Avevo pensato che fosse un fenomeno effimero

ENIGMA VANNACCI


Più ascolto in televisione il generale Vannacci, e osservo le reazioni imbufalite dei suoi contendenti, più mi rendo conto di averlo sottovalutato.

Avevo pensato che fosse un fenomeno effimero. Una meteora generata, soprattutto, dalla stupidità degli intelligentoni di sinistra che avevano fatto di un libro, in sé ben poco clamoroso, un successo epocale.

Una storia italiana. Una delle tante, destinata a concludersi in quel cimitero degli elefanti che è il Parlamento Europeo. E invece…

 

 

 

 

 

 

 

E invece il generale si sta dimostrando uno stratega della comunicazione non da poco. Anzi, decisamente molto superiore alla, triste, media dei nostri politici.

Perché, non dimentichiamolo, Vannacci non è solo un militare con un curriculum di tutto rispetto. Comando di reparti di eccellenza, in praticamente tutti i teatri di guerra.

È, anche, un intellettuale militare. Con tre lauree e due master in Italia e all’estero. E una conoscenza estremamente approfondita della geopolitica e delle strategie di guerra psicologica.

Che sta dimostrando appieno nei confronti con i nostri politici. Scomposti, spesso inetti ad articolare il minimo ragionamento. Subito pronti a dare in escandescenze. Retori della più vieta banalità.

Ai quali il Generale oppone una serafica impassibilità. Una logica tagliente. Una, sotto sotto ironica, dialettica popolare.

L’uomo del senso comune, l’uomo del popolo e della Nazione, contro i cattivi retori delle assurdità. Di quel “mondo al contrario” che ha ritratto nel suo libretto.

Generale Roberto Vannacci

 

 

 

 

 

 

 

 

Vannacci è bravo. Molto bravo. E non credo che lo faccia solo per un seggio, e relativo stipendio, in Europa. Anzi.

Pensateci bene. In questa epoca i partiti, come comunità umane ed ideologiche, sono di fatto spariti. Lasciando il posto al culto del Leader. Da sempre insito nella mentalità italiana, ma mai come oggi enfatizzato e divenuto assoluto.

Solo che, per paradosso, i leader, proprio oggi, non ci sono. Sono venuti a mancare. Sostituiti da pallide caricature, prive di ogni carisma. E anche solo di capacità e preparazione.

Più ci penso, più mi sembra che Vannacci abbia… il profilo giusto.

Un generale, un uomo d’azione. Che sa parlare al ventre profondo del popolo. Non un politico chiaccherone e, in genere, mendace. Uomo concreto, impassibile di fronte agli insulti. Piace.

E, poi, in quest’epoca di venti di guerra, la figura di un generale, onusto di gloria, diventa… suggestiva. Dà un senso di sicurezza.

Il mio non è, intendiamoci, un auspicio. Solo una valutazione oggettiva.

Mi sbaglierò, e nel caso farò ammenda, ma di Vannacci sentiremo ancora parlare a lungo. Ben oltre le elezioni europee.

Redazione Electo
Andrea Marcigliano

 

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