Quando in una donna l’erotico e il tenero si mescolano, danno origine a un legame potente, quasi una fissazione.

Anaïs Nin

A sud della vita e a nord della pianta del piede si trova il paradiso personale del fotografo Elmer Batters. Mentre tutti gli altri preferivano il brivido dell’incavo di un seno, l’occhio del maestro era sempre maggiormente attirato dall’arco di un piede, da una lunga gamba ben levigata, una caviglia ben tornita, un allettante set di dita dei piedi. Sceglieva le sue modelle tenendo bene a mente questi criteri estetici, e con l’ossessività di un artista Zen passò la vita a ricercare le gambe perfette. Questa sensuale collezione offre alcune delle migliori foto feticcio di cui Elmer Batters era il grande maestro dell’arte delle gambe e dei piedi. Mentre gli altri preferivano il brivido di una scollatura invitante, l’occhio del maestro era sulle cose inferiori: i polpacci, l’arco di un piede, le linee ben fatte di dita dei piedi e tacchi . Scelse i suoi modelli con questi criteri in mente e con l’ossessività di un artista Zen trascorse la sua vita alla ricerca della gamba perfetta .

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Elmer Batters è nato il 24 novembre 1919 appassionato di feticismo in un’epoca in cui questo non era accettato se non nel girone dei dannatissimi, Elmer Batters ha concentrato la sua attenzione sui piedi, soprattutto nella loro versione calzata. Non parlo si parla di calzini da ginnastica “scacciasesso” bensì delle classiche calze velate, quelle in nylon usate dal genere femminile.

Batters ha iniziato a pubblicare lui stesso le sue a partire dagli anni 50 divenendo così un pioniere del piede-feticcio e contribuendo a rendere l’argomento più accettabile, addirittura alla moda. Agli inizi degli anni 60 il suo lavoro è stato pubblicato in riviste quali Leg-O-Rama, Nylon Doubletake e Tip Top, solo per citarne alcune. Dal suo lavoro hanno trovato ispirazione fotografi moderni acclamati dalla critica come Ed Fox e Johnny Jaan. Da citare Rubenesque Caruschka, la sua modella preferita, della cui vita si conosce molto poco se non che il fotografo sembrava amarla, così come i suoi seguaci. Egli ha dichiarato che, nonostante la modella avesse delle gambe piene e ben tornite e dei piedini arcuati niente male, non era il fisico a determinare la forte attrazione nei suoi confronti, bensì la “scintilla negli occhi, l’inarcamento del sopracciglio, il modo in cui le sue labbra andavano a formare quel sorrisetto provocatorio che si agganciava all’anima di un uomo come uno sgombro sfortunato”.

Insomma, Elmer Batters aveva ben capito quanto non fosse importante solo l’immagine ma anche le suggestioni che questa emanava.

Verso la fine della sua vita, il fotografo è stato riscoperto dall’editore tedesco Benedikt Taschen che ha prodotto tre libri della sua opera.

 

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