Maestro di metafore, Boudrin ha fatto della fotografia di moda il suo cavallo di battaglia, divenendo così uno dei maestri del XX secolo.

Vi è sempre qualcosa di enigmatico nelle fotografie di Guy Bourdin come se le opere seguissero il mistero che circonda il suo autore. L’unico ricordo che Guy Bourdin aveva di sua madre era di una donna pesantemente truccata, con i capelli rossi e la pelle molto pallida. Il fotografo francese fu abbandonato da lei quando era molto piccolo e non la perdonò mai. È indubbio però che Bourdin proprio alla madre deve il suo successo, dato che nei suoi scatti non si è mai allontanato da quell’idea di donna. Modelle dai capelli rossi, isolate in paesaggi deserti e inquietanti, in stanze d’albergo o squallidi corridoi, in situazioni violente e sadiche. Donne invisibili, di cui restano solo le gambe e le scarpe col tacco, in sfondi senza vita. 

Guy Louis Banarès nasce a Parigi il 1928 abbandonato dalla madre viene adottato a poco più di un anno da Madame Bourdin, da cui prenderà il nome. L’intensa carriera artistica di Bourdin è connotata dall’ossessione per il femminile. Nasce così il suo stile inconfondibile: gli elementi essenziali della moda vengono negati, scomposti e ricomposti al fine di creare qualcosa di unico, frutto di un’immaginazione perversa, in cui gli sguardi perdono la vita e la finzione è portata alle sue estreme conseguenze oniriche. Follia e genio. Che hanno lasciato tracce indelebili nella storia della cultura di massa. Negli anni Cinquanta Bourdin è stato infatti il primo fotografo di moda a dare più importanza all’immagine che al prodotto. Come dire: “Le scarpe possono essere nella foto ma la foto non è una foto delle scarpe”. L’audacia, provocatoria e inventiva delle sue istantanee ha fatto storia. Visionario dall’immaginazione fervida, Guy Bourdin ha lavorato attraverso metafore, esplorando realtà contraddittorie ed esaltandone le qualità più sublimi e irrazionali. La sua visione fortemente influenzata da Man Ray e da Edward Weston e dai pittori surrealisti René Magritte e Balthus  rimase legata al settore commerciale. Una rivoluzione che ha cambiato la maniera di intendere la pubblicità, su cui ha costruito il suo successo il mensile Vogue, che a Bourdin diede spesso carta bianca. Indimenticabile una delle sue prime foto pubblicate, nella quale una modella posa in haute couture sotto numerose teste di vacche macellate. 

 

 

 

 

Infatti, nonostante le opere di Bourdin tengano una essenza profondamente artistica e vadano costantemente a questionare i tabù della società, non si sono mai viste in altri posti che nelle riviste di moda. Teneva la fama di essere esigente sino alla crudeltà. Si raccontano storie di maltrattamenti nei confronti delle sue modelle. Sempre volle essere pittore, continuò a dipingere fino alla morte. Sembra che sentisse una certa frustrazione ad essere diventato famoso in una disciplina che considerava minore. Da qui i numerosi rifiuti a pubblicare le sue opere in libri, fino al rifiuto del Premio nazionale di fotografia concessogli in Francia nel 1985. Non rilasciava interviste, viveva il suo lavoro lontano dalla mondanità e dallo spettacolo che lo circondava. Eccentrico e visionario  Bourdin ci ha lasciato una biografia piena di piste false e propensa al dramma. Sappiamo solamente di una relazione tortuosa con le donne che inizia con l’abbandono della madre e finisce con i più o meno comprovati suicidi delle sue coppie storiche. In mezzo migliaia di foto di donne. Agli antipodi delle rappresentazioni classiche della figura femminile, la donna vista da Guy Bourdin è sfuggente e talvolta messa in ombra Di essa molte volte rimane solo un frammento, un espressione eterea. Le modelle e  i vestiti sembrano solo essere al servizio di una narrativa criptica e surreale minuziosamente controllata.

Avrebbe fatto la felicità di molti psicoanalisti, se solo si fosse disteso sui loro lettini.

Morì a Parigi il 29 marzo 1991.

Aveva 63 anni. 

Questo slideshow richiede JavaScript.

Carica ulteriori articoli correlati
Carica altro Riccardo Alberto Quattrini
Carica altro Fotografia

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Controllate anche

Etère, le escort dell’antica Grecia.

“Eleganti, colte e raffinate, l’etère erano le sole donne che, ad Atene, potessero permett…