I capitalisti quotati in borsa si rallegrano

L’allegoria della primavera di Pieter Brueghel il giovane.

È ORA DI FERMARLI, È ORA DI FERMARCI


I capitalisti quotati in borsa si rallegrano. La loro allegria si può vedere dalle quotazioni. La crisi economica è all’orizzonte ma, per il momento, sono riusciti a rimandarla. Come? Come sempre, attraverso morte e distruzione.

Le guerre sono, per esempio, un affare senza confronti. Vendere armi oggi, al tempo dei droni bombardieri, dei missili ipersonici, delle bombe intelligenti e dei missili a guida radar, dei missili a infrarossi, dei droni spia, dei carri armati che corrono a novanta all’ora, e insomma di tutti i più moderni e progrediti ritrovati dell’intelligenza e abilità umane, permette di realizzare quotidiani profitti milionari. Se poi le guerre durano mesi o anni, un’inondazione di profitti, uno tsunami di profitti si rovescia nei forzieri sfondati dei globalcapitalisti, in diretta proporzione con lo tsunami di sofferenza, che però può essere nascosta facilmente, grazie ai mediaservi e ai politicivermi.

Mi scusino i lettori sensibili, se offendo i vermi; mi riferisco, evidentemente, a quei vermi che si nutrono di cadaveri, ma è vero che il paragone è offensivo, poiché i suddetti vermi compiono l’opera utile di trasformare il cadavere putrescente in terra fertile, e non sono in alcun modo responsabili della sua morte. Mentre gli attuali politici del progredito Occidente hanno contribuito attivamente alla morte morale, culturale, politica, legislativa, ambientale, economica di interi paesi, compresi i loro stessi paesi.

Dunque, lasciamo stare gli alacri e utili vermi e chiamiamoli politicisicari.

Tornando all’economia del mondo in cui viviamo, un esempio recente: qualche giorno fa l’ONU ci diceva che l’esercito israeliano al servizio del nazigoverno genocida israeliano sta sganciando su Gaza bombe ogni dieci minuti. Ora, quelle bombe costano cifre non indifferenti (ai primi di novembre si calcolava che Israele avesse già speso 2 miliardi per massacrare i palestinesi). Le aziende che producono bombe, missili, proiettili staranno chiedendo ai propri dipendenti di fare gli straordinari. I tecnici che le hanno progettate, le bombe, avranno avuto un aumento di stipendio, forse. Forse gli operai avranno una gratifica. Chissà che programmi fanno i lavoratori-bombaroli? Comprarsi l’auto nuova? Andare in crociera ai Caraibi? Le loro bombe hanno sterminato più di settemila bambini, MA LORO NON LO SANNO. Come potrebbero continuare a fabbricarle e a guadagnare, se lo sapessero? Per questo è indispensabile che decidano di non saperlo.

Dunque, le guerre fanno salire le borse, creano ricchezza diffusa nel sistema in cui viviamo, la quale genera altra ricchezza. Qualcuno direbbe che è il prezzo da pagare. Gli amanti di questo sistema di guerra e dominio, chiamato “progresso” e oggi incarnato dal globalcapitalismo, dicono sempre così. Lo dicono per gli scempi ambientali, per lo sfruttamento dell’uomo sull’uomo, per le centrali nucleari e le grandi dighe, per le deportazioni di interi popoli dalle valli inondate dalle grandi dighe, per l’escavazione dei fondali oceanici e la distruzione delle foreste del Borneo a causa delle merendine all’olio di palma, per i pesticidi e gli allevamenti intensivi, per le operaie del Bangladesh pagate dieci dollari al mese. Lo dicono finché non muoiono, magari di “progresso”.

Due altri affari senza precedenti sono quelli dell’energia sporca e privatizzata, detta “green”, e della cibernetica internettista, che i politicisicari stanno finanziando con tutte le loro forze distruttive, svuotando le casse dello Stato e riempiendo quelle delle multinazionali e degli amici delle multiutility.

I componenti RE per costruire un’auto elettrica.

Avete notato come la diminuzione dei dipendenti comunali, dei servizi comunali e pubblici in generale vada di pari passo con l’aumento delle colonnine per le ricariche di auto elettriche, bici elettrice, monopattini elettrici, con l’apparizione di migliaia di videocamere di sorveglianza e, qua e là, di ancora non numerose (che disdetta, c’è un ritardo!) antenne per il 5G?

Mentre tutto ciò che era pubblico, dalle mense scolastiche alla nettezza urbana, viene consegnato in mano ad aziende private, gratuitamente e anche con qualche aiuto finanziario, tutto ciò che serve a sviluppare il privatizzato mercato dell’energia e il privatissimo mercato della colonizzazione della vita umana da parte della cibernetica-digitale viene pagato con i nostri soldi, riempiendo le stive dei capitalisti e svuotando le casse dello Stato. Morte e distruzione?

