Piccoli segnali di una crisi europea

«Chi di Ucraina ferisce, di Ucraina perisce»

Dalla Francia alla Polonia emergono episodi simbolici che alimentano tensioni politiche, storiche e culturali.

Il Simplicissimus

L’articolo raccoglie una serie di episodi apparentemente marginali che, letti nel loro insieme, vengono interpretati come segnali di un mutamento del clima politico europeo. Dalle polemiche legate alle celebrazioni del 14 luglio in Francia fino ai messaggi comparsi in Polonia sul conflitto ucraino, l’autore riflette sul progressivo logoramento delle narrazioni dominanti e sulle contraddizioni che attraversano l’Europa nel pieno della guerra in Ucraina. (N.R.)


Oggi mi dedico a una serie di piccole notizie, di piccoli allarmi, di sintomi apparentemente trascurabili, ma che preparano l’infarto per lo status quo. Il primo segnale di malessere prima riguarda la festa del 14 luglio, guastata dalla sconfitta con la Spagna ai Mondiali che costringerà Emmanuel e Brigitte a disfare le valigie già pronte per partecipare alla finale. Una circostanza che rende meno accettabile il fatto che alla tradizionale parata sugli Champs-Elysées, assieme ai drappelli militari di altre nazioni ha partecipato anche un reparto di nazisti ucraini con il loro passo dell’oca. Li potete vedere alla fine del video qui sotto:

Insomma mentre l’Ucraina affonda, Macron non ha trovato di meglio che far sfilare truppe naziste, alla presenza dell’ebreo errante Zelensky, ormai una macabra maschera che dovrebbe dare un volto umano alla disumanità delle oligarchie occidentali. D’altro canto il presidente era un funzionario della banca Rothschild e si sa che furono proprio i Rothschild a finanziare la campagna di Napoleone in Russia. Dunque la russofobia non è solo un dovere nazionale, ma anche un dovere aziendale per l’inquilino dell’Eliseo.

Al contrario di quanto accade in Francia, in Polonia è comparso il manifesto che vedete sotto:

Il testo dice: La Russia combatte per noi contro i banditi di Bandera, ovvero contro i nazisti. La cosa non deve stupire perché Bandera assurto al ruolo di mito fondativo del regime di Kiev fece migliaia di vittime tra i polacchi e nel momento in cui si avvicina la fine dell’avventura criminale di Zelensky & soci, la Polonia si appresta a rivendicazioni territoriali sulla parte nord occidentale dell’Ucraina. Ne vedremo delle belle durante l’infarto finale europeo.

Infine il mistero della morte improvvisa del senatore repubblicano Lindsey Graham, per anni uno dei maggiori guerrafondai americani, nonché principale collettore dei fondi della lobby sionista. Si è detto che è morto in casa, mentre è morto a Kiev. Ecco la sequenza dei fatti riportata da Larry Johnson:

Quali siano le circostanze e le cause reali della morte del senatore di guerra non è dato sapere, ma in ogni caso la legge del contrappasso ha funzionato benissimo: chi di Ucraina ferisce, di Ucraina perisce.

Redazione

 

 

 

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