Proveresti a mangiare degli insetti?

 

 

ENTOMOFAGIA: MANGIARE INSETTI È IL FUTURO?


Proveresti a mangiare degli insetti?

La maggior parte delle persone risponderà di no, ne son certo. Gli insetti ci disgustano, ne abbiamo paura e sono indesiderati all’interno delle nostre case. Complice il loro aspetto “alieno” e l’associazione a situazioni di sporcizia e malessere.

Ma fermati un attimo a riflettere: una cavalletta è così tanto diversa da un gamberetto? Entrambi hanno delle antenne, diverse zampette, un esoscheletro… E hai mai colto le similitudini tra un granchio e un aracnide? O tra una cicala di mare, chiamata anche canocchia, e una mantide religiosa? Non puoi negare quante somiglianze ci siano tra questi artropodi, seppur appartenenti a subphylum diversi.

E allora perché ti fai meno problemi a cibarti degli uni piuttosto che degli altri?

La ragione va ricercata principalmente nella nostra cultura occidentale. In Asia, infatti, così come in alcune zone dell’Africa e del Sud America, cibarsi di insetti non è affatto qualcosa di insolito o stravagante.

Ma qualcosa si sta muovendo anche da noi…

Entomofagia: una premessa sul mangiare insetti

L’entomofagia (dal greco éntomos = insetto e phăgein = mangiare) è la pratica alimentare del consumo di insetti. In vista dell’aumento della popolazione previsto per il 2050 (si stimano 9 miliardi di individui), la FAO (Food and Agriculture Organization) promuove dal 2013 questa pratica come strumento per permettere l’accesso globale a un’alimentazione sana e nutriente. [1]

Potenzialmente, più del 90% delle forme di vita animale sul pianeta Terra sono insetti, [2] dunque non inserirli all’interno del nostro ciclo alimentare sarebbe una grave perdita in termini economici e ambientali.

Il passaggio da un tipo di alimentazione basato sull’attuale sistema di allevamento intensivo di bestiame a una dieta che privilegi l’entomofagia, avrebbe ripercussioni non trascurabili anche sul tipo di colture, anch’esse intensive, che occupano circa il 70% delle terre coltivate e che sono destinate a diventare mangime per animali. [3]

Non per ultimo, l’alto contenuto di grassi, proteine, vitamine, fibre e minerali negli insetti, ha convinto la FAO a indicarli come cibo del futuro.

Sapevi che ogni anno mangiamo già circa mezzo chilo di insetti all’interno di farine, caffè, zuppe, salse e quant’altro?

E sapevi anche che in Italia esistono da tempo piatti tradizionali che coinvolgono gli insetti? Su tutti va menzionato il casu marzu, un formaggio sardo infestato da larve di Piophila casei, le mosche del formaggio. Le forme di pecorino vengono fatte intenzionalmente infestare dalle mosche, cosicché possano deporre le uova da cui nasceranno le preziose larve che trasformeranno l’interno del prodotto caseario in una crema giallastra e dal sapore pungente.

Esistono numerose varianti regionali di questo alimento, dal Piemonte (bross ch’a marcia) alla Puglia (fermagge pengiute).

I passaggi fondamentali in Europa

insetti fritti

Il 13 gennaio 2021 [4] è stata pubblicata la prima opinione dell’EFSA (European Food Safety Authority) sul dossier scientifico allo scopo di autorizzare i primi alimenti a base di insetti edibili.

Questa opinione è il risultato di una domanda presentata dalla società francese EAP Group Agronutris all’inizio del 2018 e ha rappresentato una tappa davvero importante verso la più ampia commercializzazione nell’UE di insetti commestibili.

La vera svolta per il settore degli insetti edibili in Europa arriva pochi mesi dopo, il 3 maggio 2021, [5] quando si concretizza l’autorizzazione alla loro commercializzazione sul territorio comunitario.

I delegati degli Stati membri dell’UE nel comitato permanente preposto si sono infatti espressi a favore della bozza del Regolamento di esecuzione della Commissione, con il quale l’Europa autorizza l’immissione delle larve essiccate di Tenebrio molitor nel mercato comunitario. Si tratta delle larve gialle delle tarme della farina, allevate allo specifico scopo alimentare.

