Probabilmente sarà una delle decisioni più stupide del mondo…

Ursula von der Leyen caricatura

EUROPA IN PREDA ALLA SINDROME DI URSULA


Probabilmente una delle decisioni più stupide del mondo è quella di annunciare la riconferma della corrotta e ottusa von der Leyen alla guida della commissione europea per altri 4 anni nonostante la vicenda dei vaccini, ma è al tempo stesso una delle decisioni più scontate che si potessero prendere perché questo orrendo personaggio rappresenta tutta la follia che la Ue ha espresso in questi anni e che ora non riesce a rinnegare, anche di fronte al totale disastro che ha provocato. Si tratta di una dinamica psicologica che di solito viene chiamata bias o escalation dell’impegno: essa consiste nel credere che i comportamenti futuri debbano allinearsi a quelli passati, anche se essi sono palesemente sbagliati e fallimentari. Quando si è investito molto in qualcosa si tende a non cambiare strada o strategia per non vanificare gli sforzi fatti e questo paradossalmente è ancora più vero quanto più gli errori sono grandi.

Il bias dell’impegno è una tendenza degli individui per cui persistono in un comportamento nonostante gli esiti negativi che ne conseguono.

Così la Ue che ha scelleratamente giocato sulla sconfitta della Russia, ha perso gran parte della posta e ora non può tornare indietro ed esprimere una élite politica in grado di dare vita a un nuovo corso, deve necessariamente tenersi quel palco di guerrafondai da cavalluccio a dondolo di cui tutto il mondo ride. Per questo l’imperativo categorico è continuare, in un inarrestabile crescendo di grottesco, a negare l’evidenza ossia che l’Ucraina non può vincere la guerra contro la Russia anche perché ormai è un Paese diroccato e demograficamente esausto, il cui controllo sta sfuggendo persino ai padroni americani. L’esempio migliore è il governo Scholz che ha distrutto l’economia tedesca in cambio di nulla e che ora non può fare altro che andare avanti nelle pratiche suicide. L’unica variante nella narrazione è tentare di far credere che la Russia voglia attaccare direttamente l’Europa per tentare di rendere in qualche modo credibile la dissipazione di enormi somme a favore dei corrotti di Kiev (e probabilmente non solo di Kiev). È chiaramente un’idiozia sotto molti punti di vista: come si fa a dire che l’Ucraina può vincere la guerra e contemporaneamente pensare che la Russia voglia investire l’intera Europa? Ma a parte queste sciocchezze alla Russia ormai importa ben poco di un’Europa svuotata e saccheggiata da Washington e che ancora adesso non riesce a vedere la luce, ovvero che mentre gli Stati Uniti negli ultimi 20 anni hanno speso i loro soldi per creare scompiglio nel Medio Oriente, Russia e Cina hanno sfruttato il tempo per prepararsi ad un conflitto più ampio che appare inevitabile. Gli europei avrebbero dovuto riconoscerlo invece di aiutare gli Usa a mantenere la propria immagine di potenza unipolare.

Ma basta guardare i componenti della commissione Ue e quella specie di sinistra statuina di Capodimonte della von der Leyen che potrebbe essere protagonista di un racconto su corruzione e morte al the delle cinque, per capire il livello di questa governance fuori controllo. Qualcuno a questo punto si domanderà, ma perché ricandidare Ursula come metafora del disastro a poco tempo dalle elezioni europee, non è una mossa azzardata? No, è l’unica cosa che potessero fare a questo punto per polarizzare il voto e chiamare alle urne cittadini ormai scoraggiati e scettici. È il richiamo della foresta per le persone che dopo aver investito tutto nell’idea di Europa, nonostante l’euro e le politiche antisociali messe in atto, andranno al voto in preda alla stessa sindrome dei loro padroni, ovvero quella di allinearsi al passato per quanto esso sia stato catastrofico. Il meccanismo europeo creato come pudica cortina democratica per rendere meno visibile l’autoritarismo oligarchico sovranazionale, ha molta più paura delle urne deserte che di quelle antagoniste: le prime infatti sono in grado si mettere a nudo il giochino con la scarsa partecipazione popolare, mentre le seconde possono sì evidenziare un problema di credibilità, ma di fatto non contano nulla: anche se il finto Parlamento continentale fosse in grande maggioranza all’opposizione questo conterebbe zero, visto che il Parlamento stesso sta lì solo per bellezza, può applaudire o fischiare, ma la recita si svolge altrove. Sta a una realtà democratica come il modellino di un’auto sta a un’automobile vera.

Tuttavia, sono disposto a una scommessa: la von der Leyen e tutta la sua corte di grassatori non durerà altri quattro anni, verrà travolta prima insieme a questo relitto di Europa.

Redazione

 

 

 

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