«…Sono loro le farfalle che riempiranno di colore il cielo del nostro futuro…»

(Anton Vanligt)

 

Come aiutare gli adolescenti ai tempi del Covid- 19 

 

E gli adolescenti? che ne è di loro in questi giorni di vita ingiallita?

Li vediamo colorare la vita, nelle mani acquerelli con i quali ritingono il pallore di lancette appiattite. Sono questi i giovani di oggi, circoscritti ma non limitati nei loro confini. Ci narrano di nuovi mondi possibili con i quali ripercorrono le vie remote dei loro borghi nativi. Immersi nelle loro finestre virtuali riafferrano desideri e affetti sopiti percorrendo sentieri inediti altrimenti impercorribili. Continuano a sognare paesaggi e stelle polari oggi, più che mai, distanti e irraggiungibili volando attraverso codici e linguaggi genetici già da tempo in loro incarniti.

Dunque loro, più preparati fra tutti in questi giorni, a mostrarci come risfumare vita anche quando “signorotto corona” sembra aver spadroneggiato pallore sulle nostre tinte ingiallite. Certo delle volte opponenti e birichini li abbiamo visti forviare decreti e confini spinti com’erano dal desiderio aprire le ali e riannusare profumo di vita. Dagli Aperitivi irresponsabili agli assembramenti leggeri e spensierati dei primi giorni quando sembravano potersi finalmente riappropriare di libertà auspicata risuonata dal tocco di manette scolastiche dischiuse.

Perdoniamone le leggerezze di quei primi giorni, anche a noi adulti è sfuggita la consistenza reale del pericolo che stavamo attraversando. Apprezziamone invece il coraggio, la leggerezza e la speranza con la quale stanno abilmente oltrepassando scogli ed ostacoli di adulti e piccini. Abbiamo sempre tanto da apprendere dai nostri giovani, in essi è racchiusa la speranza del nostro futuro. Di tanto in tanto occorre scavalcare le nostre mura burocrate e responsive e accostarci silenziosi alle loro anime ammirandone fioritura. Potremmo intravedere in loro i nostri desideri sopiti e riagganciarci ai nostri sogni e slanci appesantiti.

Proprio quei sogni che ora custoditi in cassetti impolverati usavamo da giovani per ripulire cieli ingrigiti e prati rinsecchiti. Riconnettiamoci a quell’energia ottusa che sprigionavamo anche quando inciampavamo irresponsabili su sassolini impertinenti ma sinceri. All’epoca non lo sapevamo, quei sassolini gli avremmo ritrovati deposti in fila indiana su sentieri più fastidiosi e scoscesi. Accostiamoci alla freschezza e alla vitalità dei giovani per ricordarci come anche noi stessi avevamo imparato a sollevarci da quei sassolini lentamente, marachella dopo marachella delle volte anche irresponsabilmente. Con dolcezza e rimembranza speranzosa avremmo meglio a mente che dopo ogni caduta esiste una nuova rinascita se solo riappicchiamo quell’antico fuoco arso. Se solo riabbracciamo quel remoto bisogno di ardere vita che tutti noi ancora in realtà possediamo seppur in modo sbiadito e velato.

Sono dunque loro, sì, gli adolescenti proprio loro, quelle meravigliose creature che testarde, impertinenti, oppositive e sfidanti, delle volte insopportabili ci rammentano come spiegare nuovamente le ali e ricominciare a volare.

Loro quelle farfalle leggiadre che riempiranno di colore i cieli del nostro futuro anche in giornate straordinarie come queste…

impariamo dagli adolescenti a tramutare aggressività in energia oppositiva e volitiva… l’adolescente riesce a rialzarsi proprio perché ha forza nella sua linfa vitale giovanile:il suo eccesso di speranza!

 

Riconnettersi ai nostri sogni antichi può inoltre aiutarci ad ascoltare gli adolescenti e a capirli.

Nonostante abilità e consuetudini virtuali ne hanno ammortizzato gli effetti, non possiamo escludere il peso che la prigione di questi giorni può esercitare sulle loro fioriture. Questo voler scappare dalla prigione rientra in qualcosa che per loro è vitale.