Nel novembre del 2021, [6] la Commissione europea ha autorizzato l’immissione sul mercato comunitario di un secondo insetto: Locusta migratoria. Queste locuste potranno essere commercializzate congelate, essiccate e in polvere, e potranno essere utilizzate come spuntino o come ingredienti di altri prodotti alimentari.

Il mese successivo, l’8 dicembre 2021, [7] seguito di una rigorosa valutazione dell’EFSA, gli Stati membri hanno approvato l’autorizzazione per la commercializzazione del grillo domestico (Acheta domesticus). È il terzo insetto autorizzato come ingrediente alimentare per il mercato dell’Unione Europea.

Le larve gialle della farina

Da uno dei principali infestanti delle industrie alimentari a goloso snack del futuro: questa è l’evoluzione che ha riguardato le tarme della farina (o tenebrione mugnaio), in particolare le loro larve.

L’adulto è un coleottero marrone scuro o nero, lungo dai 12 ai 20 mm e largo circa 5 mm. È una specie nativa dell’Europa, tuttavia adesso è diffusa in tutto il globo, in particolare nelle regioni temperate e nell’emisfero settentrionale.

Allo stato larvale, la tarma della farina è infestante e dannosa, dato che si sviluppa all’interno di derrate alimentari, specialmente in quelle a base di cereali quali farine, pane, pasta e biscotti; il cibo viene contaminato dagli escrementi e assume un sapore sgradevole. [8]

Già da tempo le larve rientrano nell’alimentazione umana di Cina e del Sud-Est asiatico. Il neo-consumo occidentale prevede la larva essiccata termicamente, sia intera che sotto forma di polvere. I componenti principali sono proteine, grassi e fibre (chitina). L’alto contenuto proteico ne rende il consumo vantaggioso dal punto di vista nutrizionale.

Di seguito una loro immagine… appetitose, vero?

Tarme della farina

La locusta migratoria

La Locusta migratoria è un insetto della famiglia degli Acrididi, nonché unica specie del genere Locusta.

Le dimensioni degli adulti variano dai 3 cm ai 5 cm. In genere le femmine sono quelle che raggiungono le dimensioni maggiori.

È presente in tutta Italia, dove non è raro vederle nelle campagne tra giugno e ottobre. [9] Le locuste potranno essere commercializzate in diverse modalità e troveranno impieghi diversi sulle nostre future tavole, da sole o come parte di snack o piatti più elaborati.

Chi ha provato a degustare le cavallette dice che il sapore non è male. C’è chi afferma che il loro gusto sia simile ai pomodori secchi e chi dice che somiglino ai popcorn. Chi racconta che sanno di pelle di pollo croccante, chi di patatine fritte o che sembrano gamberetti. [10]

Locusta migratoria

Il grillo domestico

Il grillo domestico o grillo del focolare è un insetto appartenente al genere Acheta. Le dimensioni si aggirano intorno ai 2 cm. Le femmine dispongono di un ovopositore marrone scuro, circondato da due appendici. Si tratta di animali particolarmente notturni. [11]

Essendo attratto dal calore, non è raro trovarlo nelle vicinanze di abitazioni o edifici commerciali. I grilli verrebbero utilizzati in particolare per la produzione di farina, sia per le preparazioni dolci che per quelle salate.

Già vi vedo degustare le vostre pizze saltellanti…

Grillo domestico

Insetti come Novel Food

L’aumento della globalizzazione e la ricerca di nuove fonti di sostanze nutrienti stanno portando sulle nostre tavole nuovi tipi di prodotti alimentari.

Nel corso della storia, diversi nuovi tipi di alimenti che oggi consideriamo comuni hanno fatto il loro ingresso in Europa da tutti gli angoli del globo. Basti pensare a banane, pomodori e mais; per non parlare della stragrande maggioranza delle spezie esistenti.

Secondo la normativa UE, qualsiasi cibo che non sia stato consumato in modo rilevante prima del maggio 1997 è da considerarsi novel food. [12] La categoria, oltre ai nuovi alimenti, comprende anche nuove modalità e tecnologie per la produzione di alimenti (come le nanotecnologie) come nuove modalità di produzione alimentare.

