Il ministro che scopre l’acqua calda e poi si rimette a portare i secchi.

Crosetto double face
Le verità finalmente ammesse e le contraddizioni subito rimosse.
di Marco Travaglio
Il pezzo mette in luce il paradosso del “Crosetto double face”: da un lato il ministro della Difesa che finalmente ammette l’ovvio — la guerra è persa, la resistenza ucraina può al massimo comprare tempo, la Russia non si logora, i costi umani ed economici sono insostenibili — dall’altro lo stesso ministro che, senza arrossire, ribadisce la necessità di continuare a svuotare arsenali e casse pubbliche per sostenere una missione che lui stesso definisce irrimediabilmente fallimentare. Travaglio smonta così il copione politico: 45 mesi di guerra, migliaia di morti, centinaia di miliardi evaporati e negoziati sabotati, mentre chi aveva previsto tutto veniva bollato come “filorusso”. Ora Crosetto riconosce la realtà, ma anziché trarne le conseguenze, rilancia con censure, task force e nuove forniture militari. Una doppia faccia che racconta perfettamente la schizofrenia della linea italiana: capire la verità e, allo stesso tempo, continuare a fare finta di niente. (Nota Redazionale)
Non so se avete letto attentamente quel che dice il ministro Crosetto nel rapporto presentato lunedì al Consiglio Supremo di Difesa: l’Italia e l’Ue devono continuare a prosciugare le proprie casse e i propri arsenali per Kiev come se non ci fosse un domani, ma si sa che è tutto inutile, anzi ogni giorno che passa è un vantaggio per la Russia e un danno per l’Ucraina.
Dopo 45 mesi di guerra, centinaia di migliaia di morti, 300 miliardi buttati e vari negoziati sabotati da Nato&C., Crosetto scopre che la “resistenza si traduce principalmente in una capacità di ‘guadagnare tempo’, senza riuscire verosimilmente a generare le condizioni per riconquistare i territori occupati o invertire in modo significativo l’andamento del conflitto”.
Non solo: “Mentre ogni ferito, caduto, giorno di combattimento conta e pesa tanto per l’Ucraina quanto per le opinioni pubbliche dei Paesi che la sostengono, la leadership russa sembra dare scarso peso al fattore tempo e al costo umano”. Ma va? Alla buon’ora: se avesse dato retta a Orsini, Mini, Basile, Spinelli, Caracciolo, Gaiani, Cacciari e pochi altri, l’avrebbe scoperto 45 mesi fa, risparmiando miliardi (nostri) e vite (ucraine).
Ma, anziché scusarsi per aver sbagliato tutto e aver dato del putiniano a chi le azzeccava tutte, Crosetto contraddice platealmente la premessa: bisogna “continuare ad aiutare Kiev” e censurare vieppiù con apposita task force le “fake news ibride” (cioè le notizie vere).
Oggi l’unico “aiuto” sarebbe costringere Kiev a negoziare, rinunciando ai territori perduti e proteggendo con garanzie quelli rimasti. Cioè smetterla di finanziare la guerra e disintossicare Zelensky&C. dalle droghe della propaganda.

Già, perché questi pazzi criminali danno per scontati altri 24 mesi di guerra. E meno male che a fregarsene dei “costi umani” è Putin: i nuovi morti inutili dei prossimi due anni chi li avrà sulla coscienza?
E se di qui al 2027 uno dei tanti trucchetti ucraino-polacco-baltici per trascinare la Nato direttamente in guerra con attacchi sotto falsa bandiera (false flag) tipo la bomba ai gasdotti affibbiata a Mosca, i missili ucraini in Polonia spacciati per russi, il falso attentato all’aereo della Von der Leyen, i droni riassemblati con scotch e fil di ferro e spediti in Polonia, la casa abbattuta da un missile polacco gabellato per un drone russo, andasse a segno? In questo horror senza fine, l’unica buona notizia è che Usa e Russia trattano in segreto per chiudere la guerra.
A questo ci hanno ridotti i nostri sgovernanti: al “meno male che Trump c’è”.

Fonte: Il Fatto Quotidiano