Il fonoautografo ideato da Leon Scott nel 1857, è stato il primo prototipo del fonografo. Era in grado di trascrivere graficamente le onde sonore su un mezzo visibile, ma non c’era modo di riprodurre il suono registrato.

La prima versione del grammofono si ebbe nel 1877, sotto il nome di “fonografo”, di fatto circa 30 anni dopo l’invenzione del telegrafo, Edison ideò un ripetitore telegrafico che era in grado di incidere le linee e i punti del codice morse direttamente su un disco, definendo graficamente, per mezzo di una punta, una traccia a spirale, in modo che il suono potesse essere riascoltato più volte senza alcun intervento esterno. Nello stesso anno  Charles Cross espose all’Accademia delle scienze il principio di un apparecchio di riproduzione del suono, che egli chiamò “paleofono”, di cui giunse a realizzare un modellino.

Qualche mese più tardi Edison, costruì il suo primo “fonogramma”, o “fonografo” (dal greco “scrittore del suono”). Edison si accorse che la puntina scorrendo sul disco ad una velocità piuttosto elevata era in grado di riprodurre dei suoni che ricordavano la voce umana, fu per questo che l’inventore decise di cercare un sistema per poter registrare la voce, fu così che il 21 novembre annunciò la sua invenzione e pochi giorni dopo ne diede dimostrazione ai suoi collaboratori.

La prima riproduzione del suono non fu ottima, difatti Edison dovette scontrarsi con lo scetticismo dei suoi collaboratori, egli infatti durante la sua prima registrazione, mettendo in moto il prototipo facendo ruotare la manovella, disse in direzione del fonografo: “Mary had a little lamb” (Maria aveva un piccolo agnello), sistemando dunque l’ago al punto di partenza e tornando a girare la manovella il fonografo ripeté il suono in una qualità pessima, ma in ogni caso la macchina funzionò, aveva solo bisogno di qualche perfezionamento. Nel 1878, e più precisamente il 18 febbraio, Edison ottenne il brevetto del suo fonografo e insieme ad altri soci diede vita alla “Edison Speaking Phonograph Company”, con lo scopo di vendere il fonografo non direttamente ai clienti privati, bensì di proporlo in fiere e luna park, facendolo funzionare con l’inserimento di un gettone, questo avrebbe incuriosito la gente e avrebbe reso famosa la sua invenzione, e così fu.

Questo apparecchio Edison lo presentò all’Esposizione universale del 1889. I primi fonografi di Edison usavano come supporto di registrazione un cilindro e sfruttavano un movimento verticale dello stilo. La pressione sonora era tradotta in profondità di incisione del solco.

Nel 1897 lo studioso Emile Berliner sviluppò il grammofono pensando di utilizzare un disco con movimento orizzontale, invece che il rullo di Edison. Ciò permetteva di ottenere diversi vantaggi come una più costante velocità, la possibilità di effettuare più copie e occupare minor spazio. I dischi avevano un diametro di 5″(12,5cm) e registrati su un solo lato. Nel 1895 furono introdotti i dischi da 7″ (17,5 cm) seguiti nel 1901 da quelli da 10″ (25 cm).

Nel 1903 l’industriale statunitense del cioccolato Stollwerk inventa un player per bambini che riproduce musica incisa su solchi di cioccolata.

Alcune aziende iniziarono così a costruire i primi mobili che contenevano il meccanismo perpetuo che pre caricato con manovella manuale permetteva di far girare costantemente il disco, dando estro alla fantasia per la realizzazione di modelli variegati che dovevano entrare nelle case nobiliari. Il modello a  “Cassetta” ( tipo portatile ), quello a tromba e il mobile grammofono hanno portato nelle case le più grandi opere della prima metà del ‘900.

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