Vai avanti tu, che a me viene da ridere

CAMPAGNA ELETTORALE A PERDERE.

LA SINISTRA NON VUOLE GESTIRE I DISASTRI DI DRAGHI


Vai avanti tu, che a me viene da ridere. La corsa a perdere della sinistra, in tutte le sue forme, e dei pentapoltronati in versione contiana, suscita non poche perplessità. A cui si aggiungono le tentazioni centriste di correre da soli, con la prospettiva di una cocente sconfitta ma con la prospettiva di creare le condizioni per un successivo risultato positivo in caso di un rapido ritorno alle urne.

Già, la convinzione generale è che il centrodestra uscirà vincitore il 25 settembre ma non sarà in grado di governare. Non per la mancanza di una maggioranza in parlamento, bensì per la mancanza di capacità, di professionalità, di competenze. Il disastro provocato da Sua Mediocrità è di proporzioni gigantesche. Ed il costo lo pagheranno gli italiani. Scaricando le responsabilità sulla Trimurti del centrodestra che non è in grado né di affrontare l’emergenza né di spiegare quali sono le responsabilità reali. Per di più la Trimurti è perfettamente allineata con le imposizioni di Washington che hanno creato le condizioni per il disastro.

Servirebbe, in questa fase, la finanza “creativa” di Tremonti, non gli show da portavoce di Confindustria del cognato della Pina della Garbatella. Servirebbe una ampia visione internazionale, non il bacio della pantofola atlantista.

E visto che Letta, per il suo rapporto privilegiato con Draghi, è il maggior corresponsabile del disastro e non ha la più pallida idea di come affrontarlo, è ovvio che il Pd punti a perdere. Per poi ricomparire sulla scena come Salvatore della Patria dopo il fallimento del governo della Pina. Dunque campagna elettorale a perdere. Come quella dei pentapoltronati. Un paio di pesanti ceffoni, indispensabili per liberarsi di Conte, dei suoi burattinai e dei suoi burattini, e il Movimento sarà pronto ad invocare il ritorno di Alessandro Di Battista per ripartire come alternativa al sistema.

I centristi, invece, sperano in un risultato positivo per acquisire credibilità in vista delle elezioni successive. Hanno il problema di troppi capponi che si credono galli nel pollaio. Hanno difficoltà a far convivere forzisti in fuga dalla nuova finta moglie dell’ex capo con ex piddini in cerca di poltrone. Ma è solo un inizio e la possibilità di spartirsi seggiole e strapuntini ha un potere unificante strepitoso. Per le idee c’è sempre tempo, e si utilizzeranno quelle prese in prestito da chi prende più voti. Magari strappandoli a ciò che resta di Forza Italia.

Sulle estreme sono interessanti i sondaggi relativi ad Italexit. Sondaggi estremamente positivi sino a quando le elezioni parevano lontane, ma immediatamente ridimensionati quando Mattarella ha accettato l’idea di votare. Ed ora il partitino appare fuori da qualsiasi gioco. Nel frattempo è nata Italia sovrana e popolare, una formazione populista trasversale che fa capo a Marco Rizzo ma che accoglie anche personalità di altra provenienza. La raccolta delle firme, però, sarà tutt’altro che agevole.

ALA.DE.GRANHA

 

 

 

 

 

 

Fonte: ElectoMagazine del 31 luglio 2020

 

 

 

 

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