Le due Italie sempre più distanti

CURARSI BENE E VELOCEMENTE IN ITALIA, UN LUSSO PER POCHI


Le due Italie sempre più distanti. Lo ammettono anche i quotidiani degli oligarchi nazionali, ma solo a proposito del problema sanitario. Un problema non da poco se – assicura il Corriere – nel 2023, il 42% di pazienti con redditi più bassi, fino a 15 mila euro, è stato costretto a procrastinare o a rinunciare alle cure sanitarie perché nell’impossibilità di accedere al Ssn e non potendo sostenere i costi della sanità a pagamento. Il 36,9% degli italiani ha invece rinunciato ad altre spese per sostenere quelle sanitarie: è il 50,4% tra i redditi bassi e il 22,6% tra quelli alti.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Dunque il diritto alla vita, alla stessa sopravvivenza, viene messo in discussione. E, per una volta, non è neppure colpa del governo asservito ad interessi che non sono quelli del popolo italiano. Perché i soldi per la sanità sono stati investiti. Troppo spesso, però, sono investiti male. Al limite della legalità. Mancano i controlli sugli sprechi, mancano gli interventi per metter fine ad abusi anche nella composizione dell’organico.

Ma se l’Italia è divisa per ceto, è divisa anche geograficamente in ambito sanitario. Più di un cittadino su 5 esprime un giudizio negativo sul servizio sanitario, l’insufficienza è tuttavia riportata solo dal 9,4% dei residenti nel Nord-Est contro addirittura il 35,2% degli utenti che vivono nelle aree del Mezzogiorno. È qualche risposta i presidenti delle Regioni dovrebbero darla, invece di continuare a piagnucolare per nascondere le proprie responsabilità.

 

 

 

 

 

 

 

Ovviamente, visto che si tratta del principale quotidiano degli oligarchi, il Corriere deve giustificare i bassi salari del personale sanitario italiano in confronto a Francia e Germania. Perché la differenza è evidente, ma il Corriere – con il contributo dell’immancabile professore universitario – spiega che il Pil italiano è molto più basso di quello francese e tedesco. Vero, ma è difficile far crescere il Pil puntando su salari da fame. L’Italia si vanta di aver raggiunto livelli record di occupati mentre il Pil non cresceva in proporzione. A dimostrazione di aver puntato sul lavoro povero. Quello che non solo non fa crescere il Pil ma non garantisce neppure la qualità.

Agli oligarchi va bene così. Agli italiani che non possono curarsi, o che devono affrontare liste di attesa di mesi e anni, molto meno.

Ala.de.granha
Enrico Toselli

 

 

 

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