Il carillon è uno strumento musicale che oggi tutti conosciamo come un piccolo oggetto che, opportunamente caricato, emette una dolce melodia: a volte malinconica, altre volte più allegra (ad esempio nei carillon per bambini).

  
Il nome “carillon” deriva dal francese. In origine però questo strumento veniva chiamato molto semplicemente boite a musique, scatola musicale. Infatti il termine carillon inizialmente indicava un insieme di campane collocate sui campanili e nelle torri civiche, collegate con la tastiera di un organo. Invece il carillon come lo conosciamo oggi nasce poco dopo l’invenzione dell’orologio meccanico: alcuni artigiani legarono una ruota al meccanismo che faceva funzionare l’orologio; su questa ruota vennero inseriti appositi pioli che azionavano delle leve in modo da percuotere una serie di campanelle. I primi carillon nacquero così; successivamente diversi artigiani affinarono i modi e gli strumenti, costruendoli con le proprie mani.

Fu un orologiaio svizzero, Antoine Favre, nel 1796 a perfezionare il concetto dell’orologio musicale: ridusse le dimensioni e perfezionò l’intero meccanismo, brevettandolo sotto il nome de «carillon sans timbre ni marteau». Visto il successo di queste piccole scatole musicali, dall’Ottocento in poi si iniziò a produrlo in serie; e dato che era destinato a un ampio pubblico si iniziarono a decorare le scatole, mentre il meccanismo venne perfezionato in modo che il suono venisse riprodotto amplificato. Verso la fine del secolo il carillon venne ben presto sostituito da apparecchi più moderni per quanto riguarda la riproduzione musicale, ma diventò un sorta di oggetto di culto tra le persone: un prezioso e romantico oggetto legato ai ricordi più cari.  

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