Non muovere mai l’anima senza il corpo, né il corpo senza l’anima, affinché difendendosi l’uno con l’altra, queste due parti mantengano il loro equilibrio e la loro salute.

Platone

   Betània distava da Gerusalemme meno di due miglia, lì era stato sepolto Lazzaro. Egli era avvolto da quattro giorni nelle bende e il suo volto era coperto da un sudario.

   «Togliete la pietra!» disse Gesù.

  «Signore, già manda cattivo odore, poiché è di quattro giorni», disse Marta, la sorella del morto.

  «Lazzaro, vieni fuori!» disse Gesù.

Lazzaro, disteso con altri morti, sopra una pietra levigata all’interno del sepolcro, lentamente si destò da un sonno eterno.

Tolsero dunque la pietra.

Gesù allora alzò gli occhi e disse: «Padre, ti ringrazio che mi hai ascoltato.»

Lazzaro si alzò lentamente, le gambe gli tremavano. Quando fu eretto, percepì un forte odore di morte e di putrefazione che gli sconvolse lo stomaco. Un chiarore debole veniva dall’apertura del sepolcro. Quando uscì, una luce lo abbagliò, rendendolo cieco per qualche istante. Egli era ancora avvolto in quelle garze che avevano assunto i colori della morte e portava sul viso il sudario.

   «Scioglietelo e lasciatelo andare», disse loro Gesù.

Lazzaro guardò tutta quella gente che era accorsa a vedere e quell’uomo che si faceva chiamare Gesù che lo aveva resuscitato. Poi guardò Marta, sua sorella, che gli sorrideva e con gli occhi era come se gli chiedesse se era felice.

No, Lazzaro non era felice. Egli, come tutti temeva la morte. E quando si ammalò, la sentì ancora più vicina e quel terrore si fece altresì più forte e persistente. Lazzaro lo sapeva che da quel luogo nessuno era mai tornato. Nessuno aveva mai potuto dire cosa c’era davvero. Quell’uomo chiamato Gesù diceva che tutti coloro che credevano nel Padre non sarebbero morti. Che sarebbero piombati in un sonno eterno e poi si sarebbero svegliati tutti insiemi e avrebbero vissuto in eterno. Sì, ma dove erano quelli che stavano con lui dentro il sepolcro. Perché non erano anch’essi usciti assieme a lui? Perché solo lui? Con queste domande che gli si rimescolavano nella mente, guardò tutta quella gente che si era radunata attorno al sepolcro. Lo guardavano, lo toccavano, toccavano quelle bende già putrescenti per sincerarsi se davvero era vivo.

  «È vivo!» disse un uomo dopo averlo toccato.

Lo era.

Egli era tornato in mezzo a loro. Una donna pianse, altri pregarono.

Perché non mi chiedete nulla? Si domandava ansioso Lazzaro guardandosi attorno. Sono ritornato dall’aldilà e non volete conoscere cosa c’è veramente? Per quale ragione non volete sapere cosa c’è dopo la morte, temete che quest’uomo vi abbia mentito?

  «Il nostro amico Lazzaro s’è addormentato, ma io l’ho svegliato», disse Gesù girando il volto verso la gente.

Marta prese il fratello sottobraccio e lo condusse dietro un cespuglio.

  «Eccoti dei vestiti», gli disse «rivestiti.» Lazzaro guardò la sorella prima di sfasciarsi le bende.

  «Guarda», le disse mostrando le macchie ipostatiche che erano già presenti sul torace bianco, sulle braccia, le cosce, mentre le larve di mosca carnaria si muovevano in quella carne putrescente.

Lei si era già girata e non vide.

  «Vieni», gli disse Marta una volta che ebbe indossato gli abiti. Lazzaro tornò nuovamente in mezzo alla gente. Ma la folla si era sciolta dietro Gesù che si era allontanato.

Il miracolo si era compiuto, Lazzaro era risorto.

A Lazzaro non restò che attendere nuovamente la morte per una seconda volta.  

Immagine: Sebastiano del Piombo, Resurrezione di Lazzaro.

 

 

 

 

 

 

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2 Commenti

  1. Liviano

    10 luglio 2018 a 17:31

    Mi e’ piaciuto molto questo breve racconto,cosi’ veritiero, cosi’ possibile, da considerarlo migliore di quello presente nel vangelo.

    rispondere

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