Quando il limite viene ignorato, il crollo non è più una possibilità ma una certezza.

«Finis Europae?»

La tentazione dell’abisso e il suicidio finanziario dell’Europa.

di Andrea Marcigliano

Ogni civiltà conosce un punto oltre il quale non è più consentito avanzare senza pagare un prezzo irreversibile. L’Europa contemporanea sembra decisa a varcarlo deliberatamente. Il progetto di appropriarsi dei fondi russi depositati nelle banche europee per finanziare il conflitto ucraino non è solo una scelta politica discutibile, ma un atto di follia sistemica. Un gesto che minaccia di distruggere ciò che resta della credibilità giuridica e finanziaria del continente. Ignorando i moniti, persino quelli provenienti dai vertici della BCE, la classe dirigente europea insiste su una strada che mina la fiducia nel sistema bancario, accelera la fuga dei capitali e prepara il collasso di interi Stati. Finis Europae? non è più una domanda retorica, ma l’ombra concreta di un declino che si consuma per hybris, ostinazione e irresponsabilità. (Nota Redazionale)


Esiste, in ogni cosa, in ogni vicenda umana, un limite che non è dato ad alcuno valicare. Un limite che rappresenta il punto di rottura. E questo dovrebbe essere ben chiaro.

Tuttavia, vi è una forma di follia che spinge, sempre, a valicare quel punto. A dirigersi verso l’abisso. Come i topi dietro al Pifferaio della fiaba.

Così, Von Der Leyen e subalterni, i governi di parte dell’Europa, insistono e persistono nel disegno di appropriarsi dei fondi russi nelle banche europee. Per consegnarli a Zelensky e alla banda di manigoldi che sgoverna l’Ucraina.

In molti hanno provato a farli ragionare. Persino la Lagarde, dalla sua poltrona alla BCE. Non si può fare. Sarebbe una follia. Un suicidio per tutto il sistema europeo.

Perché, quasi inutile ripeterlo, questa appropriazione indebita, per consegnare fondi russi a Zelensky, farebbe crollare la residua fiducia nel sistema bancario europeo. Residua, perché già da tempo questo comincia a mostrare la corda. A dare la sensazione di esalare gli ultimi respiri.

Un colpo definitivo di questi tipo, ne provocherebbe però il tracollo. Totale e definitivo. Ed anzi, già le pretese della Von Der Leyen e soci, in queste ore, stanno accelerando una fuga di capitali. Mettendo in gravissime difficoltà paesi come il Belgio, che sono depositari di capitali russi.

Per altro il Cremlino ha immediatamente dato la sua risposta. Una risposta molto articolata. E, comunque, sempre molto minacciosa in tutte le sue articolazioni.

In prima istanza un ricorso giuridico in tutte le sedi internazionali. Di fatto già in atto. E già vinto, visto che la UE non avrebbe uno straccio di ragione per sequestrare i capitali russi e consegnarli a Zelensky.

Apparentemente inoffensivo, questo semplice atto formale presenta un rischio micidiale. Perché sta già demolendo la credibilità delle banche europee. E questo davanti agli occhi di un Mondo sempre più preoccupato.

Il gabinetto di Timur Mindich l’uomo dal cesso d’oro amico di Zelensky.

 

Arabi, africani, orientali, sudamericani cominciano a dubitare della serietà del sistema bancario europeo. E la fuga di capitali è molto prossima. O, probabilmente, già iniziata.

La pervicacia, stolta, della UE, sta, però, preparando altre reazioni del Cremlino.

Il sequestro, per rappresaglia, di tutti gli asset finanziari e delle industrie europee che operano in Russia.

Per ora solo una minaccia. Ma una minaccia estremamente concreta, che ci dovrebbe far tremare vene e polsi. E dovrebbe farlo a tutti. Anche a noi italiani, visto che le nostre industrie operative in Russia sono non poche. E rappresentano un notevole capitale.

E, infine, il ricorso alle armi. Mosca è stata anche in questo estremamente chiara. Il sequestro dei beni russi nelle banche europee equivale ad una dichiarazione formale di guerra. E quindi…

Inutile proseguire. La prospettiva è, semplicemente, apocalittica. Un assurdo, per altro. Una follia.

Tuttavia la Commissione UE e le principali Cancellerie sembrano tirare dritto. Come i sorci ipnotizzati dal flauto del pifferaio…verso il baratro.

La Signora Meloni sembra aver, timidamente, avanzato qualche dubbio. Sulla fattibilità di un’operazione di sequestri dei capitali russi. Dubbio…troppo poco.

Belgio, Spagna ed altri hanno già dichiarato la loro netta contrarietà. Ed opposizione.

Forse sarebbe il caso di svegliarsi, prima che sia troppo tardi.

L’Apocalisse, finanziaria e non solo, è, purtroppo, alle porte.

Redazione Electo
Andrea Marcigliano

 

 

 

 

 

 

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