Dall’epopea spaziale alla crisi: l’inarrestabile caduta dei giganti.

DALLE GUERRE STELLARI ALLA POLVERE

L’inarrestabile declino delle ambizioni spaziali e guerrafondaie: da sogno epico a realtà dimenticata


Mentre In Ucraina l’ecatombe continua, il nuovo Segretario di Stato americano, Rubio, ha di fatto annunciato la sconfitta, almeno a chi sa interpretare le parole. Partendo da una critica all’amministrazione Biden ha finito per coinvolgere tutto l’ambiente governativo americano: Siamo stati disonesti, abbiamo fatto credere che l’Ucraina sarebbe stata in grado non solo di sconfiggere la Russia, ma di distruggerla e di riportarla a come appariva il mondo nel 2014″. Già come appariva ad occhi non troppo attenti, anzi in gran parte fuori dalla realtà. La debolezza della Russia era più che una convinzione, era un articolo di fede che permeava Washington nel suo complesso, comprese quelle persone nella Cia e nel Pentagono che hanno trascorso 7 anni a preparare la guerra per “sconfiggere” la Russia e che hanno invece pianificato la catastrofe. L’obiettivo politico della guerra della Nato contro la Russia, attraverso l’Ucraina, era semplice quanto delirante: infliggere una sconfitta militare che, insieme alle sanzioni infernali, avrebbe creato le condizioni per una caduta di Putin e la disgregazione del Paese in mano a quinte colonne di tipo eltsiniano per cui gli Stati Uniti e i suoi sciacalli europei avrebbero potuto mettere le mani sulle risorse russe Dopo di che l’Occidente avrebbe schiacciato la Cina e ottenuto il pieno controllo globale.

Fin dai primi mesi dell’operazione speciale si è visto che tutta questa strategia era illusoria e dopo la catastrofe della mitica controffensiva ucraina, tutta la narrazione è proseguita a suon di menzogne quotidiane, anche le più sfacciate. Oggi però le infinite bugie sbiadiscono come dilavate dalla pioggia e ultimamente perfino la balla delle truppe coreane in appoggio dei russi, una campagna di disinformazione, preparata dalla Rand Corporation, si è arenata sulla totale mancanza di qualsiasi prova come la stessa Cia ammette a mezza bocca.

Tutto ciò porta alla luce il “modo americano di fare la guerra”, che in sostanza si traduce in trucchi operativi contro avversari palesemente deboli e inferiori che è divenuta impotente contro un apparato militare forte. Ma insomma dire che non si sono raggiunti gli obiettivi che ci si proponeva è la più accurata definizione della sconfitta. Stranamente con l’avvento di Trump “rombo di tuono” sembra affacciarsi una presa di realtà. Basti pensare a un articolo del Washington Post, messo in grande rilievo, sulle famose “guerre stellari” di Reagan che avevano l’obiettivo di rendere impotenti e obsolete il dispositivo nucleare sovietico attraverso futuristiche armi laser. Seicento miliardi di dollari dopo nessuno dei sistemi ideati ha funzionato e il risultato concreto sono stati i Patriot e i Thaad che successivamente hanno mostrato i loro limiti. Persino uno studio dell’Atlantic Council, che solitamente è il produttore di sogni bagnati ad uso e consumo del Paese eccezionale, riconosce le criticità di una efficace difesa interna che oggi può far fronte al massimo ad attacchi di piccole potenze nucleari come la Corea del Nord, ma non a quelli massicci di Russia e Cina.

Non c’è ancora un cambiamento di paradigma, né l’ammissione che gli Usa hanno perso la corsa agli armamenti in tre aree critiche: difesa antimissile, nemmeno paragonabile a quella russa, armi ipersoniche tattiche e strategiche che gli Stati Uniti non hanno, costellazione satellitare in grado di sopravvivere in caso di vera guerra. Tuttavia, Il fatto che proprio adesso iniziano ad apparire articoli critici sulla situazione della difesa americana, fa pensare che essi siano funzionali a introdurre man mano la consapevolezza che non sia possibile arrivare a uno scontro diretto con Mosca in queste condizioni, per cui bisognerà concedere qualcosa e forse più di qualcosa alla Russia. Insomma, ho l’idea che si stia preparando il terreno per far ingoiare il rospo: il fatto che il Segretario di Stato parli di bugie.

Redazione

 

 

 

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