Quando la potenza globale resta senza scarico

«Farsela sotto»
La portaerei Gerald Ford, l’imbarazzo dei bagni rotti e il teatro della forza che non osa più agire
Il Simplicissimus
La scena è grottesca e, proprio per questo, rivelatrice: una delle navi simbolo dell’egemonia militare statunitense costretta a una sosta “tecnica” perché il sistema dei servizi igienici va in avaria. I marinai sbarcano per fare ciò che una super-potenza non riesce più a gestire a bordo. Si ride, certo, ma la risata dura poco. Dietro l’episodio farsesco emerge una verità più seria: la macchina militare contemporanea sembra sempre più orientata a esibire potenza, a occupare lo spazio mediatico e simbolico, piuttosto che a esercitarla davvero. La Gerald Ford non va “in Iran”, resta dov’è sempre stata destinata a stare, nel Mediterraneo orientale, come deterrenza scenica più che come strumento operativo. Il silenzio ufficiale copre l’imbarazzo, mentre il giornalismo di contorno titola con leggerezza, confondendo geografia, strategia e buon senso. In questo scarto tra realtà e narrazione si misura la fragilità di un sistema che non teme il ridicolo, ma rifugge il confronto diretto. Una potenza che, letteralmente, finisce per farsela sotto. (N.R.)
La foto mostra la portaerei Gerald Ford, una delle due inviate per l’operazione Iran, alla fonda nelle acque di Creta. Ufficialmente la sosta imprevista è stata giustificata con la necessità di assistenza tecnica e rifornimento, ma la verità è che una singolare avaria ha colpito questa nave simbolo della potenza americana: si è rotto il sistema dei servizi igienici, per cui i marinai hanno dovuto letteralmente sbarcare per fare i loro bisogni. Da notare che oltre 4.000 persone vivono e lavorano a bordo di questa portaerei. La cosa fa ridere, ma in realtà mette in luce la fragilità di un sistema militare che nel tempo è sempre più volto a dimostrare potenza piuttosto che esprimerla in combattimento. Ovviamente sulle reali ragioni dell’imbarazzante sosta vige il silenzio più assoluto. Euronews, un mirabile connubio pseudo giornalistico di menzogna e idiozie, titola: “la portaerei Gerald R. Ford diretta in Iran ferma a Creta per rifornimento di carburante”. Ma no, cari, le portaerei non hanno le ruote, non possono andare in Iran e quanto al resto la nave – lo sanno anche all’asilo Mariuccia – rimarrà nel Mediterraneo nel tratto di mare fra le coste israeliane e Cipro per garantire una copertura delle eventuali operazioni anche sul lato occidentale. Di certo in queste redazioni non hanno i problemi della Ford, qualsiasi cosa finisce sulle pagine e in questo non c’è mai alcuna avaria.
Piuttosto a Washington c’è qualcuno che deve avere forti disturbi intestinali: dopo aver fatto lo smargiasso e avere messo tutta la posta sul tavolo, adesso teme che l’avversario abbia carte migliori. In effetti l’Iran non deve vincere, deve solo difendersi con successo, il che equivale a una catastrofica sconfitta per Trump.