 

«Anche tu Giacomo, decidesti che l’unico modo di vivere integralmente la tua vita e mettere alla prova il tuo fuoco era ribellarti ai limiti che ti imponevano la famiglia e il paesello in cui eri nato e fuggire”» (Alessandro D’Avenia, l’arte di essere fragili. Come Leopardi può salvarti la vita)

L’opposizione, l’uscire dal controllo genitoriale, il valicare i limiti e confini proibiti ha a che fare con il bisogno di scoprire la propria dimensione peculiare al di fuori delle mura domestiche da cui si sentono inevitabilmente rapiti. Sarebbe un rischio per loro non sognare la fuga e smettere di opporsi. Ne rivelerebbe un pericoloso affossamento, una scivolata nell’inerzia che non porta a costruzione e accrescimento.

Quando infatti un ragazzo si affaccia al mondo per scoprire la sua vetta e direzione si sente chiamato a sperimentare la sua originalità, ad annaffiare il suo seme e a rifiorire in un contesto diverso da quello ristretto in cui è cresciuto desiderandone fortemente fuga e opposizione.

Che ne è oggi del loro slancio d’infinito? Emozioni e possibilità ai tempi del covid-19.

Ma ora, che li vediamo imprigionati nelle loro mura intenti a sognare l’infinito oltre la siepe delle loro finestre virtuali, quali emozioni potrebbero insorgere e quali contrastare con il loro desiderio di rapimento e di vita? Una delle emozioni che potrebbero sollecitare maggiore turbolenza potrebbe per esempio essere la noia. In questa realtà sembra di avere tanto tempo a disposizione ma non sempre i ragazzi sono abili nel destreggiare e scandire funzionalmente le ore indefinite. Potremmo fare un distinguo fra due forme di noia che potrebbero annidarsi nelle emozioni dei nostri ragazzi. La prima è una noia più superficiale legata al “non sapere concretamente cosa fare”, l’altra più sotterranea e insidiosa potrebbe invece essere legata alla dispersione del proprio seme. Ad uno stato cioè di assenza di emozioni vitali che si tramuta nell’angoscia di chi sa di non star vivendo abbastanza, di chi ancora non sa cosa essere e quale percorso intraprendere per dare pieno corso alla propria essenza e alla propria vocazione. Una sensazione di ristrettezza che non annaffia seme e non produce frutto. Un amore per la vita congelato per paura di vivere e di soffrire.

Come indirizzarli verso il proprio seme?

È importante innanzitutto che i genitori non siano ossessionati dalla ricerca per i loro figli di un tempo rigidamente scandito da lancette produttive. Guidarli verso stimoli e passioni non necessariamente coincide con la negazione di un sano “otium latino”, ovvero con la negazione di quella forma di tempo che Orazio nell’antica Roma avrebbe riservato alla cura della propria saggezza interiore attraverso la scoperta e la coltura delle proprie virtù.

Il primo passo per custodire un sogno è dato dal mettersi alla prova, dall’imparare l’arte di coltivare e di creare. Crescere è un lungo percorso che implica innanzitutto un atto creativo e ideativo, come quello sottostante alla creazione dell’artista.

Cos’è infatti un’opera d’arte, se non l’emblema della creatività e dell’espressione autentica della propria essenza, forgiata e animata attraverso l’ideazione di sculture marmoree imponenti o mediante pennellate espressionistiche più fluide ed evanescenti?

Proprio come l’artista nell’atto di creare la sua opera d’arte, l’adolescente tinge le proprie tele identitarie mediante approcci creativi ed inventivi all’esistenza. Immaginazione, fantasie e pensieri, come motori di speranze e spinte propulsive verso nuovi modi di pensarsi e rinvenire, aiutano l’adolescente ad immaginarsi come diverso e innovativo rispetto alle proprie radici infantili, conservando al contempo ciò che di buono proviene dalla propria storia e dalla propria terra madre.

«La creatività consiste nel mantenere nel corso della vita qualcosa che appartiene all’esperienza infantile: la capacità di creare e ricreare il mondo. È l’onnipotenza del pensiero propria dell’età infantile» (D. W. Winnicott, 1971).

Per facilitare l’emergere di tale atto creativo ai genitori non è richiesto il giudizio, l’imposizione l’oppressione, la scansione rigida di attività ed orari, ma posare il loro sguardo vigile, attento e fiducioso sul libero fiorire dei loro talenti.

