Non è facile il lavoro del maggiordomo

…ED ORA SONO GLI IMPRENDITORI ITALIANI A PROTESTARE

CONTRO I MAGGIORDOMI ATLANTISTI


Non è facile il lavoro del maggiordomo. Soprattutto quando il servilismo e la piaggeria si trasformano in pericoloso eccesso di zelo. Non basta rinnegare tutte le idee di carattere sociale per diventare i ligi portavoce di Confindustria. Bisognerebbe essere anche sufficientemente intelligenti e rapidi per capire i mutamenti di rotta del padrone.

Invece no. Mentre il cognato di professione continuava a ripetere la litania dell’atlantismo senza se e senza ma, l’ex presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, attaccava senza timore i “fratelli americani” poiché “le imprese in Italia vengono distrutte dai “fratelli” d’oltreoceano”. E sottolineava che “ognuno dovrà sopravvivere alla crisi globale da solo”. Non è certo un caso, per Marcegaglia, che gli imprenditori americani paghino oggi l’elettricità molto meno di quanto facciano gli italiani. “E questo nonostante il fatto che i promotori delle sanzioni siano seduti dall’altra parte dell’oceano. Di fatto le sanzioni sono diventate uno strumento di concorrenza sleale per i produttori italiani”.

Eppure i tecnocrati felloni ed i politici asserviti fingono di non accorgersi che si va verso la distruzione del sistema produttivo europeo. “Non prevedere che lo scollamento dell’intero occidente dai rapporti commerciali con la Federazione Russa avrebbe avuto conseguenze catastrofiche anzitutto e soprattutto sui nostri standard abituali di benessere, fa pensare a una forma di miopia particolarmente grave, che ci porta a confondere completamente la realtà coi nostri desideri”.

Va beh, sarà un caso isolato, quello dell’ex presidente di Confindustria. Invece no.

IL GRANDE RESET FASE 2 – THE HUNGER GAMES

“Abbiamo sempre detto no e definito il Price Cap una proposta oggi senza senso, per l’Italia una mossa fallimentare in Europa. Per calmierare i prezzi dell’energia e delle bollette per le famiglie ed imprese italiane serve subito una nuova Politica Energetica Europea e una Politica Energetica italiana, senza perdere più tempo”. E questo è Michele Marsiglia, Presidente di FederPetroli Italia.

E prosegue: “Cambiare la Borsa TTF di Amsterdam ed altre soluzioni sono solo scuse per addossare l’ignoranza energetica su altri. La ricetta per calmierare questa grave situazione esiste, più volte abbiamo sollecitato diversi punti da mettere in atto al Governo italiano ma qualcuno vuol far finta di non vedere e procedere in un’unica direzione. Forse non si capisce che le famiglie sono al collasso e le aziende non rischiano di chiudere, molte hanno già chiuso. In questo momento l’Italia è fallimentare anche nella posizione rispetto ai partner europei. Manovre che oggi accrescono solo la difficoltà dell’economia italiana. La Russia è stata chiara e perdere il 7% di Gas dato all’Europa vuol dire niente”.

L’emergenza vera, in questo momento, è rappresentata dal salvataggio di famiglie e aziende, in caso contrario si rischia il default in poche settimane.

E Marsiglia piazza una pietra tombale sull’illusione dei maggiordomi di imporre un tetto al prezzo del gas non solo alla Russia ma a tutti i fornitori (d’altronde se dipendiamo da Mosca per una quota di gas ormai minima, un prezzo tagliato al solo gas russo sarebbe inutile): “Abbiamo fatto accordi e relazioni durature negli ultimi mesi e, ci presentiamo ai nostri fornitori di Gas africani e mediorientali con una proposta di Price Cap, una barzelletta a cui il nostro Paese non può essere esposto. Rischiamo la sospensione di tutte le forniture”.

Augusto Grandi

Dovrebbe essere facilmente comprensibile anche al cognato di professione.

 

 

 

 

 

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