L’Europa non è più protagonista: recita un copione scritto da altri.

«Europa, esci dalla tua fiaba»
Dalla fiaba dell’unità alla realtà di una dipendenza strategica
Il Simplicissimus
L’Europa credeva di entrare in una guerra “giusta”, convinta che bastassero sanzioni e retorica per piegare Mosca e rinsaldare il proprio ruolo nel mondo. Invece ha scoperto — tardi e malvolentieri — di essere il vaso di coccio tra due potenze. La distruzione del Nord Stream 2, annunciata con disarmante franchezza da Washington, è stata il primo segnale di una verità che oggi il documento sulla Strategia per la Sicurezza nazionale americana certifica: il vero timore degli Stati Uniti non è la Russia, ma un possibile asse euro-russo che romperebbe l’equilibrio dell’egemonia globale. Il pezzo racconta la fine della fiaba europea, la resa a un modello geopolitico imposto e l’urgenza di recuperare una visione autonoma prima che la Storia — quella vera — decida per noi. (Nota Redazionale)
Si era partiti per fare guerra alla Russia, aggrappandosi in modo ignobile e servile al carro americano e anglosassone, ansioso di distruggere il potere di Mosca e procedere alla rapina degli immensi beni energetici e minerari che erano sotto il controllo della Federazione russa. Sembrava una buona idea ai dementi che hanno una sola ideologia in testa, quella global-finanziaria, perché sarebbero bastate delle severe sanzioni per vedere crollare Putin e quel nuovo indirizzo nazionale che aveva “usurpato” il degradante milieu politico di Eltsin, tutto pappa e ciccia con i poteri occidentali e che con la vodka a fiumi sperava di dimenticare il tradimento. Ma non è andata così, il mondo non funziona con le regole della finanza e fin da subito, fin dalla distruzione del Nord Stream 2, annunciata da Biden a Scholz, durante un colloquio alla Casa Bianca, ci si è accorti che in realtà la guerra vera era con gli Usa, il cui timore, da un secolo e mezzo a questa parte, è che un riavvicinamento dell’Europa alla Russia, potesse creare un forte contendente all’egemonia mondiale . Tuttavia non si poteva dirlo e questo dato di realtà è stato nascosto fino a pochi giorni fa, quando il documento sulla Strategia per la Sicurezza nazionale ha svelato il cambio di paradigma degli Usa in maniera inequivocabile.
Senza ribadire i punti principali di una diversa concezione della “missione” dell’America che da planetaria diventa sostanzialmente emisferica, basta citare due paragrafi del documento per comprendere la profondità del cambiamento:

Per anni ci hanno detto che l’America ci proteggeva e che in nome di ciò bisognava sopportare che le basi americane si chiamassero esplicitamente American Governement Occupied Territories, una denominazione che non lascia dubbi riguardo all’autonomia del nostro continente. Ovviamente tutto questo non è mai arrivato al grande pubblico, al quale invece è stata servita l’idea che l’Unione dei vari Paesi europei sarebbe stata una garanzia di autonomia, oltreché di pace perpetua. Ma era un inganno, peraltro già visibile anche ai ciechi al tempo della dissoluzione armata della Jugoslavia, altra ossessione americana fin dal tempo dei trattati di pace dopo la Prima guerra mondiale e di cui proprio l’Italia ha fatto le spese, espressa con la celeberrima “vittoria mutilata”. Insomma, l’autonomia europea non è mai esistita, è stata una leggenda metropolitana: i molti, certamente troppi, politici acquistati in stock e allevati dai poteri finanziari, adesso vorrebbero rivendicare ciò che non è mai esistito, ma sono odiosi e ridicoli allo stesso tempo, anche perché oggi la loro “indipendenza” si concreta grottescamente con la volontà di proseguire la guerra in Ucraina. Il loro compito, una volta finita la guerra fredda. è stato quello di creare una trappola politica che concedesse il potere a sinedri di non eletti, direttamente collegati con quello che si chiama potere reale, ovvero le oligarchie economiche. Ed è così che l’Europa è arrivata ad accettare e aiutare persino il genocidio di Gaza.
Tutto questo mi ricorda una vecchia poesia scritta in Germania nel 1918, quando si avvicinava la sconfitta e che ha varie attribuzioni:
“Che ci fanno i russi con i loro assalti giù dalle colline ondulate?/ Che ci fanno francesi con le loro baionette innastate che spuntano dalle trincee?/ No, non li odieremo. Te America odieremo.”
A volte i poeti la vedono più lunga di molti pseudo politici che non riescono a mettere a fuoco nulla oltre il loro naso ed è proprio per questo che la poesia non viene più letta. Ora sono costretti, per conservare un minimo di dignità e per preservare le loro rendite di potere, a fingersi scandalizzati per questo voltafaccia e per rigirare la frittata facendo credere che essi sono per un’autonomia che non c’è mai stata e non hanno mai perseguito. Non un tardivo riscatto, ma solo un’ennesima bugia che aggiunge alle altre.
