Sorveglianza, propaganda, biometrica, scomparsa del contante: il controllo delle masse è già realtà. E chi dissente paga. Letteralmente

DAL COVID AL DENARO DIGITALE: IL MONDO ORWELLIANO
È IL PRESENTE -QUARTA PARTE-
La distopia di 1984 non è solo una metafora: è il modello operativo dei governi di oggi
Redazione Inchiostronero
Non serve più immaginare il futuro distopico di Orwell: ci siamo già dentro. Dal Covid in poi, il sistema di potere globale ha trovato il modo di testare la capacità di obbedienza delle masse. Lockdown, coprifuoco, Green Pass: strumenti di controllo che la politica – di qualunque schieramento – ha adottato senza remore, spesso con la complicità di media e intellettuali. Oggi, la stessa logica prosegue con la guerra, la sorveglianza digitale, la biometrica, la fine del contante. Le carte di credito diventano il lasciapassare per la vita quotidiana: chi non rispetta le regole rischia di essere escluso, bloccato, sospeso. Un controllo capillare, subdolo, che si nasconde dietro la parola “sicurezza”. Ma chi decide cosa sia sicuro? Chi stabilisce il prezzo della libertà? Rileggere 1984 oggi significa accorgersi che siamo immersi fino al collo in quella stessa mentalità totalitaria, dove la coercizione è mascherata da progresso e la censura si veste da tutela collettiva.
Parte 4: Deep State, Agenda 2030 e la guerra invisibile
Dietro il teatrino dei leader, si muovono i veri burattinai del potere globale: controllo economico, culturale e tecnologico verso un nuovo ordine mondiale
Dietro la scena ufficiale della geopolitica globale si muove un potere più oscuro e pervasivo: il Deep State e la sua Agenda 2030. Non è solo una questione di governi, ma di sistemi che ridefiniscono il nostro futuro, tra bio-sorveglianza, transizione digitale e controllo economico. In questa ultima parte sveliamo cosa si cela dietro il teatro dei leader.
Cappello introduttivo alla serie:
Viviamo tempi confusi, ma la Storia ha già visto tutto questo. La propaganda, il controllo sociale, le guerre, l’odio pilotato verso un nemico designato: nulla di nuovo sotto il sole. Chi ha letto 1984 di Orwell riconosce i segnali. Chi conosce la storia del Novecento, sa che ogni sanzione, ogni umiliazione imposta a un paese, porta inevitabilmente al disastro.
Questo lungo viaggio in più puntate non è solo un’analisi del presente, ma un invito a collegare i punti tra passato e futuro. Dalla pandemia al riarmo, dalla demonizzazione della Russia al Deep State che orchestra nell’ombra, ecco la mappa per orientarsi nel caos di oggi.
La Storia non perdona chi sceglie di non vedere.
Ecco perché leggere, capire, ricordare — oggi — è un atto di resistenza.

Il Deep State: la rete invisibile che orienta il mondo
Il Deep State non è una cupola occulta da romanzo, ma una rete concreta di poteri trasversali che opera al di sopra e al di là dei governi ufficiali. Include:
- Complesso militare-industriale: aziende belliche, contractor privati, lobby che prosperano alimentando conflitti e instabilità. Il loro interesse è che esistano sempre nemici da combattere, reali o creati ad arte.
- Grandi gruppi finanziari: fondi d’investimento come BlackRock, Vanguard, JPMorgan che controllano simultaneamente le leve della finanza globale e partecipano alle scelte politiche tramite influenze e finanziamenti.
- Big Tech e sorveglianza digitale: Google, Meta, Microsoft e le altre corporation tecnologiche non sono solo aziende: sono strumenti di controllo sociale, di raccolta dati, di profilazione di massa.
- Think tank e istituzioni sovranazionali: come il World Economic Forum di Davos, la Trilateral Commission, il Council on Foreign Relations. Veri laboratori di indirizzo politico-economico che dettano linee guida agli stati.
Questo reticolo influenza le agende dei governi, pilotando le scelte economiche, militari e sociali con una visione di lungo periodo, impermeabile ai cambi di leadership politica.
Agenda 2030: il volto sostenibile del controllo globale
Ufficialmente, l’Agenda 2030 è un programma dell’ONU per la sostenibilità, il benessere globale, la parità. Ma dietro questi obiettivi nobili si celano:
- La digitalizzazione forzata: l’obiettivo di una società cashless, senza contanti, dove ogni transazione è tracciabile e quindi controllabile.
- La bio-sorveglianza: sistemi biometrici, pass sanitari permanenti, riconoscimento facciale. Tutto sotto la narrativa della sicurezza e della salute pubblica.
- La trasformazione del lavoro: sostituzione di milioni di posti umani con automazione e intelligenza artificiale, ridefinendo il ruolo dell’uomo nella società in senso più controllato e subordinato.
- La transizione green come leva di potere: la questione ambientale è sacrosanta, ma viene utilizzata per giustificare restrizioni, nuove tasse, limitazioni della mobilità e delle abitudini di consumo sotto la bandiera della sostenibilità.
Il filo rosso tra Deep State e Agenda 2030 è il controllo totale: economico, biologico, psicologico. L’uomo come risorsa gestibile, tracciabile, prevedibile.
Il rischio storico che non vediamo
Negli anni ’30 il Deep State era composto da élite finanziarie e industriali che usarono Hitler per i propri scopi, pensando di poterlo controllare. Oggi, il Deep State globale non ha bisogno di una figura come Hitler, perché il sistema stesso è diventato il nuovo totalitarismo diffuso e invisibile.
Mentre la popolazione pensa a Trump o Putin come ai protagonisti del futuro, chi realmente plasma il mondo è già un passo avanti: progetta un sistema dove nessun leader sarà mai abbastanza potente da cambiare davvero le cose, perché il potere sarà distribuito tra algoritmi, sistemi di sorveglianza e governi sempre più debitori verso i grandi poteri finanziari.
Chi non vede questo scenario è destinato a fare la stessa fine delle masse degli anni ’30: svegliarsi quando il processo sarà irreversibile.
La storia non si ripete mai uguale, ma spesso rima. Oggi come allora, i popoli osservano distratti, mentre i veri giochi di potere si consumano lontano dai riflettori. E quando la verità emergerà, sarà troppo tardi per invertire la rotta. Perché la Storia non perdona mai chi sceglie di non vedere.
E poi c’è lui, Giulietto Chiesa, il profeta ignorato dell’informazione globale. Giornalista, intellettuale, politico. Voce libera, inascoltata, temuta proprio per la sua lucidità nel denunciare il vero volto del potere.
“Siamo dentro una bolla mediatica che produce una realtà che non esiste. La gente crede di sapere, ma in realtà sa solo quello che vuole il potere.”
Chiesa denunciava il pensiero unico, la manipolazione costante, la costruzione di un mondo a senso unico in cui l’Occidente è il salvatore e chiunque lo contraddica è il nemico.
Aveva capito che l’Occidente non può accettare un mondo multipolare. E quindi:
“L’Occidente demonizza, attacca, isola chi non si piega.”
Non era solo un’analisi geopolitica, ma una profonda riflessione culturale. Perché il dominio non è solo economico o militare: è narrativo. Chi controlla il racconto, controlla la realtà.
La fine del contante? L’aveva previsto con una chiarezza impressionante:
“Quando tutto sarà digitale, basterà dire la cosa sbagliata perché ti venga chiuso il conto.”
Non è fantascienza, è cronaca. Lo abbiamo visto accadere in Canada, con i conti congelati ai manifestanti. Lo si vede nella gestione dei social network, dove account vengono oscurati o eliminati senza processo né diritto di replica.
Chiesa, come Orwell, sapeva che il futuro non sarebbe stato fatto di catene visibili, ma di catene mentali e tecnologiche. Sapeva che il controllo non avrebbe avuto bisogno di manganelli, ma di algoritmi.
“I grandi media sono diventati fabbriche di consenso. Non informano più, orientano. Preparano il terreno alle guerre, alle emergenze, al controllo.”
Queste parole suonano oggi come un testamento politico, una mappa per chi vuole ancora cercare la verità sotto la coltre del pensiero dominante.

