il nostro tempo. Sarà un inverno durissimo per la popolazione ucraina presa in ostaggio da un Occidente che non ha confini quanto a cinismo, come la vicenda di Gaza dimostra abbondantemente. Davvero siamo su un binario triste e solitario.
