C’erano una volta i Cantastorie…

CANTASTORIE E CACCIABALLE


C’erano una volta i Cantastorie. Giullari e menestrelli che giravano le piazze dei villaggi e le corti dei signori. Intrattenendo un pubblico molto varii con storie di diverso genere. Che potevano essere racconti d’amore e corteggiamento – un gioiello di ironia e divertimento quello del nostro Cielo d’Alcamo – fabule dove si parlava di maghi, streghe e incantesimi, racconti di animali parlanti, e vicende eroiche di cavalieri e principi…
Insomma, intrattenevano, divertivano, emozionavano. Non pretendevano, però, di informare. Né, tantomeno, di raccontare la “verità”. Anche se molte loro storie erano fondate su fatti accaduti. E, per dirla col Manzoni, tutto sommato verosimili…

Certo, c’erano elementi di queste storie che, oggi, ci appaiono grotteschi. Assurdi. E ci fanno sorridere con compatimento (e un compiaciuto senso di superiorità) dell’ignoranza di quegli antichi cantastorie. E della dabbenaggine di coloro che stavano lì ad ascoltarti. E magari, alla fine, versavano pure un obolo. Per una montagna di sciocchezze.
Ad esempio, ho sempre visto sul volto dei miei allievi quei sorrisetti di superiorità, quando spiegavo il Guerrino il meschino, un cantare del ‘300 di Andrea da Barberino. Che era profondamente ignorante tanto in geografia quanto in zoologia. Infatti, il buon Guerrino, gira che ti rigira per il mondo, ad un certo punto si ritrova in India. Dove viene aggredito, insieme ai suoi compagni, da animali feroci, che zompano giù agilissimi dagli alberi. Gli ippopotami.
E non servirebbe dire altro…

Andrea da Barberino – Guerino detto il Meschino, 1841 “Spezzò colla mazza l’elmo a Lamberto e tutte le ossa del capo” W/p.d.

Solo che, vedete, il buon Andrea da Barberino doveva campare e mettere insieme il pranzo almeno una volta al giorno. E cercava di divertire il suo pubblico… Nulla più. Nessuna pretesa di… fare opinione.
Oggi, prendo in mano un grande quotidiano, uno a caso, di quei quattro o cinque che contano. Che fanno opinione. E che ricevono pubbliche prebende per narrare tutti le stesse cose…
Lo prendo in mano, e leggo che uno sciame di api ucraine, affamate, ha messo in fuga reparti russi, causando loro nutrite perdite. La notizia viene data a titoli cubitali e con la massima serietà. E come tale viene letta e… bevuta.
Ma… ma scusate un attimo. Provate ad usare per pochi secondi le vostre celluline grigie, per dirla con Poirot, atrofizzate da tre anni di Covid e di, vana, Speranza…
Esistono le “api ucraine” dotate di senso patriottico e pronte a scacciare l’invasore? E scusate ancora, le api affamate sono dedite a cibarsi di soldati russi? Non le sapevo antropofaghe… Lo zelante cronista ha forse aperto nuovi scenari bellici. Presto sentiremo parlare di aggressivi calabroni russi. E di bombi (non bombe) inviati in soccorso dalla NATO…

E che dire, poi, della nuova favola di Biancaneve? Una gentile vecchietta, ucraina, che immaginiamo canuta e candida, accoglie nel suo cortile otto soldati russi. Palesemente stanchi, perché stuprare tutte le donne, uccidere e mangiare i bambini, bruciare i villaggi, costa fatica. E ogni tanto ci si deve riposare. Così accettano l’invito della dolce nonnina. Che porta loro una bella torta fragrante. E loro tutti contenti se la pappano. Per poi schiattare tra atroci tormenti. Perché la placida vecchietta
ha farcito il dolce di cianuro…

Ora la storia in questione dovrebbe suscitare qualche dubbio prima di venire raccontata. Eppure, finisce in prima pagina del più grande quotidiano italiano. Quello che fu diretto da un tale Albertini. E per il quale scrivevano Barzini, Montanelli, Piovene…
Ma oggi, evidentemente, la selezione dei giornalisti viene fatta con altri criteri. I metri di lingua disponibile, e l’assoluta assenza di senso del ridicolo. E di dignità.

Comunque, visto che ormai si gioca a chi la spara più grossa…
Un reparto di neonazisti ucraini si è scontrato con uno di neonazisti russi. Poi, però, si sono accordati. E tutti insieme hanno invaso la Polonia.
Non è mia. È la battuta pubblicata da una mia gentile amica, giornalista (vera) iraniana. Lei stava celiando. Però, sinceramente, a me sembra abbastanza credibile. E così ho subito avviato la raccolta di medicine per i bambini polacchi vittime del nazismo russo /ucraino. Stanno già aderendo in molti… conto sulla solidarietà della Signora Boldrini, dei Sindacati e anche dei membri più moderni del Cdx…

 

Andrea Marcigliano

 

Fonte: ElectoMagazine

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