TRE FRASI DI GIULIETTO CHIESA CHE RESTANO NELLA STORIA
“L’informazione è l’arma più potente mai costruita: perché chi controlla l’informazione controlla le menti.”
“Se non ci ribelliamo al pensiero unico, ci sveglieremo in un mondo di guerra permanente senza nemmeno sapere perché.”
“Il futuro sarà multipolare o non sarà: perché un mondo dominato da uno solo porterà inevitabilmente alla catastrofe.”
RIFLESSIONE FINALE: PACE O GUERRA, A NOI LA SCELTA
Oggi siamo a un bivio storico. Davanti a noi ci sono due strade ben tracciate: una porta alla pace, alla cooperazione, a un mondo multipolare dove i popoli possano dialogare senza il peso di un unico impero culturale e militare che detta legge. L’altra porta alla guerra perenne, all’odio sistematico, al controllo totalitario mascherato da progresso.
La pace non è solo un auspicio o una dichiarazione di intenti. È un atto concreto, una scelta di civiltà. Ma esige lucidità, coraggio, spirito critico. Significa rifiutare la narrazione imposta, opporsi alla propaganda, chiedere trasparenza. Significa saper dire di no quando il potere ci impone di odiare qualcuno che non conosciamo, per motivi che non capiamo.
La guerra, invece, è la scelta comoda per chi governa: unisce le masse sotto la bandiera della paura, giustifica ogni restrizione, ogni censura, ogni privazione. È la strada del pensiero unico, della conformità, della rinuncia.
La domanda che ci attende non è soltanto: «Cosa accadrà?».
La vera domanda è: cosa vogliamo scegliere?
✊ SCEGLI DA CHE PARTE STARE
Non limitarti a osservare. Non aspettare che qualcuno decida per te.
👉 Informati davvero.
👉 Pensa con la tua testa.
👉 Non accettare la guerra come destino.
👉 Rivendica il diritto al dubbio.
Il futuro non è scritto.
Ma una cosa è certa: resistere al pensiero unico è già un atto di pace.
“Quando la verità diventa un crimine, allora dire la verità diventa un atto rivoluzionario.”
— George Orwell
“Se non decidi tu il tuo futuro, qualcun altro lo farà per te.”
— Noam Chomsky
Approfondimenti del Blog

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📚 BIBLIOGRAFIA
- George Orwell, 1984, Mondadori, 2021.
- Giulietto Chiesa, La guerra infinita, Guerini e Associati, 2003.
- Giulietto Chiesa, Barack Obush, Piemme, 2009.
- Noam Chomsky, Media e Potere, Tropea, 1997.
- Pier Paolo Pasolini, Scritti corsari, Garzanti, 1975.
- Aldous Huxley, Il mondo nuovo, Mondadori, 2017.
- Naomi Klein, Shock Economy, BUR Rizzoli, 2008.
- Shoshana Zuboff, Il capitalismo della sorveglianza, Luiss University Press, 2019.
- Byung-Chul Han, Psicopolitica, Nottetempo, 2016.
- Yuval Noah Harari, Homo Deus, Bompiani, 2017.
