Il coccodrillo piange, ma…non si pente

BUGIE DA COCCODRILLI


Il ministro degli Esteri Sergej Lavrov

Il 30 dicembre 2021 in una conversazione telefonica Biden assicurò Putin che Washington non aveva intenzione di schierare armi offensive in Ucraina. Tuttavia, il ministro degli Esteri Lavrov ha rivelato che quando ha incontrato Blinken a Ginevra nel gennaio 2022, il segretario di Stato americano ha fatto finta di non aver sentito parlare dell’impegno di Biden nei confronti di Putin preso pochi giorni prima. Blinken ha invece insistito sul fatto che i missili a medio raggio statunitensi avrebbero potuto essere dispiegati in Ucraina e che gli Stati Uniti potrebbero essere disposti semmai a considerare di limitarne il numero.(sic!)

Uno degli ostacoli verso una pace ragionevole sta proprio in questo, ossia nella totale inaffidabilità degli Usa che in questo senso hanno una lunga tradizione storica, già risalente ai primi coloni, ma che ora è diventata in qualche modo coattiva: Washington è incapace di moderare la propria disperata battaglia per conservare l’ordine monopolare incentrato sugli Stati Uniti e sul dollaro e proprio per questo commette errori su errori. Mentre sostiene che il suo vero nemico è la Cina, semplicemente perché è troppo grande, ha fatto di tutto per creare un’alleanza di ferro tra Cina e Russia che oggi si saldano per portare avanti un cambiamento planetario. Nessun ragionamento, anche ammesso che si sia ancora capaci di far funzionare il cervello da quelle parti, è stato sufficiente per impedire che le amministrazioni americane mordessero senza alcun criterio in varie parti del mondo dando infine vita alla guerra ucraina che ora stanno perdendo senza appello. Le loro mascelle da coccodrillo funzionano istintivamente anche quando si trovano con un arpione nel palato, anzi in queste condizioni stringono ancora più forte.

A questo punto la Russia sa che non può assolutamente fidarsi delle profferte di pace fasulle che arrivano dall’Occidente, ma deve tenere seriamente conto delle minacce di allargamento del conflitto. La propensione ad intensificare la guerra è di moda in Europa anche se sia in Medio Oriente che in Ucraina la politica occidentale è in gravi difficoltà: tutto questo è assurdo perché le nazioni del continente hanno dato fondo ai propri arsenali nell’illusione di poter sconfiggere la Russia grazie al regime nazista di Kiev. Ora che l’illusione è svanita sono paradossalmente più aggressive. E non è un caso che il campione degli interventisti sia Macron che è stato – e probabilmente è ancora – un impiegato dei Rothschild una delle famiglie della finanza internazionale più legata allo status quo. Inoltre, egli guida l’unico stato continentale che possiede un arsenale nucleare, ancorché molto modesto in quantità e qualità, forse più pericoloso per la Francia stessa che per gli altri: ma esso può essere giocato come pedina perché è del tutto evidente a chiunque che oggi l’Europa non ha alcuna seria possibilità militare convenzionale contro la Russia.

Pensano sia un bluff russo

Si gioca insomma al limite dell’abisso, essendo incapaci di ritirarsi esattamente come accade in certe ritualità primitive. Forse pensano che la Russia possa spaventarsi mentre invece sono proprio loro che aumentano la determinazione di Mosca. Il ministro degli esteri russo Lavrov ha detto chiaramente: “hanno fatto la scelta a favore della resa dei conti sul campo di battaglia: siamo pronti per questo”. Gli americani sono rimasti sorpresi che le recenti esercitazioni russe sull’uso del nucleare tattico non siano state le semplici esercitazioni al computer che sono la tipologia standard in occidente, ma vere e proprie dislocazioni di forza reali che si sono fermate solo al momento del lancio. Per capire il significato di queste esercitazioni bisogna sapere che negli anni ’90 la Russia, per tranquillizzare l’Occidente, aveva concentrare tutte le sue testate nucleari non strategiche nei magazzini centralizzati della 12a direzione principale del Ministero della Difesa, che a volte si trovano a notevole distanza dai siti di lancio. Adesso non è più così, le bombe sono in gran parte pronte nei nei luoghi dove da dove dovrebbero essere lanciate. Eppure si continua a pensare a un bluff non tanto perché abbia un senso, ma perché non ci si vuole arrendere alla realtà.

Redazione

 

 

 

 

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