L’ipocrisia dei padri dell’Unione

EHI, DITE A NOI?

Draghi, Meloni & Co. criticano l’Europa che loro stessi hanno affondato

di Marco Travaglio

Nel nuovo editoriale di Marco Travaglio, l’Europa è il lavandino rotto e Draghi l’idraulico smemorato che si indigna del guasto che lui stesso ha causato. Un affondo corrosivo contro i protagonisti del declino europeo — da Bruxelles a Roma — che oggi si riscoprono critici, ma solo dopo aver contribuito alla disfatta. Dalla guerra in Ucraina alla crisi economica, passando per l’allargamento scriteriato a Est e l’asservimento alla NATO: Travaglio smonta, con sarcasmo chirurgico, le false narrazioni del potere. (Nota Redazionale)


Draghi è l’idraulico che viene a riparare il sifone del lavandino rotto e sbotta: ‘Ma che cazzo di lavoro le hanno fatto?’. E il lavoro lo aveva fatto lui”.

Questa battuta sul web descrive alla perfezione il nuovo gioco dell’estate che ha sostituito lo Yoyo e l’hula hoop: i principali responsabili del tramonto dell’Europa fanno a gara nel denunciare il tramonto dell’Europa.

Draghi, ex capo della Bce e del governo italiano, traccia il solco. E tutti gli altri dietro, dalla premier Meloni agli “ex” Letta e Prodi (già presidente della Commissione Ue) alla Metsola (presidente del Parlamento Ue): sì sì, è vero, l’Europa è inutile, irrilevante, spettatrice, inerte, inetta, serva degli americani, dillo ancora, bene, bravo, bis! La domanda sorge spontanea: ma dite a noi? Sarà mica colpa nostra? E ve ne accorgete adesso?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

No, perché a sentirli parlare sembra che sia una cosa recente, dovuta al ritorno di Trump (e te pareva): invece prima, fino al 20 gennaio 2025, l’Ue era fortissima e utilissima. Vuoi mettere quando, anziché di Trump, era serva di Biden, Obama, Bush jr. e Clinton perché credeva di essere la Nato? Radeva al suolo Belgrado, (1)invadeva l’Afghanistan e l’Iraq, bombardava la Libia con gli Usa per farli contenti, li lasciava liberi di destabilizzare la Georgia e l’Ucraina per provocare la Russia, sbaragliarla e smembrarla, non muoveva un dito quando sabotavano i negoziati russo-ucraini, si martellava le palle con le auto-sanzioni a Mosca e le decine di miliardi in fondi e armi a Kiev, ma allora sì che era protagonista. Poi purtroppo hanno rieletto Trump e la superpotenza europea, dalla sera alla mattina, s’è squagliata.

Dev’essere colpa di Trump se l’euro nacque senza la leva della svalutazione, diversamente da dollaro, yen e yuan; se l’Ue non ha regole tributarie comuni e i suoi soci si fanno dumping l’uno contro l’altro; se, pur di non uscire da quella gabbia di ghisa, ha stritolato la Grecia (la prossima, se farà l’errore di entrare, sarà l’Ucraina) e impoverito gli altri popoli; se si è allargata spensieratamente all’Est ex-comunista che c’entra poco o nulla con i Paesi fondatori e che ora si tenta di neutralizzare abolendo l’unanimità. E oggi naturalmente è colpa di Trump se lui tenta in ogni modo di chiudere la guerra in Ucraina, cioè in Europa, e l’Ue tenta in tutti i modi di allungarla e allargarla anziché aiutarlo. Perché non è affatto vero che l’Ue, sulla guerra in Ucraina, sia spettatore passivo. Magari lo fosse. È un sabotatore attivissimo: promettendo a Kiev soldi e armi che non ha, sta spingendo Zelensky a rivendicare sine die i territori perduti e a continuare a combattere, cioè a perderne altri. Quando gli ucraini si accorgeranno dei danni che fanno i nostri amorevoli consigli, ci bombarderanno con le nostre armi.

Marco Travaglio

 

 

 

Fonte: Il Fatto Quotidiano

 

 

 

Approfondimenti del Blog

«L’OCCIDENTE SCANDALIZZATO DALL’OPERAZIONE RUSSA IN UCRAINA DIMENTICA DI AVER BOMBARDATO LA SERBIA SENZA PIETÀ»

(1)

 

 

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Controllate anche

«Nato con la camicia»

L’alleanza che sopravvive a se stessa …