Paura della verità ovvero: non guardare nel cannocchiale per paura di vedere la verità e la giustezza

Galileo Galilei

GALILEO E LA LUNA

Un ottuso rifiuto dell’evidenza della sperimentazione


Un gesto rivoluzionario. Quando nel 1609 Galileo puntò verso il cielo il cannocchiale – uno strumento forse inventato dagli occhialai fiamminghi, ma è stato il primo ad averlo usato in modo sbagliato. Vi spiego perché è nato il cannocchiale. Il cannocchiale è uno strumento militare, serviva per guardare le navi ingrandite in lontananza due ore prima dell’occhio umano. La cosa che ha la sua utilità se lo punti in mare. Galileo lo usò nel modo sbagliato prese il cannocchiale e lo puntò verso il cielo, ma non ci sono le navi in cielo.

Riproduzione di uno dei cannocchiali di Galileo, sec. XX, Museo nazionale della scienza e della tecnologia Leonardo da Vinci, Milano.

 

 

 

 

 

Così una cosa utile la fece diventare una cosa pericolosa. Uno strumento scientifico. E la prima cosa che guardò Galileo col cannocchiale fu la Luna e si è accorto di una cosa che la Luna era sbagliata. Cioè che non era liscia. Perfettamente liscia e levigata, perfettamente sferica, come diceva Aristotele. Ma che aveva monti valli, asperità, irregolarità, come la Terra. Dice Galileo ma non può ancora sapere quanto ha ragione. Non può ancora sapere che la Luna è semplicemente come la Terra è un pezzo di terra, si limita a dire che è come la Terra.

Riportiamo la descrizione che Galileo fa delle sue osservazioni nel Nuncius Sidereus:

“… da osservazioni più volte ripetute, siamo giunti alla convinzione che la superficie della Luna non è affatto liscia, uniforme e esattamente sferica….ma al contrario diseguale, scabra, ricca di cavità e sporgenze…
E le osservazioni da cui è stato possibile giungere a tali conclusioni mostrano che non solo i confini tra tenebra e luce si mostrano nella Luna ineguali e sinuosi, ma, ciò che desta maggior stupore, nella parte oscura della Luna appaiono moltissime cuspidi lucenti, totalmente divise e staccate dalla regione illuminata e da essa non di breve tratto distanti; le quali poco a poco, dopo un certo tempo, aumentano di grandezza e luminosità, poi, dopo due o tre ore, si congiungono con la restante parte lucente, fattasi ormai più ampia; ma intanto nella parte tenebrosa se ne accendono altre di qua e di là, si ingrandiscono e infine si fondono con la medesima superficie luminosa che si è andata sempre più estendendo”.

Schizzi di Galileo sull’aspetto della Luna dall’opera Sidereus Nuncius (1610)

Solo che c’è un problema a contraddire Aristotele. Il problema è questo, che Aristotele è la base della filosofia scolastica e la filosofia scolastica è la base della dottrina della chiesa e non solo anche i dotti laici insegnano sulla base di Aristotele; perciò, contraddire Aristotele non era solo contraddire un filosofo ma contraddire ogni autorità spirituale e intellettuale in Europa

E infatti gli intellettuali di tutta Italia insorgono a Pisa a Firenze a Venezia a Bologna tutti tutti dicono che Galileo sbaglia, sbaglia Galileo a dire che la luna è sbagliata la luna è perfetta Aristotele è infallibile.

Galileo Galilei che mostra l’uso del cannocchiale al Doge di Venezia, affresco di Giuseppe Bertini

Non vi dovete fidare di me, dice Galileo però non fidatevi neanche di Aristotele. Guardate, guardate nel cannocchiale la luna è lì, e la indica con il braccio teso. E i dotti si rifiutano di guardare, si rifiutano di usare il cannocchiale. Allora lui è sconvolto, deluso, arrabbiato. Scrivere una lettera keplero in cui dice chiudono gli occhi questi che si credono dotti, chiudono gli occhi di fronte alla luce della verità, di fronte a cose mirabili, non provano nessuna meraviglia questa è l’accusa che muove Galileo e gli intellettuali del suo tempo, non di essere ignoranti di non saper ragionare di non sapere usare gli strumenti scientifici, di non sapere meravigliarsi.

La lettera più bella di tutte è quella che lui scrive il 16 luglio 1611 a Gallanzone Gallanzoni segretario del cardinale Bellarmino. In questa lettera bellissima Galileo contesta il concetto stesso di perfezione. Cosa vuol dire che la luna per essere perfetta deve essere sferica,  cosa vuol dire che la sfera è perfetta e il cubo non è perfetto e quale è l’imperfezione del cubo?, e poi cosa vuol dire perfetto non esiste la perfezione in assoluto, la cosa è perfetta quando è perfettamente adatta a uno scopo. Devi costruire una casa ti servono i mattoni, i mattoni sono perfettamente quadrangolari. Prova a fare una casa con i mattoni sferici che sono perfetti.

Il cardinale Roberto Bellarmino

Ecco il testo scritto in un italiano antico (e complicato), dove spiega le caratteristiche principali della Luna:

«Hora – scriveva Galileo – per dire brevemente quanto mi occorre, dico che io ho sin qui, insieme con tutti i filosofi et astronomi passati, chiamo Luna quel corpo, il quale, sendo per natura atto a ricevere et ritenere, senza trasmettere, il lume del sole, alla vista del quale egli è continuamente esposto, si rende per tanto a noi visibile sotto diverse figure, secondo che egli è in varie posizioni situato rispetto al sole et noi, le quali figure, hora falcatehora semicircolari et hora rotonde, ci rendono sicuri, quello essere globoso et sferico: et di questo tale corpo, dal sole illuminato et da noi veduto, hanno sin qui la maggior parte de i filosofi creduto che la superficie fosse pulita, tersa et assolutissimamente sferica; et se alcuno disse di credere che ella fusse aspra e montuosa, fu reputato parlare più presto favolosamente che filosoficamente. Hora io di questo istesso corpo lunare, da noi veduto mediante la illuminazione del sole, asserisco il primo, non più per immaginazione, ma per sensata esperienza et per necessaria dimostrazione, che egli è di superficie piena di innumerabili cavità et eminenze, tanto rilevate che di gran lunga superano le terrene montuosità».

Probabilmente adesso un simile elenco ci appare come una grande banalità, ma per i tempi era una novità sconvolgente, al punto che la Chiesa, poco incline e mutare le proprie secolari posizioni riguardo il cosmo e il suo ordine precostituito, contrastò aspramente le scoperte di Galileo, soprattutto quando si iniziò a parlare di una Terra che gira intorno al Sole e non viceversa.

Galileo di fronte al Sant’Uffizio, dipinto di Joseph-Nicolas Robert-Fleury. il cardinale Bellarmino e il caso Galileo

Galileo è il primo che ci ha detto che la luna è come la terra, il che vuol dire la terra è come la luna la terra è in tutto e per tutto un corpo celeste che quindi noi non siamo a rigor di logica sotto le stelle ma fra le stelle, anche per questo dovremmo dirgli grazie Galileo

Redazione Inchiostronero

 

 

 

 

 

 

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