Nei libri di scuola e non solo, si parla sempre male delle caste

Tre indù del Kashmir scrivono un testo (fotografia del 1890)

CASTE E “ÉLITE” ALIENATE


Nei libri di scuola (ne so ben qualcosa), e non solo, si parla sempre male delle caste. Quando si studia gli egizi, quando si va a vedere qualcosa sull’India…. e quando si affronta (per modo di dire) il sistema feudale….

Sempre viene insegnato che il sistema delle Caste era cosa assai brutta. Che condannava il figlio a fare il lavoro del padre, indipendentemente da meriti e capacità… ad esempio, se eri contadino dovevi fare il contadino. Mica il cavaliere o lo scriba, anche se ne avessi avuto tutte le capacità… Negazione della libertà, e paralisi del sistema sociale. Che nuoce ai singoli, e, nel tempo, porta una società troppo statica a deteriorarsi. E crollare su se stessa…

Insomma, gran brutta cosa le caste… Mentre oggi…

Già… oggi… vi faccio un paio di domande. Quante possibilità ha un giovane, brillante e laureato in giurisprudenza, di diventare notaio, se non è figlio di notaio?

E nelle Università, quanti cognomi, stranamente, si ripetono per generazioni?

E nei grandi ospedali?

E quanti fra i giornalisti professionisti sono figli di altri, famosi, giornalisti professionisti?

Potrei continuare… ma per farla breve, il figlio di industriale, anche se ebete, non andrà a fare il manovale. Prenderà in mano l’azienda. E la manderà in rovina. Le cronache sono zeppe di queste storie…

Oh, certo… vi sono le eccezioni. Personaggi come Briatore, venuti su dal niente. Ma sono eccezioni, ed oggi sempre più rare. Nelle nostre Università, non a caso, è stata da tempo abolita la Libera Docenza, cui si veniva chiamati, durante il Fascismo e ancora dopo per un poco, per chiara fama. Ovvero perché si era bravi. Cosa, oggi, evidentemente, inaccettabile. Non sia mai che uno insegni perché sa di cosa parla. Rischierebbe di mettere in crisi il sistema. Di far sfigurare quelli che stanno lì perché figli, nipoti, amanti, protette e protetti di qualcuno.

Rappresentazione miniata dei tre simboli della società tripartita. Da sinistra a destra: un prelato, un cavaliere e un contadino.

Le caste avevano un loro senso. Una loro logica. “Tu ora, tu defende e tu labora” scrive Adalberone di Laòn. Nella concezione feudale, ogni ruolo aveva un senso. Una funzione ben precisa.

Certo, era un mondo più semplice del nostro. E lo era anche quello dell’Egitto antico. O del Giappone feudale.

E, per altro, questi sistemi, diciamo così, “castali” non erano rigidi e impermeabili come si crede comunemente. Cavalieri si poteva diventare anche per merito. Per valore dimostrato. Non era comune, certo. Ma accadeva. E alcuni grandi samurai erano di origine contadina.  Addirittura Hydeioshi, il Taikò, che dominò la vita militare e politica sul finire del XVI secolo, era nato contadino.

A giustificare il sistema castale, era la convinzione che, per assolvere a certi ruoli, bisognasse essere stati preparati ovvero educati, sin dall’infanzia. Una tesi che ritroviamo ancora nella visione del Guicciardini. Le aristocrazie sono più adatte al governo, perché abituate da sempre a gestire il potere. E, quindi, dotate di senso della misura. Anche quando rubano, lo fanno senza esagerare. Perché se ammazzi la mucca, non la puoi più mungere. E quindi la mucca va nutrita e curata bene.

All’opposto, quelli che Dante chiamava, con disprezzo, la gente nova e dai facili guadagni, quando giungono al potere sfruttano la mucca sino ad esaurimento. Portando alla rovina se stessi, certo… ma lasciandosi dietro solo macerie.

Christopher Lasch, il più grande pensatore sociale, non semplicemente sociologo, di fine ‘900, imputava alle odierne élite una sorta di ribellione. Che le ha portate ad alienarsi in modo sempre più marcato dal resto della società. A divenire totalmente autoreferenziali. Sino a sentire come un peso l’esistenza degli… altri. Di tutti gli altri.

Infatti, che bisogno hanno delle grandi masse, del popolo se vogliamo, quando ormai le macchine hanno reso inutile gran parte della forza lavoro manuale?

E poi troppi uomini inquinano, consumano le risorse della terra, distruggono l’ambiente…

Si è cominciata ad affacciare una nuova utopia. Aliena ed alienata. Un mondo con molti meno uomini. Dove i pochi (loro naturalmente) potranno vivere felici, in un ambiente incontaminato, senza doversi preoccupare delle masse. Che sono, per loro natura, brute, sporche, maleodoranti.

Certo, per un po’ le masse saranno ancora necessarie. Per certi lavori. E come consumatori di prodotti. Ma va limitata la loro possibilità di movimento. Devono restare a casa, o meglio nelle case di cui perderanno ogni proprietà. Uscire solo per lavorare. Cibarsi senza incidere sulla natura. Quindi, per semplificare, niente filetti e amatriciane… quelli solo per le élite. Riservati. Anche se, in genere, preferiscono kamut e salmone… de gustibus.

Per gli altri… cibo spazzatura. Ora insetti… e non voglio pensare a cosa verrà propinato nel futuro…

 

Élite… ma una élite dovrebbe sorgere dal corpo di un popolo. Di una comunità. Non essere, o sentirsi completamente estranea. E queste sono delle oligarchie, di fatto autoproclamate in forza, esclusivamente, di un potere economico. Totalmente aliene rispetto alla società. E, se osserviamo i comportamenti, o sarebbe meglio dire i deliri, dei loro esponenti… alienate.

Andrea Marcigliano

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Un commento

  1. Fantignoli Paola

    27 Marzo 2023 a 15:41

    Fino a quando i governi agevoleranno le famiglie con figli, dalle minori tasse ai viaggi gratis sui mezzi pubblici, dalle ferie in più per i padri ai nidi gratis ecc (tutto a costo dei contribuenti) non vedo come la tua analisi possa reggere! Se l’élite, come dici tu, avesse lo scopo di avere meno “popolo” non propagherebbe storie tipo che ci sono poche nascite o che le pensioni in futuro sono a rischio e sicuramente non permetterebbe certe facilitazioni, anzi!
    Il fatto è che all’élite non interessa il domani ma solo lo status quo e ogni individuo che nasce mette in moto un’altra gran macchina di consumi che è di loro proprietà!
    Dovresti cominciare a pensare con la tua testa prima di scrivere per sentito dire o per non sentito dire.
    Svegliati!!!!!

    rispondere

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