Le ombre dietro la gestione della pandemia globale

«Chi c’è dietro Fauci?»
Fauci, il quinto emendamento e le domande ancora aperte sull’origine del Covid e oltre.
Il Simplicissimus
Il ricorso di Antony Fauci al quinto emendamento davanti alla commissione senatoriale riporta al centro del dibattito interrogativi mai del tutto sopiti sulla gestione della pandemia. L’articolo ripercorre le controversie riguardanti l’origine del SARS-CoV-2, il ruolo delle ricerche sul cosiddetto gain of function e le accuse rivolte a uno dei protagonisti della sanità americana, analizzando una vicenda che continua a dividere opinione pubblica, politica e comunità scientifica. (N.R.)
Abbiamo visto tutti – e per tutti intendo coloro che hanno ancora la forza di collegarsi alla realtà e non solo alle mitologie contemporanee – il dottor Antony Fauci appellarsi 111 volte al quinto emendamento per non rispondere alle questioni poste dalla commissione senatoriale in merito alle azioni durante la pandemia di questo personaggio, per molti anni un ras della medicina americana. Certo c’è ancora chi crede che il Covid sia nato perché qualche cinese mangiava pipistrelli presi in una caverna distante un migliaio di chilometri da Wuhan e acquistati al locale mercato. “Pipistrelli freschi, accorrete gente”.

Ora, a parte che i cinesi non mangiano pipistrelli, l’adattamento casuale di un virus da un animale a un altro di solito richiede un costante contatto e minimo migliaia di anni, ma il dottor Fauci aveva esercitato tutto il suo potere perché questa del mercato di Wuhan fosse la tesi che la “scienza” doveva fornire. Et pour cause direbbero i francesi, visto che egli stesso era uno dei personaggi eminenti implicati in quelle fumose ricerche sull’“aumento di funzione” che in realtà nascondevano le ricerche sulla guerra biologica e questo era bene non farlo sapere a chi doveva prestare il braccio ai vaccini. Così come era ed è meglio non far sapere che un virus estremamente simile a quello del Sars Cov 2 era stato scoperto e studiato già dal 2003, quando poi finì nelle oscurità dei lavoratori dedicati alla guerra biologica. Per questo quel Cov 2 del nome. Visto che il guadagno di funzione punta proprio alla ingegnerizzazione di particolati antigeni, vista la rapidità inimmaginabile con cui sono stati prodotti i vaccini, non è certo difficile fare le somme.
Si sta arrivando dunque, pian piano e vincendo resistenze di ogni tipo, al redde rationem? Per ora non credo proprio. Fauci che ha ormai 86 anni ed è fuori dai giochi, potrebbe anche essere stato usato come strumento di distrazione di massa. E c’è un elemento a favore di questa tesi: il fatto che Fauci non aveva alcun bisogno e pure nessuna legittimità ad appellarsi al quinto emendamento per evitare di dire cose che potessero incriminarlo, perché aveva già ricevuto dal presidente Biden un perdono tombale su qualsiasi eventuale reato commesso durante gli anni del Covid nel quale assurse a consigliere medico capo del presidente. Dunque nulla di ciò che avrebbe potuto dire lo avrebbe incriminato, ma questa contraddizione e questo problema giuridico non è stato minimamente toccato neanche dalla commissione senatoriale inquirente. Perciò è abbastanza facile arguire che Fauci non è che una sorta di capro espiatorio sui generis, l’uomo sul quale si focalizza l’attenzione, lasciando nell’ombra il ruolo svolto dal Consiglio di Sicurezza Nazionale, dai quadri di biodifesa militare, dalle dottrine di emergenza per la “pandemia” e dai poteri legali sviluppati negli ultimi due decenni. Qualcosa di tutto questo è occasionalmente emerso, senza tuttavia superare la barriera di silenzio imposta su tutta la vicenda.
Esiste per esempio un dossier Covid, messo assieme dalla divulgatrice scientifica Debbie Lerman e dalla farmacologa Sasha Latypova che, attraverso un’attenta documentazione hanno proprio parlato di questo:

C’è poi la famosa gaffe, peraltro silenziata da tutto il mainstream, fatta nel 2024, dalla ministra della Salute olandese, Fleur Agema, secondo cui la politica relativa al coronavirus sarebbe stata diretta dalla Nato e, per quanto riguarda i Paesi Bassi, dal Coordinatore nazionale per la sicurezza e l’antiterrorismo. Agema ha sottolineato che le misure adottate avevano poco a che fare con l’assistenza sanitaria tradizionale, ma seguivano una logica militare, con conseguenze di vasta portata per la democrazia e le istituzioni civili. È proprio questo aspetto che ora si vuole a tutti i costi coprire, anche servendosi di un parafulmine come Fauci: il suo silenzio alla commissione fa parte non tanto della cattiva coscienza del potere, quanto piuttosto di una campagna di pubbliche relazioni attentamente orchestrata per distogliere l’attenzione dai veri colpevoli responsabili dei devastanti lockdown e della distribuzione di massa di “vaccini” del tutto inutili, ma che, anche stando ai datti ufficiali, lontani mille miglia dalla realtà, tra i più pericolosi farmaci mai prodotti. Insomma non siamo ancora lontani dalla presa di coscienza e lontani dalla messa in mora dei poteri reali che sono dietro questa terribile vicenda.
