Comunemente chiamato in gergo “cipolla” o “orologio a cipolla”, è dell’’inventore Peter Henlein.

Un tipo di orologio di piccole dimensioni, adatto per essere tenuto in tasca, particolarmente diffuso prima dell’avvento dell’orologio da polso nella seconda metà del XIX secolo.
Solitamente è dotato di una catenella ed il quadrante è protetto da un coperchio. La cassa può essere realizzata in metalli preziosi e artigianalmente lavorata. Anche il quadrante può essere decorato, smaltato o rifinito elegantemente in altri modi.
La possibilità di realizzare orologi portatili si ebbe solamente dopo l’invenzione del sistema a bilanciere, dell’alimentazione a molla e di opportuni scappamenti nel XV secolo.

Nei primi anni del ‘900 era molto diffuso tra le donne l’orologio Cylindre remontoir. Il primo costruttore di orologi da indossare di cui si abbia documentazione è il francese Julien Coudray (1504- 1551) attivo alla corte di Luigi XII. Questi esemplari, rari, avranno un loro momento di gloria sul finire di quel secolo configurati nelle accattivanti forme di sferette portaprofumo. Ma nel corso del ‘600 l’orologio da indossare viene ormai a definirsi anche e soprattutto come orologio da tasca, secondo il modello detto a oignon per la forma tondeggiante che ricorda quella della cipolla e da cui deriveranno le nostre cipolle da panciotto utilizzate ancora lungo tutto il Novecento. Questi orologi avranno un significativo impiego anche in campo bellico nel cui ambito si riveleranno sempre più preziosi. Sono orologi generalmente protetti da una doppia cassa intesa a custodire dagli urti la lunetta di vetro del quadrante e a evitare che la polvere si insinui nei rotismi.

Nel 1675 l’olandese Christiaan Huygens aveva anche inventato la molla a spirale da applicare sulla ruota a bilanciere, riuscendo così a introdurre, anche negli orologi da tasca, quella precisione cronometrica di cui aveva dato prova il suo congegno a pendola; gli permise inoltre di inserirvi la lancetta ausiliaria per il computo dei minuti.

L’orologeria mobile fa un ulteriore e definitivo passo nella sua trasportabilità con l’introduzione dell’orologio da panciotto, modello di orologio da persona che segnerà l’ultimo passaggio prima di diventare da polso, e del quale l’Ottocento assisterà alla sempre sua più ampia diffusione. Tale diffusione sarà permessa da un’industria che non può più essere definita artigianale ma che è ormai entrata nell’era della vera e propria industrializzazione, in grado di realizzare una produzione molto vasta e secondo livelli qualitativi e prezzi molto diversificati.

Si dice che Enrico VIII d’Inghilterra tenesse un orologio da tasca appeso al collo con una catena. Questi orologi avevano solamente la lancetta delle ore, infatti la lancetta dei minuti sarebbe stata inutile a causa dell’estrema imprecisione del meccanismo.
Nella seconda metà del XIX secolo la miniaturizzazione e la produzione in serie dei componenti permise di realizzare orologi da tasca compatti e precisi. Questi orologi ebbero una notevole diffusione in un’ampia gamma di modelli fino agli anni quaranta del XX secolo, quando iniziarono a diffondersi gli orologi da polso meccanici prima ed elettronici poi.

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