Tricobullismo. Termine che vi risulterà nuovo

CALVI & CHIOMATI


Tricobullismo. Termine che vi risulterà nuovo, ma che sembra essere destinato a grandi fortune. Vuol dire, secondo chi sta cercando di imporre l’uso, bullizzare, ovvero discriminare qualcuno, in base ai capelli che ha. O non ha.

Un problema? Certo, a nessuno è mai piaciuto sentirsi appellare “zucca pelata”. E anche sentirsi dire capellone pulcioso non è, probabilmente, divertente. Anche se i capelli lunghi sono una scelta. La calvizie no. A meno che non si sia uno skin.

Comunque i lungochiomati hanno sempre esibito con orgoglio (de che?) le loro folte capigliature. E i calvi hanno sempre risposto facendo riferimento al legame segreto tra pelata e… testosterone. Evocando l’ombra del compianto Yul Brynner.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Oggi, però, sembra che il tricobullismo sia diventato davvero un problema. Tant’è che al parlamento francese (sic!) è stata presentata una proposta di legge contro… il razzismo dei capelli…

A presentarla, guarda caso, un parlamentare calvo. Che dichiara di aver molto sofferto per questa forma di discriminazione. Poverino… roba da fare impallidire i Miserabili di Victor Hugo. O il suo Uomo che ride. Lui sì che ha sofferto…

Vabbè… la madre dei cretini è sempre incinta. E non conosce frontiere o nazionalità.

Però, in Francia di questo tricobullismo, si sta discutendo seriamente. Molto seriamente.

Anche perché il Parlamento transalpino, evidentemente, non ha altri problemi…

Che volete che siano la perdita di ogni presa sull’Africa, la crisi economica galoppante, le Banlieues che prendono fuoco un giorno sì e l’altro pure…

Ciò che conta è che non venga offesa la chioma… o la sua assenza.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Devo essere sincero. La notizia mi ha dato un qualche senso di soddisfazione. Come quando scopri che il tuo cugino, da sempre portato in palmo di mano dai nonni come perfettino e tanto bravo a scuola, viene bocciato ed è un perfetto… fesso.

Soddisfazione durata poco, però… perché sono convinto che anche le nostre Boldrini, Schlein e Company non tarderanno ad appropriarsi di una cotale battaglia di civiltà….

Poi, mi è venuto in mente che ‘sta storia ha radici antiche. Giuliano Imperatore – impropriamente appellato l’Apostata – scrisse una feroce satira contro “Gli odiatori della barba”. Ovvero i cristiani che lo sfottevano perché portava una fluente barba, secondo l’uso dei filosofi neoplatonici.

Però si limitò a questo. Non emise editti. Non diede i tricobulli in pasto ai leoni.

Ora, prima di andare dal barbiere a farmi tosare, mi sorge una domanda. Macron, che si sente Napoleone e vuole mandare i suoi soldati contro i russi, cosa pensa di tale vitale problema? I soldati dovranno andare sul fronte di Kiev rasati o con i capelli acconciati a piacere?

Vabbè… in fondo non è un problema. I Ceceni di Kadyrov non tagliano i capelli ai nemici. Secondo l’uso caucasico, mozzano le orecchie.

Ala.de.granha
Andrea Marcigliano

 

 

 

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