Natale al buio qualcuno addirittura ora teme e ipotizza

CARTA IGIENICA E RADIOLINA A PILE.

LO SPETTRO DEL GRANDE BLACKOUT

 

 Natale al buio, qualcuno addirittura ora teme e ipotizza. Sempre più si aggira fra i media lo spettro del duraturo blackout europeo evocato qualche giorno fa dal ministro Giorgetti. In effetti, le precondizioni continuano ad esserci tutte, e anzi ad esse si sta aggiungendo il freddo: il Texas insegna.

Perché l’Italia rischia il blackout?

All’inizio del 2021 l’Europa ha rischiato un blackout di dimensioni mai viste prima: un calo di tensione sulla rete elettrica in Romania avrebbe potuto avere serie ripercussioni sul vecchio continente, con effetti potenzialmente drammatici.

Il pericolo è stato sventato soltanto grazie ad Italia e Francia, che hanno “spento” quegli impianti energivori, come acciaierie e cementifici, che sono definite attività “interrompibili” in caso di emergenza.

La mente corre al 2003, a quel mattino di Settembre in cui l’Italia si svegliò completamente priva di energia elettrica per via, si dice, di un albero caduto in Svizzera. Potrebbe succedere di nuovo, e stavolta non a causa di incidenti imprevedibili come quello di quasi vent’anni fa.

Ma cosa potrebbe condurre l’Italia al rischio blackout proprio in prossimità del Natale? Curiosamente, un blackout può essere provocato dalla troppa domanda di energia tanto quanto dal crollo della stessa.

Se il blocco delle attività non essenziali durante le prime fasi della pandemia aumentava di molto la possibilità di interruzioni nella fornitura di energia elettrica e gas, poiché molte centrali termoelettriche preferivano la chiusura, ad oggi il rischio blackout è dovuto ad un uso troppo intensivo delle risorse naturali.

Più precisamente, secondo gli analisti i fattori che mettono l’Italia a rischio blackout per Natale sono due: il rigido inverno passato, che ha condotto a consumare tutte le scorte di energia, e la sempre più grave difficoltà nell’approvvigionamento delle materie prime dall’estero.

il gas è poco e sarà anche caro

Per il resto, il gas è sempre scarso e caro ed un modo semplice per contenere l’inflazione rampante che preoccupa l’UE  potrebbe essere abbattere consumi e produzione lasciando che la grande oscurità spontaneamente si produca.

Infatti ai piani alti romani, dove pure sanno che il rischio è reale, non risulta che stiano studiando contromisure, soluzioni o almeno toppe. Men che meno si parla della definizione di un piano europeo anti blackout, che secondo il ministro sarebbe necessario.

Eppure in Europa “stiamo spingendo al limite della capacità” il sistema di produzione e distribuzione dell’energia elettrica, ha avvertito ieri  Andrea Aparo von Flüe, ex manager Finmeccanica e docente universitario alla Sapienza di Roma.

Ovviamente, più ci si avvicina al limite, più crescono le probabilità di una crisi, dice Aparo von Flüe: la rete elettrica di tutto il continente è interconnessa; basta che in un punto solo si generi un forte squilibrio fra produzione e consumo di elettricità e tutto salta dappertutto. Tempo necessario per rimediare al guasto e mettere nuovamente l’energia elettrica in condizione di fluire: fra i 7 e i 14 giorni. Da trascorrere a lume di candela.

Se manca l’energia elettrica, non funzionano telefoni, internet, bancomat, acquedotti… Per resistere, Aparo von Flüe consiglia di tenere in casa cibocombustibile per cucinare e scaldarsi, acqua (due litri al giorno a persona), carta igienica, sacchi per i rifiuti, disinfettanti, medicinali e non solo le candele: anche una radiolina a pile, unico possibile collegamento col resto del mondo.

Già nel febbraio scorso un problema sulla rete elettrica romena era sul punto di produrre l’effetto domino e di lasciare al buio tutta Europa. L’abbiamo scampata per un soffio, ma a sentire gli esperti la situazione in Romania somiglia a una mina vagante. Il gas scarso e il freddo sono altre mine. Ora, con le parole di Aparo von Flüe, è arrivato anche l’avvertimento: è facile che qualcuno ne calpesti una.

DON QUIJOTE

 

 

Fonte: Visione Tv

 

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