I tre insetti sopracitati rientrano proprio in questa categoria, così come è accaduto per altri prodotti non di origine animale, come i semi di chia e il frutto del baobab.

Perché mangiare insetti è difficile?

Inutile girarci intorno. Nei paesi occidentali l’opinione che abbiamo rispetto agli insetti è negativa. Il motivo è principalmente culturale, in quanto vengono associati a malattiesporcizia e scarse condizioni igieniche.

La riluttanza a mangiare cibi non familiari, che possiamo definire neofobia alimentare, è uno dei fattori che maggiormente determina la resistenza dei consumatori ad accettare gli insetti come alimento.

Il passaggio a questa nuova tipologia di alimenti può essere effettuato gradualmente integrando gli insetti all’interno di un prodotto trasformato più familiare, come un biscotto o un cracker. Non essendo visibile l’insetto, con le sue belle zampine e antennucce, la tolleranza è incrementata.

È possibile che le persone allergiche ai molluschi e ai crostacei reagiscano anche agli insetti, in quanto presenti proteine imparentate. Una tra queste è la tropomiosina.

Visualizzate la tropomiosina come una molecola costituita da una serie di amminoacidi che si ripetono. Le sequenze di amminoacidi differiscono da specie a specie, ma alcune di queste sequenze sono così simili che non è raro osservare fenomeni di cross-allergia.

Si tratta del fenomeno per cui, chi ha sviluppato una sensibilizzazione allergica nei confronti della tropomiosina di una specie (ad esempio verso gli acari della polvere), risulterà sensibile anche a quella presente nei crostacei e nei molluschi, essendo le due molto simili. [13]

Vantaggi del mangiare insetti

Mangiare insetti ha molti vantaggi. Se si guarda ai dati relativi alle emissioni di gas serra e consumo di acqua necessari all’allevamento di insetti, ci si può fare una idea di come il loro consumo alimentare possa contribuire a uno sviluppo sostenibile.

Ad esempio, l’anidride carbonica emessa per produrre 1 kg di proteine dai bachi da seta è di circa 15 kg, una quantità decisamente minore rispetto quella che viene emessa per produrre un kg di proteine animali. [14]

Anche se non esiste, invece, un valore preciso per quanto riguarda il consumo di acqua necessaria all’allevamento di insetti, si possono stimare valori di gran lunga inferiori rispetto all’allevamento animale.

Gli insetti presentano un’alta efficienza di conversione nutrizionale perché sono animali a sangue freddo: in media, gli insetti possono convertire 2 Kg di cibo in 1 Kg di massa, laddove un bovino necessita 8 Kg di cibo per produrre l’aumento di 1 Kg di peso corporeo. [15]

Per quanto riguarda i valori nutrizionali, gli insetti rappresentano alimenti di tutto rispetto se comparati alle carni. Infatti, il contenuto proteico di locuste e cavallette varia dal 18 al 32%, a seconda della specie, mentre il contenuto proteico della carne di vitello si attesta intorno al 22%. [14]

Sono altresì particolarmente importanti come integratori dietetici per bambini sottonutriti; infatti, molte specie presentano un’alta quantità di acidi grassi, fibre e micronutrienti. [15]

Infine, gli insetti presentano un basso rischio di trasmissione di zoonosi, cioè di quelle malattie trasmesse dagli animali all’uomo, quali l’ormai plurinominato SARS-CoV-2 (COVID-19) o la BSE (malattia della mucca pazza). [15]

Concludendo… saresti disposto a mangiare insetti?

Angelo Ermelindo

Fonti

 

 

Da bambino volevo fare il paleontologo. Da adolescente il fisioterapista. Oggi mi ritrovo con una laurea magistrale in Scienze Chimiche, ma non chiedetemi come abbia maturato questa scelta. Fatto sta che ora lavoro come analista chimico. E anche se non sono diventato un paleontologo, la curiosità del bambino per indagare sulle origini di tutte le cose non mi ha mai abbandonato. Nel tempo libero pratico arti marziali (e vado dal fisioterapista).

 

 

Fonte: Missione Scienza del 17 giugno 2022

 

 

 

 

 

 

 

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