Sacrificare l’Appennino per megaimpianti eolici?

Morte e distruzione in quantità incalcolabile. Morte e distruzione la finta energia verde, che disfa i crinali degli Appennini e le vallate per impianti di pale eoliche alti come grattacieli di 60 piani, che sventra interi paesi del terzo mondo per estrarne i metalli che servono alla falsa energia verde. Morte e distruzione di milioni di ettari di foreste, di miliardi di creature vegetali e animali, le centrali a biomasse legnose, che, benché ufficialmente e dichiaratamente producano per unità di energia elettrica più anidride carbonica del petrolio, vengono sovvenzionate dell’Unione Europea con 17 miliardi l’anno. Morte e distruzione il recupero dei metalli di computer e cellulari usati, che avviene nei paesi poveri e che ammala, inquina, uccide adulti e bambini, fiumi e falde. Distruzione dell’intelligenza e dell’animo umano, oltre che tumori “ufficiali” dell’orecchio e del cervello, l’uso di tali aggeggi, che si vuole incrementare con il metaverso, le scuole digitalizzate, il 5G. Morte e distruzione l’aumento delle onde elettromagnetiche e le centinaia di migliaia di satelliti necessari per il sistema 5G, considerando tra l’altro che per ogni lancio di satellite si bruciano all’incirca 100.000 litri di kerosene. (1) Morte e distruzione l’energia nucleare che si vuole incrementare, e che ha già dato parecchi esempi di morte e distruzione.

Tutto questo, essendo pagata dagli Stati gran parte della sua realizzazione, è una fonte incommensurabile di benessere per i capitalisti quotati in borsa.

E, naturalmente, il PIL cresce e la ricchezza, in qualche modo, si diffonde, dato che tutto ciò “porta lavoro”. Porta lavoro anche alle mafie ma ormai possiamo considerarle parte integrante del sistema economico: è il “prezzo da pagare”.

Lavorano i camionisti che trasportano gli alberi tagliati; guadagnano le autostrade su cui li trasportano, le pompe di benzina e gli autogrill da cui si servono; lavorano gli operai e i tecnici che sventrano i crinali degli Appennini, i milioni di operai cibernetico-digitali e quelli delle miniere per i metalli della “Green Energy”. E poi, se l’inquinamento e il 5G ci permettono di ammalarci senza morire, lavoreranno le industrie farmaceutiche che faranno in modo di renderci ammalati cronici, e forse non avranno neanche bisogno di falsificare i dati delle sperimentazioni, dato che le sperimentazioni non saranno più richieste. E, chissà, se siamo tecnici (detti erroneamente “scienziati”) di qualcuna di queste industrie di morte e distruzione, potremo magari comprarci il panfilo. Prima di morire.

I politicisicari dell’Unione Europea dicono che il glifosato-morte e distruzione può continuare ad essere venduto e usato dagli agricoltori ancora per anni, e i capitalisti quotati in borsa brindano. Ma sono contenti anche gli agricoltori chimico-industriali.

I politicisicari riempiono la greppia alle compagnie aeree, dimostrandoci una volta di più quanto se ne infischino, nella loro demenza perniciosa, dell’aumento dei gas serra con relativo cambiamento climatico. Ma sono contenti anche i “turisti” del fine settimana a mille chilometri di distanza con il viaggio aereo a basso costo.

«Guerre, inquinamento, consumo di combustibili fossili, saccheggio di terre, mari foreste: è il prezzo da pagare per continuare a “progredire”, per continuare a competere, a non rinunciare, a credere di divertirci.

Maschera e rifiuti tossici

Vita sintetica, modifica del genoma di piante, di animali, e ora anche di umani: è il prezzo da pagare per “andare avanti”. Traffico di esseri umani per lavori da schiavi, per prostituzione, pedopornografia e compravendita di organi. 18.000 bambini migranti scomparsi in Europa tra il 2018 e il 2020. (2) Nel 2006 un servizio giornalistico della BBC testimoniava che in un ospedale ucraino di Karkiv neonati venivano uccisi per prelevarne organi e cellule staminali. Ci fu un’interrogazione della deputata europea Hiltrud Breyer alla Commissione Europea, a questo proposito. Ma non è successo niente. (3) Perché anche questo è un mercato e, dunque, nel mondo in cui viviamo, un “prezzo da pagare”. (3)

La morte e la distruzione dei bambini di paesi e di fasce sociali deboli fa crescere l’economia. Si arricchiscono le mafie, i mediatori, ma anche il personale di cliniche prestigiosi, medici, chirurghi e infermieri complici, e poi tutti loro spendono e spandono e fanno girare l’economia.