I ragazzi hanno dunque bisogno di un, qualcuno, che come luce sappia vedere, illuminare e incoraggiare la fioritura dei loro giardini.

Come la cultura dell’otium, anche la gestione dei tempi rientra nella cura dei bisogni dei ragazzi. Imparare cioè a regolare il tempo prezioso da dedicare allo svago e alle relazioni sociali cosi come quello da destinare ai loro fastidiosi e opprimenti impegni. Ciò potrà tornargli utile per divenire un giorno adulti più maturi e responsabili. Adulti capaci cioè di perseguire passione consapevoli coniugandole ad incombenze meno gradevoli e spensierate.

Ma come coltivare passioni quando tutto il mondo resiste e la corrente virale soffia in direzione contraria costringendoli a stazionare in spazi ridotti in casa? Anche in questo caso il ricorso della tecnologia è per loro un grande ausilio. Tramite essa i ragazzi riescono a coltivare in modi differenti la loro creatività cimentandosi per esempio in produzioni audio o visive cosi come in tante altre attività rese possibili proprio grazie al ricorso di tali ausili. Ma anche quando non è la tecnologia ad alimentare sogni e speranze, gli adolescenti possono coltivare passioni alternative anche in casa che conferiscono ugualmente una maggiore sensazione di crescita e autonomia come per esempio sperimentarsi in cucina, fare la spesa, provvedere alle faccende domestiche o prendersi cura dei propri fratellini riscoprendo tacite risorse formative ed educative o semplicemente stimolandoli alla cooperazione e alla solidarietà.

Al di là delle differenti tipologie, specifiche e diversificate per ciascuno, la ricerca e la costruzione di un peculiare stile e di una peculiare passione è un inchiesta indispensabile che gli adolescenti devono continuare ad approfondire anche in questi giorni per sostenere e alimentare il proprio senso di auto efficacia Esso può aiutarli a cimentarsi in futuro nelle varie faccende ed esperienze della vita con minor timore e incertezza anche e soprattutto innanzi a quelle che più sollecitano fragilità ed insicurezze. La costruzione di un buon senso di auto efficacia contribuisce infatti ad arginare un sottile ma pericolosissimo nemico sotterraneo che si fortifica proprio durante adolescenza e che può trasformarsi in un ulteriore mostro mortifero e parassitario in età adulta, ovvero il senso di inferiorità e di inadeguatezza. L’inadeguatezza rientra in quel bagaglio emozionale adolescenziale che va conosciuto, esplorato e accettato con le giuste cautele e moderazioni per far in modo che esso si tramuti in qualcos’altro di più prezioso e vitale. Avere coraggio di essere imperfetti, sorridere alle proprie imperfezioni è per esempio un antidoto molto importante per accrescere competenze, riscoprire risorse e vivere con più docilità le proprie imperfezioni tramutandole in nuove possibilità ed occasioni. 

Solo l’amore per quelle piccole sbavature ci perdona di essere come siamo. Impareremo a raccontare ai nostri occhi vigili e severi, posando carezze più docili su angoli smussati e imperfezioni, non più quanto siamo piccoli e fragili ma quanto siamo belli nella nostra indifesa nudità, rivestita con occhi più amorevoli dai nostri stessi panni.

Cari adolescenti, sarà proprio quell’occhio amorevole ad aiutarvi ad indossare i vostri corpi presentandovelo come il più bello fra gli abiti che nelle vostre vite indosserete. Quello sguardo ad indurvi a superarvi in bellezza e altezza rammendandovi che efficienza e perfezione nascono in realtà proprio dal riconoscimento di quei vostri stessi LIMITI e di quelle vostre stesse imperfezioni. Sempre!

Dott.ssa Silvia Avella

 

la fioritura degli adolescenti si annaffia con cultura al fallimento!

 

 

 

 Fonte Dott.ssa Silvia Avella – Psicologa

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Un commento

  1. Francesca Rita Rombolà

    14 Maggio 2020 a 15:42

    Grazie, Dottoressa Silvia Avella, per questo bell’articolo, e grazie anche per essersi ricordata, forse unica e sola voce, degli adolescenti in questi tempi incerti di timore, di paura, di caos e di indifferenza. Grazie.

    rispondere

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