Nella sola Europa quasi mezzo milione di umani lavora direttamente nell’industria degli armamenti. Ovviamente, non sanno quello che fanno.

Nel mondo più di quattro milioni di umani lavorano negli allevamenti intensivi dove la vita degli animali è una tortura dalla nascita alla morte. Neanche loro sanno quello che fanno.

Più di 100.000 umani lavorano per la Monsanto e milioni nell’industria globale dei pesticidi. Facendo guadagnare più di 80 miliardi di dollari l’anno ai loro padroni e avvelenando 25 milioni di lavoratori dell’agricoltura ogni anno nel mondo. (4) Come potrebbero sapere quello che fanno? D’altra parte, non lo sanno neanche i lavoratori agricoli che li spargono nelle terre, nelle acque, nell’aria.(1-blog)

Non lo sanno i consumatori dei prodotti agricoli industriali impestati, non lo sanno i consumatori di rose e orchidee impestate coltivate dalle operaie etiopi a un dollaro al giorno per conto delle multinazionali olandesi. Non lo sanno i consumatori di magliette e vestiti fatti dalle operaie del Bangladesh pagate dieci dollari al mese…

Ma come si chiamano gli esseri umani che non sanno quello che fanno, che non hanno capacità di responsabilità, di scelta, di riflessione e di comprensione delle cause e delle conseguenze? Minorati? Subnormali? Deficienti?

Siamo un’umanità minorata?

Marty Feldman

 

 

 

 

 

 

 

La società della guerra, del dominio e della competizione ha creato un’umanità di irresponsabili?

E, sì, sono questi i prezzi da pagare per continuare con il sistema in cui e di cui viviamo, con la società della guerra e di quello che chiamiamo “progresso” e che non è che un progressivo allontanarsi dalla natura e dalla stessa natura umana, per continuare con il capitalismo e con la logica del dominio e della competizione sociale. Per “andare avanti”.

NON È ORA DI FERMARCI? NON È ORA DI FERMARLI?

Quando andiamo in piazza a manifestare, protestiamo, facciamo petizioni e denunce, comitati di lotta, noi ci difendiamo. Difendiamo noi stessi e la vita intera dalle innumerevoli aggressioni del capitale, della logica del profitto economico, del diodenaro e dei suoi servi e padroni.

Ma quando boicottiamo le multinazionali, rifiutiamo i loro prodotti e la loro logica, ci asteniamo dai consumi e dagli stili di vita distruttivi che alimentano il capitalismo e la rapina di esseri umani e sistemi viventi, sono loro a doversi difendere e siamo noi ad attaccarli.

Abbiamo bisogno di difenderci e di attaccarli.

Gli attuali dominatori capitalisti e i loro servi politicisicari temono le mobilitazioni dei popoli, le lotte di piazza, gli scioperi e le manifestazioni ma temono altrettanto il boicottaggio economico, l’informazione sui danni dei loro prodotti e delle loro produzioni, i “devianti” che rifiutano lo stile di vita consumista e irresponsabile, che è indispensabile alla sopravvivenza di questa economia di morte e del loro potere.

Soltanto unendo questi due comportamenti possiamo disintegrare come un muro marcio il capitalismo globale, annientare la società di guerra e competizione che oggi domina e distrugge il mondo, dare infine spazio e possibilità a una società di collaborazione, uguaglianza, responsabilità, a una cultura di rispetto, comprensione, amore per la natura e per i propri simili. A un socialismo ecologico e comunitario.

Il Natale è sempre stato una festa sacra, non solo per i cristiani ma, ben prima del cristianesimo, per tutte le popolazioni che vivono in gran parte dell’emisfero nord del pianeta. Una festa legata alla vita naturale, alle stagioni, a tutte le creature che abitano questa terra. Era ed è il solstizio d’inverno: il concludersi e rinnovarsi del ciclo solare, il giorno più corto e il riallungarsi delle giornate, il sonno della terra che custodisce i semi per il proprio risveglio, il sonno degli alberi che nel frattempo la nutrono con le loro foglie e che vi depongono i loro semi, la festa delle piante sempreverdi che resistono al gelo e offrono nutrimento e calore a miriadi di creature. Era ed è la morte e la rinascita infinita della natura.

Sonia Savioli

 

 

Approfondimenti del Blog

«LA BATTAGLIA DEL GRANO E LE QUATTRO SORELLE»

(1)

 

 

 

 

 

 

 

Fonti:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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